Vai a…

Ua-Time

Supplemento giornalistico web

Ua-Timesu Google+RSS Feed

23 settembre 2017

Cosa serve all’Ucraina?


Due anni fa il popolo ucraino, dopo che la polizia ha aperto il fuoco sui manifestanti in Piazza dell’Indipendenza a Kiev, ha rovesciato il regime criminale e tirannico dell’ex presidente ucraino Viktor Yanukovich. Oltre 100 persone hanno perso la vita per una semplice richiesta: “desideriamo essere trattati con dignità”.

Coloro che sono morti difendendo la libertà e la giustizia, diritti inalienabili di ogni popolo, sono conosciuti come i Nebesna Sotnya – i Cento Celestiali – il loro sacrificio è stato caratterizzato in Ucraina e in tutto il mondo il 20 febbraio, come il “giorno della commemorazione dei Cento Celestiali”.
Dal febbraio 2014, molte migliaia di altri ucraini sono eroicamente morti difendendo la loro terra e la loro libertà – questa volta però, contro un aggressore esterno: la Federazione Russa. Oggi, il territorio sovrano ucraino in Crimea e la parte orientale del paese sono occupati dalle forze armate russe e dalle loro deleghe. Così, come nella parte est del paese si contano giornalmente vittime militari e della popolazione civile, le forze armate ucraine subiscono continui attacchi e bombardamenti russi.

L’attuale risultato dell’invasione russa in Ucraina ha portato ad oggi a 9.126 persone uccise, decine di migliaia di feriti e a più di 1,5 milioni di sfollati. Le infrastrutture nell’est dell’Ucraina sono devastate, in Crimea, come nei territori occupati dai russi in Ucraina orientale è stato lanciato un regime di terrore, i civili sono soggetti a detenzioni arbitrarie, percosse, torture e omicidi. La popolazione indigena dei tartari di Crimea e i gruppi religiosi ortodossi non russi sono villanizzati ed essenzialmente banditi.

Soldiers of the Ukrainian Army react as they sit a top combat vehicles as they are blocked by people on their way to the town of Kramatorsk on Wednesday, April 16, 2014. The central government has so far been unable to rein in the insurgents, who it says are being stirred up by paid operatives from Russia and have seized numerous government facilities in at least nine eastern cities to press their demands for broader autonomy and closer ties with Russia. (AP Photo/Efrem Lukatsky)

Da molto tempo i leader occidentali si sono resi conto che nessuna soluzione ragionevole può essere raggiunta con il dittatore russo.
La sofferenza e la miseria rovesciate dalla Russia sull’Ucraina sono una parte della storia. L’altra parte è che negli ultimi due anni è emersa un’unita e determinata nazione coraggiosa – che George Soros ha eloquentemente definito “Nuova Ucraina” – che si sta cimentando in una lotta combattuta troppe volte nella storia: una guerra di libertà contro la tirannia, la libertà contro l’oppressione.

La nuova Ucraina, mentre si batte contro uno degli eserciti più grandi e più spietati del mondo, esige dal suo governo riforme di vasta portata, la fine della corruzione e il consolidamento della democrazia. E, anche se i progressi sulle riforme, in alcuni settori sono frustranti per la lentezza, i progressi che sono stati fatti in due anni, in circostanze estremamente difficili, sono impressionanti, tangibili e dimostrabili. Il modo migliore che l’Occidente ha per garantire il successo degli sforzi delle riforme ucraine è d’aumentare l’assistenza tecnica, l’esperienza e l’aiuto finanziario a Kyiv. È anche altrettanto importante continuare a sostenere la fiorente società civile ucraina, affinché continui a soffiare sul governo per spingerlo continuamente nella strada intrapresa.

Nel settore della sicurezza, i leader occidentali hanno riconosciuto che nessuna soluzione ragionevole può essere raggiunta con il dittatore russo. Coloro che cercano di placare Vladimir Putin – coloro che sostengono che la NATO ha “provocato” la Russia, che la Russia ha “interessi di sicurezza vitali in Ucraina” – o sono irrimediabilmente ingenui o volontariamente ciechi. Non è l’Occidente che ha cercato il confronto con la Russia, ma la Russia che cerca la destabilizzazione e il conflitto con l’Occidente. La storia ci ha insegnato ancora una volta che quando gli aggressori non vengono placati, si genera più aggressività.

Al fine di aumentare i costi di un’ulteriore aggressione russa, gli Stati Uniti e l’Europa dovrebbero fornire all’Ucraina i mezzi con cui difendersi: armi anticarro difensive, sistemi radar anti-artiglieria e sicure apparecchiature di comunicazione. Questi potrebbero essere un deterrente efficace e aumenterebbero notevolmente le possibilità di una soluzione politica del conflitto. Non meno importante, è che l’Occidente mostri al Cremlino che difende l’Ucraina, non solo a parole, ma con i fatti.

L’aggressione russa contro la Moldavia, la Georgia, l’Ucraina e ora la Siria – dove la Russia, nello sforzo di mantenere in piedi il suo cliente assassino Bashar Assad sta spietatamente bombardando i civili – sono solo una parte di un modello attraverso il quale Mosca cerca di minare la stabilità globale e aumentare la propria influenza sui suoi vicini. Si tratta di un attacco alle norme e ai valori accettati a livello internazionale – l’inviolabilità delle frontiere, la sovranità, l’integrità territoriale.

Sono questi valori – oltre la libertà e la democrazia – quelli per i quali il popolo ucraino oggi lotta. L’Occidente se crede in questi valori, deve dare all’Ucraina i mezzi per difendere se stessa e anche i valori che l’Occidente s’onora d’avere.

 

Tags: , , , , ,

Rispondi

Altre storie da- News

About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

EnglishGermanItalianRussianUkrainian
Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.