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19 novembre 2017

CALCIO : Champions League: gli ottavi di finale


 

Dopo più di due mesi d’attesa è finalmente tornata la competizione più prestigiosa al mondo. La prima due-giorni degli ottavi di Champions ha visto le vittore esterne di Real Madrid e Wolfsburg, e quelle interne di PSG e Benfica. Nonostante la sconfitta per 2 a 0 all’Olimpico, la Roma ha dimostrato l’efficacia del progressivo lavoro ambientale e psicologico di Spalletti: i giallorossi hanno infatti disputato una partita di forte intensità e dinamismo mancando soltanto di un pizzico di maggiore cattiveria e concentrazione in zona gol.

Purtroppo il cinismo dei campioni in camiceta blanca non ha perdonato le occasioni sciupate dalla Roma e ha saputo colpire con i gran gol del solito CR7 ed Jesè Rodriguez. In contemporanea il Benfica ha trovato la vittoria, in extremis, contro uno Zenit ancora in pausa dal campionato russo: dopo 91’ di tatticismi e poche occasioni da gol, Jonas incorna a rete un pallone proveniente da calcio da fermo (successivo al fallo che è costato a Criscito il secondo giallo). La sera precedente il PSG ha compiuto una prova di forza contro il Chelsea di Hiddink e ha affermato con decisione la propria candidatura come potenziale vincitrice: mai come quest’anno i francesi sono rapidi, tecnici e compatti in ogni reparto; l’asse centrale Thiago Silva-Verratti-Ibrahimovic fa invidia a qualsiasi squadra europea e ha guidato i compagni alla vittoria per 2 a 1 sui blues. Infine la “Cenerentola” Gent, in seguito a un girone di qualificazione a dir poco inaspettato, ha ospitato in Belgio i tedeschi del Wolfsburg, afflitti da parecchie assenze.

La partita è stata spettacolare; ha visto gli ospiti dominare e colpire con tre reti (splendida la doppietta di Draxler, sogno estivo della Juventus) fino a dieci minuti dal termine, quando i belgi, troppo tardi, hanno avviato quel percorso di rimonta che li ha portati ad un passo dal pareggio. È certamente martedì il giorno clou della prossima settimana europea: si sfideranno le capolista di Seria A e della Bundesliga oltre ai marziani del Barcellona contro l’Arsenal, in stato di grazia, di Wenger.

Mercoledì, invece, si assisterà a PSV- Atletico Madrid e Dinamo Kiev-Manchester City. Probabilmente non c’è momento migliore per una partita del genere in casa bianconera: la Juve arriva da 15 vittorie e un pareggio dopo l’inquietante avvio di campionato, ha definitivamente ritrovato le proprie certezze e ha scoperto in Dybala un campioncino che, a giugno, sarà, con ogni probabilità, prezioso lotto d’asta per l’Europa più facoltosa. La squadra di Guardiola, invece, pur rimanendo una delle favorite nella corsa per la vittoria finale, ha qualche problema sia di carattere tecnico, sia ambientale: la difesa tedesca dovrà essere rattoppata in seguito a molteplici infortuni, ma la duttilità tattica dei giocatori e l’abilità del mister spagnolo dovrebbero far sì che la squadra non ne risenta.

Ciò che, forse, preoccupa maggiormente è l’ormai certo addio del tecnico a fine stagione, destinato alla ricca panchina del City: nonostante gli ottimi risultati conseguiti, le idee rivoluzionarie di Guardiola non si sono amalgamate perfettamente con la rigida cultura calcistica tedesca e forse l’addio è davvero la soluzione migliore sia per la società, sia per l’allenatore. Ad Allegri e ai suoi spetta, allora, il compito di ottenere un buon risultato in casa per poi tentare di difenderlo all’Allianz Arena. L’impresa si annuncia quasi proibitiva, ma, come detto, non esiste momento migliore.

Giacomo Ruffin

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