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26 settembre 2017

Il ministro delle finanze ucraino sarà il nuovo premier?


Natalie Jaresko, nativa americana e attuale ministro delle finanze ucraino, ha tenuto colloqui di alto livello per interpretare la posizione di nuovo leader tecnocratico all’interno di un governo riformista. A Jaresko, più di 10 giorni fa, è stata offerta da rappresentanti del presidente Petro Poroshenko e Arsenij Yatseniuk, il premier corrente, la posizione di primo ministro, oltre che il sostegno e la libertà da interferenze da parte dei partiti parlamentari, hanno riferito persone vicine alla vicenda.

L’ex gestore di fondi, che ha preso la cittadinanza ucraina per aderire al governo alla fine del 2014, ha trascorso la scorsa settimana a lavorare su un programma di amministrazione; ma i colloqui sono ora in una fase di stallo. Il signor Poroshenko e il signor Yatseniuk apparentemente stanno cercando di favorire un piano alternativo con Volodymyr Groysman, l’attuale presidente del parlamento.
Un alto funzionario, parlando in condizione di anonimato, ha riferito che Jaresko non fosse stata esclusa da premier ed era “ancora in gioco”.
L’incertezza politica minaccia di togliere il necessario sostegno internazionale all’Ucraina, ora devastata dalla recessione, mentre la lotta con i separatisti russi nelle regioni orientali continua a covare sotto la cenere.

Jaresko è molto apprezzata dagli investitori e partner internazionali dell’Ucraina che, vedendo in lei una garanzia di proseguimento nelle riforme strutturali e negli sforzi per combattere la corruzione endemica, sarebbero propensi a considerare un governo tecnico sotto la sua guida.
Un’amministrazione guidata dal Groysman è vista come meno capace a resistere alle pressioni dei potenti interessi costituiti, tra cui gli oligarchi miliardari e il presidente, di cui il Groysman è considerato uno stretto confidente.
Jaresko è improbabile che accetti di servire in un tale governo, sostengono voci di corridoio di alto rango, perché potrebbe mettere a repentaglio il sostegno degli istituti di credito, come il Fondo monetario internazionale.5541e0adc9faf_5541df79deeed_image1

Un terzo scenario potrebbero essere le elezioni anticipate; ma queste non possono essere tenute prima dell’autunno, gettando potenzialmente il paese in sei mesi d’incertezza politica e far deragliare gli sforzi delle riforme.
Poroshenko e Yatseniuk, dopo un forte calo del loro sostegno personale e dei loro partiti politici, vogliono evitare i sondaggi. Essi temono che i loro partiti possano perdere i seggi parlamentari e anche le votazioni contro i gruppi guidati da Yulia Tymoshenko, l’ex premier, e Mikheil Saakashvili, l’ex presidente georgiano che ora è il governatore della regione di Odessa e sta formando un partito anti-corruzione.

Le aspettative che hanno scatenato la rivoluzione non sono ancora state soddisfatte.
Gli Stati Uniti, il più grande sostenitore internazionale dell’Ucraina, sono d’accordo nel non fare i sondaggi; ma alcuni analisti avvertono che avere Jaresko come premier, un ex diplomatico degli Stati Uniti, potrebbe portare il governo nei giochi propagandistici russi di ritrarre Kiev come un fantoccio di Washington.
L’Ucraina si è immersa in una crisi politica lo scorso mese con le dimissioni di Aivaras Abromavicius, il ministro dell’economia che ha sostenuto che dei collaboratori del presidente e del primo ministro stavano cercando di bloccare le riforme anti-corruzione. Abromavicius è probabile che venga interpellato a formare un governo tecnocratico, se dovesse guidarlo Jaresko.

Mentre il signor Yatseniuk è sopravvissuto al voto di sfiducia parlamentare, il suo governo si è indebolito, dopo che alcuni parlamentari membri della coalizione sono usciti dal gruppo di comando. Il FMI ha anche in effetti sospeso l’esborso della tranche di un pacchetto di sostegno di 17.5 miliardi di dollari, fino a quando non è sicuro della presenza di un governo funzionale in grado di continuare le riforme.
Il ministero delle finanze ucraino ha rifiutato di commentare se Jaresko potesse essere pronta a prendere il posto di capo di un nuovo governo. In un’intervista televisiva, Yatseniuk ha sostenuto che nessun altro si era proposto come premier, e, che per continuare a lavorare aveva bisogno di supporto per la sua amministrazione.

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Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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