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19 novembre 2017

Obama: “Putin non è completamente stupido”


Vladimir Putin, durante le riunioni di alto livello “viene trattato come un uomo d’affari”, ha riferito il presidente degli Stati Uniti Barack Obama in una intervista con il giornale The Atlantic, mentre lui vorrebbe essere rapportato alla pari dei leader americani. E, “nonostante la retorica ufficiale del Cremlino – ha espresso ObamaPutin “capisce che la posizione complessiva della Russia nel mondo è notevolmente diminuita. Il fatto che lui abbia invaso la Crimea o stia cercando di tenere in piedi il presidente siriano Bashar Assad, non lo rendono d’emblé un giocatore centrale.

Putin, durante i vari incontri non si vede come uno che dirige un ordine del giorno, del resto, non c’è una riunione del G20 in cui i russi facciano parte dell’agenda delle cose importanti”. “Per lui è sempre interessante essere visto come un nostro pari e lavorare con noi, perché non è completamente stupido – ha sottolineato Obama.
L’ultima frase, estrapolata dal contesto del discorso, ha innescato una marea di commenti, sia da coloro che l’hanno intuita come un complimento, che da quelli che l’hanno sentita come un’offesa. Tuttavia, come spesso accade con Obama, la descrizione di Putin è stata uno schiaffo allo spettro estremamente ampio di opinioni che lui ha sulle capacità mentali del suo omologo russo. D’altra parte, c’è un’ampia convergenza sulle ripugnanti qualità morali di Putin, confermate non da ultimo dal suo trattamento ai prigionieri di guerra: Nadia Savchenko.

Ci sono di quelli che vedono Putin come una figura machiavellica, un genio tattico e strategico che “brucia” ad ogni turno gli impotenti leader occidentali – questa è un’opinione, prevalentemente russa. I russi sono piuttosto noti per adorare qualsiasi nullità che sale al Cremlino come se fosse il più grande titano del mondo; ma anche in Occidente molti esprimono la loro ammirazione per il presidente russo. Il senatore americano Ted Cruz, attualmente in corsa come repubblicano per la nomina presidenziale, una volta ha sostenuto che Putin stesse giocando a scacchi mentre Obama è impegnato a dama. L’intervento a sorpresa di Putin in Siria, è stato definito “brillante”, mentre i membri delle comunità di intelligence degli Stati Uniti lo hanno descritto come reticente ed estremamente difficile da leggere.

C’è poi la tesi opposta, che punta ai fallimenti di Putin in Ucraina e a quelli economici in casa sua, lo sperpero e il furto di migliaia di miliardi di petrodollari accumulati negli ultimi dieci anni e mezzo, la perdita dei mercati esteri per i prodotti energetici e, per completare, c’è l’isolamento internazionale e la figura patetica che lui fa ad ogni vertice mondiale.
In realtà, la verità sta nel mezzo, e Obama ha messo il dito sulla piaga. Putin è un uomo forte, abbastanza tipico nel suo genere, uno tra i tanti personaggi affini che hanno cominciato ad apparire regolarmente all’apice di varie nazioni – sia nel Terzo Mondo, ma anche nelle principali piazze europee – lui sta percorrendo un cammino inaugurato da una decina di personaggi poco tempo dopo l’inizio del secolo scorso, a partire da Benito Mussolini. In un modo o nell’altro, Putin ha qualcosa in comune con la maggior parte di loro. Queste sono personalità tipicamente intelligenti, eleganti e dotate di capacità demagogiche che le spingono a guidare le masse. Sono scarsamente istruite, narcisistiche e vanagloriose; sono semplici e con poca coscienza; introspettive e insicure; senza scrupoli e spietate; infine, non sono intelligenti, ma “certamente non sono stupide”.putin_loser_01

Il riferimento di Obama effettivamente ha posto Putin nella galleria delle persone canaglie. Piuttosto condiscendente, Obama ha dichiarato che, almeno con lui, Putin era sempre stato scrupolosamente gentile, franco e puntuale, e non lo aveva mai fatto aspettare due ore di fila, come fa abitualmente con gli altri leader mondiali. In altre parole, Obama ha descritto Putin come un bullo da quattro soldi che non rispetta i deboli, ma ha paura d’inimicarsi i forti.
Due cose rendono Putin diverso da qualsiasi altro dittatore. Il primo è l’arsenale nucleare russo, e l’altro, più ampio e più pericoloso, è la radicata determinazione del suo paese a voler distruggere l’esistente ordine mondiale.

Il comunismo nasce dall’esagerata fiducia nella ragione umana del periodo post-illuminista. Karl Marx vedeva la società umana come caotica – come ogni altra cosa in natura – e credeva che un’organizzazione più ordinata, sulla base di una serie di principi razionali, l’avrebbe resa più efficiente. Certo che, prima di poter costruire il nuovo ordine, doveva essere demolito il vecchio – qualcosa che i bolscevichi sembra facciano con grande entusiasmo. E ora, mentre il nuovo ordine rimane elusivo, la distruzione del vecchio assume i contorni di un successo. Peggio ancora, sotto Stalin era lo scopo principale del regime – sia in casa che in ambito internazionale.
Tutta l’Unione Sovietica ha toccato il fondo divenendo appassita e morta. Stalin, nel tempo di una generazione, ha ucciso l’aristocrazia, la religione, le classi professionali, quelle istruite e i contadini. Ha raso al suolo innumerevoli tesori architettonici, ucciso artisti e scienziati di spicco. Ha distrutto il tessuto della nazione russa, minato la struttura della famiglia, sia fisicamente che moralmente e ha lasciato nella sua scia solo un’aspettativa di vita più corta, una pessima qualità della vita, alla pari o inferiore a quella dell’Africa sub-sahariana.

L’obiettivo dello stato sovietico nelle sua attività internazionali è sempre stato quello di minare l’ordine mondiale esistente. I paesi che erano occupati dalle truppe sovietiche o quelli che le avevano richieste, erano sempre afflitti da calamità: la Corea del Nord, Cuba, Cambogia e Afghanistan sono solo gli esempi più eclatanti.
L’Europa orientale e i paesi baltici hanno iniziato a trasformarsi solo dopo la caduta del muro di Berlino. La Germania dell’Est era povera e sporca rispetto alla Germania dell’Ovest e la situazione della Prussia orientale e della Carelia erano troppo tristi per essere descritte.
La caduta dell’Unione Sovietica ha fatto nascere la speranza che la distruttività comunista fosse finalmente giunta al termine e che la Russia potesse iniziare in casa, a costruire qualcosa di positivo, e all’estero che cominciasse a cooperare in modo costruttivo.

Invece, la Russia ha optato d’essere governata dal KGB – l’avanguardia del sistemico vandalismo sovietico. Putin ha creato una cleptocrazia che si prende il cuore delle risorse russe. Ha trasformato la nazione in una cloaca immorale disposta a tifare disonestà, corruzione e omicidio – per non parlare di crimini di guerra. Ha annientato le istituzioni sociali e politiche, sia quelle democratiche nuove che quelle che la Russia aveva ereditato dall’era sovietica.
Dal 2014, la propensione patologica russa per la distruzione la stanno vivendo gli abitanti della Crimea e del Donbas.
Dopo l’annessione della Crimea, Putin, preso dalla foga, ha rivolto la sua attenzione alla distruzione dell’ordine mondiale. Per la prima volta dalla seconda guerra mondiale la Russia con la forza ha cambiato i confini nazionali in Europa, e si è impegnata in una palese aggressione nei confronti di un paese vicino. Il supporto di Putin per gli estremisti di destra in tutta l’Europa e per il Brexit nel Regno Unito si propone di portare un sostanziale indebolimento, e spera in un crollo dell’UE. In Siria, sta mescolando il famigerato calderone del Medio Oriente, facendo arrivare più rifugiati in Europa.

Purtroppo, ci sono i segni che Putin stia riuscendo nel suo intento – o almeno stia ottenendo dei risultati che superano di gran lunga i suoi poteri mentali e la sua capacità di pensare in modo strategico.
Ecco perché il suo lavoro, in sintonia con i perniciosi sforzi di altri giocatori, minano il sistema globale. Putin non ha creato i partiti neonazisti in Europa, non ha avviato la loro crescita, sono stati i politici della Gran Bretagna, non Putin, coloro che hanno iniziato il movimento Brexit. Anche negli Stati Uniti, una nazione che è stata determinante nella creazione del sistema politico internazionale e che ne trae i maggiori benefici, si sta assistendo a un impulso auto-distruttivo senza precedenti sia a destra che a sinistra.
È già accaduto prima. In realtà, il sistema attuale è sorto dalle rovine di quello vecchio, che era stato lacerato nella prima metà del 20 ° secolo da due guerre mondiali, e, per ragioni che non sono facili da capire, molti di noi non sembrano soddisfatti delle strutture sociali, politiche ed economiche esistenti, e cercano di romperle. Putin, alleandosi con queste forze, potrebbe improvvisamente apparire formidabile e molto pericoloso. E non importa minimamente se lui è molto intelligente o semplicemente “non del tutto stupido”.

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