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19 novembre 2017

PRO E CONTRO DI FACEBOOK


Mark Zuckerberg

Quello che vi sto per dire può sembrarvi scontato, ma a volte occorre fermarsi e riflettere un po’ sulle cose che più ci piacciono, e non solo su quelle più brutte e complicate che invadono le nostre case ogni giorno. Da qualche anno sono iscritta, come qualche miliardo di utenti in giro per il mondo, su uno dei più noti social network facebook, ideato da Zuckerberg: forse un po’ per curiosità, forse un po’ per avere informazioni curiose da tutte le parti del globo.

Ora, fermandoci a vedere i suoi lati positivi, ne possiamo trovare tanti:

La possibilità di promuovere e diffondere le nostre idee, o attività commerciali, sui canali advertising di facebook, tramite anche la modalità di condivisione tra amici.

L’occasione di incontrare, seppure in modo virtuale, vecchi e nuovi amici, magari lontani fisicamente per motivi di lavoro o semplicemente personali; scambiare battute, foto, video, per poter sentirci in contatto ogni giorno.

Infine è un modo veloce e attuale per scaricare e conservare le nostre foto, documenti e altro, fermo restando la delicata questione della privacy su internet.

Sembrerebbe tutto perfetto, come una rosa senza spine: ma tutti voi sapete che non può esistere in natura un fiore così. Per cui adesso vi parlo anche degli aspetti negativi di questo social network:

Alcuni utenti, pur essendo pochi, si lamentano che spesso si parla e ci si saluta più sulla piattaforma virtuale, che dal vivo magari per strada o all’interno di un locale, di un’attività commerciale, di un ufficio. Per esempio, prima di queste festività natalizie targate 2015, la mia istruttrice di fitness esclamò durante una pausa della nostra lezione di total body che non sopportava più i continui avvisi di auguri su facebook, da parte di chi alla fine non si ricordava neppure come si chiamasse.

Un secondo fattore negativo, non meno importante secondo me, è la sovraesposizione mediatica delle persone, con le loro foto o video sul luogo di lavoro, di viaggi, di banchetti, di minori durante ogni giorno della loro vita. Si rischia, parlando per esempio solo di bambini, di diventare un po’ antipatici, in quanto tendenzialmente monocorde come argomento di conversazione e poi eccessivamente ottimistici sulle reali possibilità dei nostri figli;

A voi lettori il responso finale!

Francesca Papa

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