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19 novembre 2017

Nadiya Savchenko rifiuta anche l’acqua, cosa ne sarà di lei?


In segno di protesta per l’improvviso rifiuto di non concederle la parola, Nadiya Savchenko ha annunciato che da ieri, venerdì 4 marzo, lei rifiuterà persino l’acqua. La sua sfida come sempre è coraggiosa, ma rimane sempre l’agghiacciante paura che il presidente russo Vladimir Putin, che ha un passato negativo verso il rispetto della vita umana, non faccia nulla.

L’ex pilota militare, in reazione all’annuncio rilasciato dal tribunale giudicante alle ore 16:00 di giovedì, nel quale ha spostato la sua causa al 9 marzo, ha dichiarato che si sarebbe astenuta, oltre che dall’assunzione di cibo, per il quale è già in sciopero da metà dicembre, anche dal bere.
Quest’ultimo spostamento ha dell’incredibile, data l’enorme quantità di elementi che non tornano sul caso in questione. Un caso analogo e ugualmente viziato è stato istituito contro il regista ucraino Oleg Sentsov, che è stato condannato a 20 anni di carcere senza alcun motivo, oltretutto con la ritrazione delle due testimonianze contro di lui estorte con la tortura.

freedomSavchenko allo stesso modo, respinge tutte le accuse e qualsiasi verdetto, e ribadisce la sua precedente presa di posizione, che non farà appello alla sua eventuale condanna. Lei sostiene che l’intero “mondo democratico e civilizzato deve vedere che la Russia è un paese del terzo mondo con un regime totalitario, governato da un meschino dittatore, un paese che sputa sui diritti umani e il diritto internazionale”, lei si rifiuta di avere una parte in un assurdo processo in cui delle persone rapiscono e torturano degli individui per poi metterli sotto processo.
La presa di posizione è di grave preoccupazione. In realtà, Nadiya Savchenko finora ha preso parte al processo, nonostante l’assurdità e l’evidente collaborazione tra accusa e parte giudicante.

Nikolai Polozov, l’avvocato della Savchenko, che è sotto processo nella piccola città del sud della Russia di Donetsk, al confine con l’Ucraina orientale, ha dichiarato che “lei semplicemente non può vivere abbastanza a lungo per assistere all’udienza del 9 marzo. Savchenko è una donna di parola, se lei promette qualcosa, lei poi lo mantiene. Questo è il motivo per cui questa decisione è molto triste e deplorevole”.
Nella versione scritta del suo intervento, pubblicato dalla sorella Vera, Nadiya chiarisce che continuerà l’attuale sciopero della fame per altri 10 giorni, cioè fino a quando il verdetto, in assenza di ricorso, entrerà in vigore. Ha anche confermato la sua intenzione a continuare lo status attuale fino a quando la Russia non avrà altra scelta “ che di rimandarmi in Ucraina … viva o morta”.
Ha fatto notare che questo è indipendente da quanto tempo ci vorrà per ottenere la traduzione in ucraino, dal momento che ha visto come si trascinano le cose.

Dopo il verdetto, ha spiegato la Vera, come richiesto sullo scritto lasciatole da sua sorella, lei si fermerà sull’uscio del carcere, e se per caso dovesse essere imprigionata anche lei, si sarebbe messa di guardia la vecchia madre, e se dovessero imprigionare anche quest’ultima ci sarebbero stati gli amici e poi tutti gli ucraini. “Non credo che li arrestino tutti – ha scritto Nadiya.
Se il giudice avesse visto lo scritto probabilmente sarebbe impallidito. Nadiya Savchenko nello scritto, sottolinea che i russi ordinari si recheranno “ai cancelli della prigione per fornire tè caldo e cibo a chi veglia in piedi al freddo coloro che sono stati incarcerati senza motivazione, e che ognuno di loro capisce, che chiunque potrebbe finire oltre le sbarre di quella prigione che è la Russia”.
Questo, prosegue, è come quando è iniziato Maidan – le proteste di massa erano contro il regime russo.

Il discorso c’è, ma la paura che il Cremlino non reagisca rimane. Poco più di un anno fa, Mustafa Dzhemiliev, il famoso capo dei tartari di Crimea che ha trascorso 15 anni nei campi di lavoro sovietici, ha convinto Nadiya ad interrompere il suo primo sciopero della fame, spiegandole che “la tua morte porterà solo gioia ai tuoi nemici”. Nadiya Savchenko aveva tenuto conto subito della richiesta e aveva finalmente smesso lo sciopero della fame, continuando la lotta con altri mezzi. Ma ora, uno sciopero del cibo totale, senza nemmeno l’acqua, in un paese i cui i leader hanno spesso dimostrato la loro totale mancanza di rispetto per la vita umana, è un rischio terribile.

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