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23 settembre 2017

La tregua si dipana


Anche se oscurata dalla guerra in Siria, la guerra nelle ultime settimane in Ucraina orientale sta fomentando, riportano i residenti lungo la linea del fronte e le agenzie di intelligence ucraine e straniere.
La ripresa delle ostilità in Ucraina, con un’intensità che non si vedeva dalla scorsa estate e con scambi di mitragliatrice e con colpi di mortaio su tutta la linea del fronte, suggerisce che Mosca ha la volontà di sostenere contemporaneamente due conflitti. Il nuovo cessate il fuoco ucraino del 1° di settembre, probabilmente era solo finalizzato all’inizio degli attacchi aerei russi in Siria: Mosca voleva prima capire come si sarebbe evoluta la situazione.
Ora la terza proclamata tregua ucraina si sta ancora sciogliendo, con la città di Maryinka che sta diventando uno dei nuovi punti più caldi.
– Una settimana fa, avevamo dei bombardamenti ogni due o tre giorni, per lo più di notte – spiega il tenente colonnello Mikhailo M. Prokopiv, il comandante delle truppe dell’esercito ucraino della città – In questo momento, non passa ora che non si lotti”.
Le milizie separatiste, approfittando del cessate il fuoco, hanno iniziato a scavare delle nuove trincee a circa 200 metri dalla linea del nostro esercito, chiarisce l’ufficiale, e sono tanto vicine, che le truppe si insultano a voce vicendevolmente.

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Le posizioni dell’esercito sono ora regolarmente sotto il fuoco dei mortai e delle mitragliatrici montate sui camion, continua il colonnello Prokopiv, loro sparano in senso orizzontale tanto sono vicini. Due giorni fa è stato ucciso un soldato da un cecchino.
Nessuna delle due parti finora è ricorsa all’artiglieria pesante, e, per il momento, le riprese dei combattimenti sembrano destinate a “darci un incubo – continua Prokopiv – chissà che non incoraggino i politici a trovare una soluzione per attuare il famoso Minsk 2”.
La Russia, dopo che la Turchia nel mese di novembre ha abbattuto un suo bombardiere sul confine siriano, sembra molto impegnata nella lotta siriana, dove ora ha inviato più aerei e sofisticati sistemi di difesa aerea.
Alexander Hug, il vice capo della missione di monitoraggio in Ucraina orientale per l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, ha dichiarato ai giornalisti, che gli osservatori la scorsa settimana hanno visto 88 carri armati sul lato filo-russo della linea di contatto. Lui non è in grado di specificare la loro origine, mentre la Russia nega costantemente l’invio di armi per aiutare i ribelli.
– Sono seduti lì, armati e pronti alla battaglia, sono a breve distanza dalla linea di contatto, sono appollaiati sui carri armati e fumano, aspettano solo l’ordine. Noi udiamo, seppur non distintamente, tutto ciò che dicono.
Domenica, centinaia di nazionalisti ucraini si sono radunati nel centro di Kiev per chiedere la cacciata del governo ucraino che, dopo mesi di proteste, aveva preso il potere due anni fa. È la bassa affluenza, piuttosto che il supporto per un governo che è sopravvissuto al voto di sfiducia in Parlamento la settimana scorsa, che riflette la stanchezza pubblica verso le manifestazioni di piazza. I manifestanti hanno stabilito sei tende in Piazza Indipendenza, nota come Maidan, e, a simbolo dei fuochi che hanno riscaldato i manifestanti nell’inverno del 2014, hanno dato fuoco a dei bidoni della spazzatura. Poi, quando verso sera hanno inscenato un palcoscenico su un camion, si sono scontrati verbalmente con la polizia.
Tanti ucraini, durante il fine settimana che commemorava gli uccisi durante le proteste culminate con la fuga del presidente filo russo Viktor Yanukovich, hanno pensato di porre nei luoghi degli eccidi delle candele e dei fiori. Anche se molti residenti di Kiev sono delusi con l’attuale governo, non sostengono un’altra rivoluzione.
– Il paese ha bisogno di riforme e di un migliore tenore di vita, ma non di nuove rivoluzioni. Siamo stanchi – ha riferito, Andrej Pigokailo, un uomo d’affari.

Gabrielis Bedris

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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