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25 settembre 2017

Una storia solo italiana


Caulonia Marina

La cittadina dove ora vivo potrebbe facilmente definirsi il classico paesino della costa ionica calabrese. Caulonia marina, dirimpettaia più prossima della conosciuta Roccella Ionica e Riace, patria dei Bronzi, in provincia di Reggio Calabria. Tra mare, montagne e storia, qui sono presenti alcune tra le più grandi e contraddittorie bellezze paesaggistiche, geografiche e culturali della nostra penisola. Mare incantevole, bandiera blu, e ancor più notevoli a mio avviso, le coste: chilometri e chilometri di spiagge libere quasi completamente deserte, eccezion fatta per qualche sparuto ombrellone qua e là all’ orizzonte, da cartolina.

Il rinomato porto della più ricca vicina, Roccella Ionica, regala a tutti noi, amanti del genere e non, splendidi vedute e attracchi di maestosi yatch dei vari “riccastri” di turno. E se mare, barca, pesca, immersioni, snorkeling dovessero stufare o anche solo per variare un po’ i colori, è sufficiente infilarsi in macchina o, perché no, in moto direzione entroterra, alla volta di borghi antichi quali Stilo, Caulonia superiore e altre decine di paesini (il cui nome, spesso, finisce con superiore..) alcuni dei quali sono riconosciuti fra i più antichi e belli d’ Italia.

Pochi chilometri più a nord e si arriva in montagna dove, a seconda della stagione, si può godere un po’ di freschissima neve, che dati i 20 gradi centigradi di media anche a Dicembre, non dispiace.

Un posto sicuramente da vedere, una terra ricca e brulla allo stesso tempo. Un consiglio da tenere a mente se si decide di venire: lasciate ogni speranza di rientrare nei jeans. Bandita la parola dieta dal proprio vocabolario, anche il solo termine, figurarsi poi il concetto.

Scorcio Caulonia Marina

Studi di improbabile natura scientifica, vorrebbero dimostrare come, in Calabria (ma c’è il sospetto che il fenomeno sia alquanto esteso..) che la sola aria che si respira sia responsabile di un notevole, quanto repentino, aumento di peso. Oggetto d’ attenzione sono quei 4-5 kg di peso in più che così, d’ emblée, lasciano lo sventurato di turno attonito.

Il poveretto azzarda di tutto: da un guasto alla bilancia, a un lavaggio mal riuscito ma in fondo è perfettamente cosciente che galeotto fu il vassoio delle leccornie del resto, in Calabria, il concetto di porzione è assolutamente fuori da ogni standard.

Inutile drammatizzare: sorridete e fingete assoluta non-curanza, come dice un detto calabrese: “a tavula è misa, cu non mangia perdi a spisa!” che tradotto letteralmente vuol dire: “la tavola è apparecchiata, se non si favorisce, si perde quello che è stato preparato!”

Piera Galluzzo

 

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