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23 settembre 2017

Russia e Ucraina: reclami per oltre 100 miliardi di dollari


La guerra militare dell’Ucraina con i ribelli filo-russi forse potrà essere congelata, ma la battaglia legale tra Vladimir Putin e Petro Poroshenko sta solo ora iniziando a scaldare il motore.
La causa di 3 miliardi di dollari, che la Russia ha presentato contro l’Ucraina a Londra la settimana scorsa, è solo una frazione dei 63 miliardi di dollari che l’Ucraina, tra cause ed altre rivendicazioni legali per l’annessione della Crimea, ha messo in piedi presso i tribunali di Stoccolma e L’Aia. Nel frattempo, la ditta di esportazione di gas russa, Gazprom PJSC, sta chiedendo all’Ucraina circa 32 miliardi di dollari per fatture non pagate, che sommati alle pretese ucraine, portano ad un totale di circa 100 miliardi di dollari.
– È una nuova fase della situazione di stallo – ha sostenuto Otilia Dhand, un analista politico specializzato in Europa centrale e orientale presso l’istituto Teneo, a Bruxelles.
Le zone di combattimento e i tribunali garantiranno, agli ex due stati “amici”, delle relazioni molto tese per il prossimo futuro, sostengono gli avvocati e i funzionari d’entrambe le nazioni. Molti casi potrebbero richiedere anni prima di vedere delle minime soluzioni, ma nel frattempo potrebbero costare decine di milioni di dollari di spese legali.
Inoltre non c’è per entrambi alcuna garanzia che alla fine saranno in grado di raccogliere dei ricavi, perché, se dovessero vincere, ciò comporterebbe il dare la caccia ai beni dello Stato sconfitto all’estero, che è un a se stante lungo processo, costoso e complesso. L’Ucraina vincendo, dovrà in ogni caso mettersi in fila dietro agli ex proprietari della Yukos Oil Co., che hanno vinto un causa di 50 miliardi di dollari contro la Russia a L’Aia nel 2014.

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Di seguito le maggiori cause e controversie pendenti tra i due Stati:
Russia/Ucraina. La Russia sta cercando di ottenere il rimborso di un Eurobond di 3 miliardi di dollari, comperato dall’Ucraina nel mese di dicembre del 2013, tramite una società ubicata in Irlanda, due mesi prima che il presidente Viktor Yanukovich, un alleato di Putin, fuggisse in Russia tra le sanguinose proteste.
La Russia ha rifiutato di partecipare alla ristrutturazione del debito, che l’Ucraina nel mese di agosto 2015 ha concordato con i suoi obbligazionisti stranieri privati guidati da Franklin Templeton. Lo studio Cleary Gottlieb Steen & Hamilton LLP, con sede a New York, sta rappresentando la Russia presso la High Court di Londra per ottenere il rimborso integrale del debito di 3 miliardi di dollari più 75 milioni tra interessi e spese legali, ha reso noto il 17 febbraio il ministro delle finanze russo, Anton Siluanov. L’Ucraina da parte sua è pronta “vigorosamente a difendere i propri interessi” in tribunale, ha spiegato il giorno successivo il ministero delle finanze di Kiev. Il caso potrebbe prendersi dai 18 ai 24 mesi.
Ucraina/ Russia. Poroshenko ha chiarito il mese scorso alla televisione di stato, che l’Ucraina ha presentato una causa contro la Russia per l’annessione della Crimea presso la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja. Il ministero di Giustizia di Kiev ha sostenuto che l’Ucraina chiederà più di 1 trilione di grivne di danni (circa 37 miliardi di dollari).

La Corte Internazionale di Giustizia è generalmente molto lenta e potrebbe prendersi degli anni prima di rilasciare una decisione. Questo tribunale è il luogo ideale per decidere della legittimità dell’annessione di Crimea, ma ci sono tanti altri casi legati alla Crimea che probabilmente verranno decisi prima, i quali creando un precedente, potrebbero influenzare la sentenza del tribunale.
Naftogaz/ Gazprom. La società energetica statale NAK Naftogaz Ukrainy, sostenendo, in funzione dei prezzi di mercato, d’aver strapagato le forniture e di aver ricevuto miserie per il transito del gas russo verso l’Europa, ha presentato una richiesta di arbitrato contro Gazprom per circa 26 miliardi di dollari a Stoccolma. La prima sentenza del caso è prevista non prima della metà dell’anno. Naftogaz ha anche coinvolto degli altri avvocati per chiedere i danni per le perdite in Crimea.
Gazprom/Naftogaz. Gazprom nel giugno scorso ha presentato una domanda di arbitrato a Stoccolma di 29,2 miliardi di dollari contro Naftogaz per forniture non pagate e per non aver fatto fede al contratto di acquisto di gas. Il mese scorso, l’azienda con sede a Mosca, ha lamentato che l’Ucraina deve quasi 32 miliardi.
Oschadbank/ Russia. La banca statale ucraina AT Oschadbank, ha presentato il mese scorso richieste di arbitrato contro la Russia a Stoccolma per i suoi beni “rubategli” in Crimea. Il CEO della ditta, Andriy Pyshnyi, in agosto ha significato che la ditta ucraina cerca di ottenere circa 15 miliardi di grivne e che il caso potrebbe durare circa 4 o 5 anni.
Altre società ucraine/Russia. Cinque casi di arbitrato sono stati depositati da società ucraine, tra cui il fornitore di petrolio e gas Ukrnafta PJSC, Privat Bank e Aeroport Belbek LLC, contro la Russia all’Aia per perdite avvenute in Crimea.

Lo studio legale di New York, Hughes Hubbard & Reed LLP, rappresenta le società ucraine. Le affermazioni ucraine sostengono che la Russia ha violato un trattato bilaterale con l’Ucraina sugli investimenti, stipulato nel 1998. La Russia ha risposto che non prenderà parte al giudizio, perché tale accordo non può servire come base per un arbitrato.

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Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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