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19 novembre 2017

Le forzature nel Donbas


La conferenza stampa congiunta a Kyiv dei ministri degli Esteri di Germania, Francia e Ucraina, rispettivamente, Frank-Walter Steinmeier, Jean-Marc Ayrault e Pavlo Klimkin, ha dimostrato ancora una volta le differenze esistenti nella comprensione dell’attuazione degli accordi di Minsk. Il ministro ucraino ha parlato della necessità di garantire una reale sicurezza, che è possibile solo “se le truppe regolari russe e il numero infinito di mercenari lasciano il Donbas, se si ferma la consegna delle armi, munizioni e tutto ciò che la Russia sta continuamente facendo arrivare. Solo allora potremo parlare di elezioni – ha sottolineato il ministro ucraino – perché altrimenti, il tutto può essere visto come un pio desiderio russo d’integrare il Donbas per destabilizzare la situazione dell’Ucraina”.
Nel frattempo, Steinmeier e Ayrault hanno messo l’accento sul fatto che l’Ucraina ha bisogno d’attuare pienamente gli accordi di Minsk, che rappresentano l’unica alternativa per risolvere il conflitto nel Donbas. Inoltre, il ministro tedesco ha evidenziato che s’aspettava che l’Ucraina, prima della riunione dei ministri nel formato Normandia, che si terrà a Parigi il 3 marzo, formulasse un piano sulle modalità delle elezioni nel Donbas. Steinmeier, ha poi aggiunto, che la legge elettorale sarebbe stata il passo successivo.
Tuttavia, i due ministri europei non hanno chiarito come la Russia avrebbe adempiuto alla sua parte di Minsk 2. Quasi nessuno in Ucraina sarà contento della risposta di Steinmeier: “Potremmo accettare le violazioni del cessate il fuoco nel Donbas … Penso che durante il nostro incontro a Parigi troveremo alcuni necessari compromessi e che ci metteremo d’accordo su una comune posizione per essere in grado di colmare tutte le divisioni che ancora ci seguono”.
Nel frattempo, Ayrault ha dedicato gran parte del suo discorso per sollecitare l’Ucraina a istituire finalmente un governo che rifletta le aspettative di euromaidan, che attui le riforme che sono richiamate nell’accordo di Minsk 2 e in altri documenti, e che la strada delle riforme non si fermi a metà strada.
Ora viene spontanea una domanda, forse banale, o forse in Europa non si vuole capire, come si dovrebbe comportare l’Ucraina in una situazione in cui è invitata ad attuare pienamente Minsk 2 quando l’altra parte, cioè chi ha iniziato la guerra e occupa il territorio per il quale si discute, non implementa nemmeno la prima disposizione dell’armistizio, vale a dire, il cessate il fuoco?

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Per trovare una risposta, abbiamo girato la domanda a Hanna Hopko, il presidente della commissione affari esteri della Verkhovna Rada, la quale ritiene, che ciò che dovrebbe essere risolto, prima di iniziare a parlare di elezioni, siano “i problemi di sicurezza: il cessate il fuoco, il ritiro delle truppe russe, l’accesso dell’OSCE e la restituzione dei prigionieri politici. Invece, tutti ci spingono o ci costringono in uno scenario finalizzato solo a riconoscere le cosiddette “Repubbliche Popolari di Lugansk e Donetsk”.
Lo stesso Grygorii Perepelytsia, un dottore in scienze politiche e professore presso l’Università Nazionale, Taras Shevchenko, di Kiev sostiene: “Com’è ormai evidente, sia la Germania che la Francia con le loro politiche stanno cercando che l’Ucraina attui il “piano Morel”, progettato da Pierre Morel che è stato ambasciatore francese in Russia.
Questo progetto di pacificazione a spese della vittima è già stato prima attuato dalla Germania e dalla Francia in Ossezia del Sud, la quale ora si sta organizzando per indire un referendum di adesione alla Russia. Nel 2008, dopo aver distaccato l’Ossezia del Sud e Abkhazia dalla Georgia, le due nazioni europee hanno puntato alla legalizzazione dei due nuovi stati dandogli l’indipendenza per poter stipulare accordi internazionali. L’intero processo è stato instaurato per dare la parvenza di una pace duratura. Infatti, all’epoca si è sostenuto che la Georgia non avrebbe potuto reclamare i territori occupati, in quanto erano diventati membri costituenti della Federazione Russa.
“Ora, con il supporto della Germania e della Francia, che sono alla ricerca di una pace duratura, la Russia, come prima fase d’annessione, si sta preparando il terreno per la secessione del Donbas, cioè, con le elezioni la Russia sta cercando di radicare negli enti locali degli agenti e delle figure fantocce del suo regime. Questo periodo, voglio dire la campagna elettorale, è progettato per permettere a Mosca di prendersi realmente il potere, sia amministrativo che sul terreno. Dopo, come entità indipendente, indiranno un referendum per unirsi alla Russia, e con un trattato di adesione, riceveranno lo status di membro costituente della Federazione Russa.
“Ciò non accadrà immediatamente, la Russia sicuramente non accetterà da subito il Donbas come membro costituente della Federazione; ma a livello internazionale le due repubbliche saranno già diventate un legittimo territorio russo.

In realtà, Steinmeier e Ayrault stanno spingendo questo piano di modo che l’Ucraina, approvando la legge sul decentramento, conceda al Donbas il diritto all’autodeterminazione. È probabile che esista un tale accordo tra Steinmeier e Vladimir Putin, i quali potrebbero vedere questa linea come la garanzia più sostenibile per una pace e per la fine dei conflitti, ovviamente, a loro vantaggio. La Francia e la Germania saranno poi felici di togliere tutte le sanzioni che hanno imposto alla Russia”.
“È sorprendente – continua Perepelytsia – che questi ministri ignorino la strategia di mantenimento della pace delle Nazioni Unite e della Carta delle Nazioni Unite, e impongano un tale regime all’Ucraina. In questo caso, seguendo gli accordi di Minsk, l’Ucraina si sta arrendendo e sta concedendo del territorio di sua spontanea volontà”.
“Parlando di una normale strategia di risoluzione dei conflitti, per prima cosa di dovrebbe mettere in atto il cessate il fuoco, il ritiro degli armamenti, il disarmo dei militanti, il ritiro delle truppe straniere e il ripristino del controllo del confine. Senza queste condizioni, non si possono riconoscere le elezioni come legittime, nemmeno in Germania, o nella foresta brasiliana. Perché l’Europa vuole ignorare tutto e puntare su questo piano d’annessione russa del Donbas? Questa strategia in corso d’attuazione, è un’annessione russa di territorio ucraino, appoggiato e forzato dalla Germania rappresentata da Steinmeier”.
“La parola “integrazione” non è appropriata in questo caso. Come si può integrare un territorio ostile controllato dalle truppe russe e modellato come un trampolino di lancio per invadere e distruggere l’Ucraina in quanto tale? Come si possono integrare delle persone che, dopo la propaganda e tutto ciò che a loro è stato messo in testa o fatto provare, odiano l’Ucraina ? La Russia mira a distruggere per sempre l’Ucraina come Stato”.
Quale dovrebbe essere la posizione dell’Ucraina in un tale frangente?
– Negli accordi di Minsk c’è una chiara disposizione degli eventi, in cui le elezioni sono al punto 11°. Finché le prime nove disposizioni non saranno implementate, non ci potrà essere nessuna discussione sulle modalità delle elezioni. Nessuno potrà dare una responsabilità all’Ucraina per il mancato rispetto di questa o quella disposizione. Dobbiamo offrire argomenti convincenti alla Germania e alla Francia, in qualità di mediatori, affinché diventino ragionevoli e coerenti”.
“In questo caso, se vogliamo mantenere la nostra integrità territoriale, dobbiamo difendere i nostri interessi, perché l’attuazione di Minsk 2 può portare al crollo dello Stato. Questo è esattamente l’obiettivo che Putin non è riuscito a raggiungere con i mezzi militari. Ora, sembra che sia in grado di raggiungerlo con mezzi politico-militari e con l’aiuto dei nostri partner. Pertanto, le elezioni non dovrebbero essere tenute fino a che, passo dopo passo, non si arrivi alla disposizione 11° degli accordi Minsk 2”.

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