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26 settembre 2017

Il “PIN” Doc


Il pin è l’argomento Inps, forse più gettonato dagli italiani. Un codice importante da cui si può accedere ai servizi telematici, fare richieste per se stessi, richiedere un’infinità di cose prima pensabili soltanto se ci si recava al più vicino sportello e fare “…chilometri e chilometri di coda…”. Una cosa quindi quasi indispensabile, eppure difficile da utilizzare. Colpa la cattiva o scarsissima campagna di informazione da parte dei media o la mancanza di istruzioni dell’ente preposto, Inps in questo caso, oppure una difficoltà nell’uso dello stesso in certi soggetti; peggio ancora, il fatto che anche un anziano autosufficiente non potrebbe delegare telefonicamente un parente di fiducia per richiedere i sedici caratteri tanto preziosi, dato che vengono forniti soltanto se si comunica al telefono con il soggetto interessato.

Il problema di fondo resta fondamentalmente la totale o grave carenza del servizio. Certo perché chi ha ricevuto la famosa “lettera” anni fa per l’attivazione del codice alfanumerico e ha saputo farne da subito buon uso, una bassa percentuale di italiani in definitiva, oggi si ritrova a potere gestire da se stesso tutto quanto è necessario; diversamente tantissimi altri, potremmo forse dire l’80% per cento degli aventi diritto, non ha saputo sfruttare al meglio questo ricco beneficio. Risultato: centinaia di chiamate ogni giorno ai call center, imprecazioni, un cifrario che deve essere annullato e richiesto più volte, la lentezza delle poste italiane che per consegnare la seconda parte dei famigerati “caratteri”(i primi otto vengono forniti tramite mail o cellulare, i restanti otto per posta) impiega anche venti giorni; nipoti o figli che cercano di agevolare i genitori cercando di compiere telefonicamente operazioni per conto dei propri parenti e di fatto, per legge sulla privacy, non possono.

Spesso c’è anche l’impossibilità di recarsi allo sportello, (per lavoro, carenza di tempo, o disagi fisici) anche con apposita delega per ottenere i sedici numeri e lettere che aprono le porte al fantastico mondo dei servizi multimediali. Insomma una delle tante prestazioni sparate a zero in un’Italia ancora lenta, priva di adeguata istruzione o informazione soprattutto senza preparazione. La stragrande maggioranza degli italiani, (non dimentichiamoci che il “bel paese” è costituito essenzialmente da gente adulta o anziana), preferirebbe persino “togliere di mezzo” un’operazione spesso rivelatasi inutile e da “rompicapo”. Solo pochissime persone, per lo più di nuova generazione, riescono a utilizzare con facilità il pin rilevando anche loro carenze nell’organizzazione del sito e lentezza nei servizi multimediali.

Dunque un’Italia, a detta dei più, “poco pronta” ai “favori”computerizzati da nuova generazione o scarsamente preparata all’utilità degli stessi. Ed è così che si arrabbiano con dei “poveri dipendenti” al call center messi a lavorare e guadagnare qual tanto per vivere che devono sopportare, tollerare e anche, talvolta, fare da psicologi per placare gli animi… E’ un terra in cui tutto va a rovescio. Lo si nota anche dalle cose che, in apparenza, dovrebbero davvero essere le più banali e semplici da funzionare.

Daniela Devecchi

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