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18 novembre 2017

L’ONU rilascia un nuovo rapporto sull’Ucraina


Nonostante che nel corso degli ultimi mesi nella parte orientale dell’Ucraina ci sia stata una diminuzione del numero di vittime civili, il nuovo rapporto delle Nazioni Unite mostra, che il conflitto ha un grave impatto sulla vita quotidiana dei civili, che c’è un crescente senso di disperazione e d’isolamento che colpiscono coloro che vivono nella zona dei combattimenti, specialmente quelli che vivono nelle zone controllate dai gruppi armati.

“C’è una terribile sensazione d’isolamento fisico, politico, sociale, economico e di dimenticanza tra un enorme numero di persone – più di tre milioni – che stanno lottando per sbarcare il lunario nella zona del conflitto. Essi hanno un urgente bisogno di una maggiore protezione e sostegno – segnala in un comunicato stampa l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid Ra’ad Al Hussein.
L’ultimo di una serie di 13 rapporti sull’Ucraina, rilasciati dall’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, che copre il periodo che va dal 16 Novembre 2015, al 15 febbraio 2016, pone particolare attenzione alla lotta quotidiana per la sopravvivenza da parte delle persone che vivono attorno alla linea di contatto che separa le auto-proclamate Repubbliche Popolare di Lugansk e di Donesk dal resto dell’Ucraina.

Molte case sono state danneggiate e saccheggiate. Le amministrazioni locali non funzionano, l’accesso ai servizi pubblici di base è limitato, nel migliore dei casi; l’acqua e il cibo sono costosi e di difficile accesso. La libertà di movimento è fortemente ostacolata dai punti di controllo con a volte centinaia di veicoli che sono in attesa d’attraversare le linee di demarcazione doganale, ci sono spesso passeggeri costretti a trascorrere la notte a temperature di congelamento, scrivono nel comunicato stampa i membri delle Nazioni Unite.
I residenti dei territori sotto il controllo dei gruppi armati sono particolarmente vulnerabili alle violazioni dei diritti umani – continua il rapporto – vivono in un ambiente caratterizzato dalla crescita di parallele strutture di governo, una completa assenza di stato di diritto, di detenzione arbitraria, torture, detenzione in isolamento e senza accesso a meccanismi di ricorso reali.

“Sono particolarmente preoccupato per la mancanza di strutture sociali, la vulnerabilità delle persone private della libertà che sono sottoposte a qualsiasi atto d’abuso, la completa assenza di un giusto processo e di stato di diritto nei territori sotto il controllo dei gruppi armati – ha riportato Zeid.
Il rapporto descrive come la recente ondata di arresti nella Repubblica Popolare di Donesk abbia completamente eliminato i diritti di libertà d’espressione, religione, riunione e associazione pacifica, requisiti che erano già circoscritti.
Durante il periodo di riferimento, gli osservatori dei diritti umani delle Nazioni Unite hanno anche documentato violazioni perpetrate impunemente dalle forze dell’ordine ucraine – principalmente da elementi del servizio di sicurezza – tra cui arresti forzati e arbitrari, detenzione in isolamento, torture e maltrattamenti.
“Esorto le autorità ucraine a garantire un’indagine tempestiva e imparziale di ogni violazione segnalata – ha sottolineato Zeid – La responsabilità è fondamentale per portare la giustizia, limitare l’impunità, favorire la pace di lunga durata ed è anche un importante deterrente per ulteriori violazioni da parte delle autorità statali. Ogni violazione non-indagata e impunita è una responsabilità morale e giuridica dello Stato”.

L’Alto Commissario ha inoltre invitato il governo ucraino e le auto-proclamate Repubbliche Popolare di Donesk e Lugansk ad intervenire per chiarire la sorte delle persone scomparse e per evitare che altre persone possano andare disperse. “Il chiarimento del destino degli scomparsi dovrebbe essere una priorità fondamentale di ogni negoziato di pace – ha sostenuto.
La situazione dei diritti umani nella Repubblica Autonoma di Crimea, il cui status è prescritto dalla risoluzione dell’Assemblea generale dell’ONU 68/262, resta molto difficile. Il rapporto spiega che i manifestanti dei tartari di Crimea sono posti agli arresti solo per presunta appartenenza a organizzazioni terroristiche. È inoltre significativo e preoccupante che il 15 febbraio, il procuratore della Crimea ha presentato una richiesta alla corte suprema di Crimea per designare il Mejlis, l’organo di autogoverno dei tartari di Crimea, come un’organizzazione estremista e di vietarne l’attività.

Il rapporto delle Nazioni Unite mostra che il cessate il fuoco in Ucraina orientale rimane tenue, con continue segnalazioni di violazioni della tregua, bombardamenti indiscriminati e la presenza di mine antiuomo e residuati bellici. Tra il 16 novembre 2015 e il 15 febbraio 2016, ci sono stati 78 vittime civili in Ucraina orientale, portando il numero delle vittime stimate dall’inizio del conflitto a più di 30.000 persone, di cui almeno 9.160 morti e 21.000 feriti (i dati comprendono i civili e le forze armate ucraine).
“L’implementazione degli accordi di Minsk è l’unica strategia possibile per il raggiungimento di una soluzione pacifica nelle zone dell’Ucraina orientale controllate dai gruppi armati, e a sua volta, è la chiave per risolvere la crisi dei diritti umani in Ucraina. Questo comprende il restauro di un effettivo controllo del governo ucraino del confine con la Federazione russa e il ritiro dei combattenti stranieri, mercenari e attrezzature militari – ha concluso Zeid Ra’ad Al Hussein.Part-PAR-Par8167557-1-1-0

Il ministero degli Esteri ucraino, che ha condiviso le conclusioni della relazione, tra cui la rilevanza degli accordi di Minsk e la loro attuazione, ha invece sottolineato il suo disaccordo con gli appelli contenuti in un rapporto della missione di vigilanza, nel quale si sollecitava l’ONU a legittimare i documenti – passaporti nazionali e internazionali – rilasciati dalle illegali sedicenti “autorità” delle due Repubbliche.
Inoltre il ministero ha osservato che “ritiene che la missione dovrebbe essere più precisa e obiettiva per determinare le vere ragioni, il livello di responsabilità delle violazioni e l’esatto ruolo della Federazione Russa nell’aggressione militare in corso, di cui, del vergognoso fenomeno in corso, ne è chiaramente la causa principale”.

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