Vai a…

Ua-Time

Supplemento giornalistico web

Ua-Timesu Google+RSS Feed

18 novembre 2017

Gli immigrati e l’Europa


Emma Bonino, un membro di spicco del Partito Radicale italiano, l’ex Commissario europeo ed ex ministro degli Esteri italiano, si è riferita alla minaccia della Commissione europea d’escludere la Grecia dalla zona di libero transito di Schengen, a meno che non imponga controlli sul flusso dei migranti. Secondo il ministro, l’Unione europea sta adottando una politica miope, avara e breve, che presenta l’immagine di un continente di oltre 500 milioni di persone con i più alti livelli di benessere e di aspettativa di vita, che si comporta come se fosse minacciata dall’arrivo di milioni di profughi e immigrati.

L’esclusione della Grecia dalla zona di libero transito europeo istituito dall’accordo di Schengen, non è ancora stata decisa. La Commissione europea ha stabilito che il governo di Atene ha “gravemente trascurato i suoi obblighi di controllare i propri confini”, e se le irregolarità non venissero corrette entro tre mesi, gli altri Stati membri dello spazio Schengen potrebbero escluderla dal contratto.
Nel 2015, le circa 850.000 persone che sono passate dalla Grecia sono in cerca di asilo e di lavoro nei paesi settentrionali europei, e l’afflusso sta continuando.
Tuttavia, escludere la Grecia dall’area Schengen sarebbe totalmente inutile, oltre che dannoso per altri paesi, per esempio l’Italia. La soluzione alla crisi dei migranti non sta in misure isolate come questa, ma in una politica a lungo termine e di ampia portata a livello di comunità. Invece l’Unione europea continua ad affrontare i suoi problemi isolamentamente e senza una visione globale, come nel caso della Grecia.

Immigrants1-1024x576
Espellere la Grecia dall’area Schengen non ha senso, in primo luogo perché il paese non ha confini terrestri con l’area Schengen, quindi le sue frontiere terrestri già operano come non-Schengen.

L’isolamento efficace della Grecia comporterebbe che i migranti concentrati nel paese cerchino di usare il mare per raggiungere sia l’Italia o l’Albania.
I dubbi sollevati sulla libera circolazione nello spazio Schengen non solo stanno interessando la Grecia, ma anche l’Austria, che ha di recente imposto controlli ai confini con l’Italia. Pertanto, con o senza la Grecia, l’accordo di Schengen è in pericolo. Per l’Italia, il potenziale costo economico è stimato intorno ai 6,5 miliardi di euro l’anno.

Al di là dell’aspetto economico – il che non è cosa da poco – viene messo in discussione uno dei pilastri dell’Unione europea. La crisi dei migranti è un grave problema umanitario, ma viene trattato come se fosse un problema politico. Vale a dire che, viene data preminenza all’umore dell’elettorato, invece che ai tentativi compiuti per gestire il problema.
L’unica eccezione sembra essere il cancelliere tedesco Angela Merkel che, a dispetto del fatto che si stanno avvicinando le elezioni nel suo paese, e quindi la sua guida è tutta su una linea,
mantiene saldamente la sua posizione di apertura alla migrazione. Questo è il modo vero di come si dovrebbe comportare un leader. Merkel è l’unico capo di governo in Europa con una visione politica. Lei sta esaminando e analizzando la realtà, invece di essere presa dall’isteria che vorrebbe farci credere che le onde di immigrati, commettendo stupri e molti altri crimini, stanno invadendo l’Unione europea.

La verità è diversa. Non dobbiamo dimenticare che tra il 2008 e il 2014, anche nella peggiore fase della crisi finanziaria, l’Unione europea ha concesso 2,5 milioni di permessi di soggiorno ogni anno. La maggior parte del pubblico pensa erroneamente che questi fossero per lo più siriani e iracheni. No, il gruppo più numeroso sono stati gli ucraini, seguiti dai cittadini statunitensi, cinesi e indiani. Il Regno Unito, che prende una linea dura contro i migranti, tuttavia ha ammesso 568.000 persone nel solo anno 2014, secondo Eurostat, che inoltre segnala, che il paese che concede il maggior numero di permessi di lavoro sia la Polonia.
Ricordando questi fatti si distrugge lo stereotipo dell’invasione dell’Europa. Non c’è nulla di simile: l’Unione europea è in grado di ricevere gli immigrati e in effetti lo sta facendo. Inoltre, ha bisogno di un afflusso di immigrati per compensare il suo deficit demografico.
Tuttavia, l’avara e miope politica ci presenta l’immagine di un continente di oltre 500 milioni di persone con i più alti livelli di benessere e di aspettativa di vita che si comporta come se fosse minacciata dall’arrivo di non si sa quanti milioni di profughi e immigrati.

Se gli europei sono incapaci di affrontare i fatti reali e si rivolgono a loro con una politica comunitaria casuale, come faranno nel 2050, quando la Nigeria da sola avrà un numero di persone uguale a quella della zona euro e la popolazione totale africana raggiungerà i quattro miliardi?

Tags: , , , , ,

Rispondi

Altre storie da- News

EnglishGermanItalianRussianUkrainian
Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.