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23 settembre 2017

Putin cambia le regole elettorali


Le elezioni parlamentari russe del 18 settembre si svolgeranno in mezzo a una profonda crisi economica, con il petrolio a 30 dollari al barile e con le regole elettorali deliberatamente progettate per smussare e nascondere la disaffezioni degli elettori.
Le ultime elezioni parlamentari russe (dicembre 2011) hanno richiamato decine di migliaia di manifestanti nelle strade che, per l’indignazione per la flagrante frode elettorale del partito di Putin, Russia Unita – soprannominato il “partito degli imbroglioni e dei ladri – urlavano “Russia senza Putin”. Le manifestazioni hanno scosso Putin, che ha risposto con un duro giro di vite sul dissenso; i deputati sospettati di scarsa lealtà sono stati eliminati dalla Duma (il parlamento russo); i manifestanti ordinari hanno ricevuto pene detentive; i leader della protesta sono stati condannati dai tribunali per immaginari crimini, con il risultato che la Duma è servita al presidente Putin, da “stamperia di gomma” per cinque anni.

Le elezioni del 2011 hanno avuto luogo con il petrolio intorno ai 100 dollari, una crescita economica (anche se lenta), pensioni indicizzate e un bilancio a pareggio. Non è così per il 2016: il petrolio sarà nella forbice tra i 30 a 40 dollari, ci sono le sanzioni, il rublo al collasso, l’inflazione a due cifre, gli stipendi non pagati e i taglienti tagli di bilancio. Per prepararsi contro il disastro economico, Putin ha aggiunto al suo formidabile arsenale di trucchi elettorali delle nuove norme che evitino al suo partito Russia Unita d’essere spazzato via da uno tsunami di proteste.
Il primo obiettivo delle elezioni 2016 del Cremlino è di mantenere lo status quo della Duma, cioè, una posizione dominante del partito Russia Unita (attualmente ha il 53 per cento); una leale opposizione dei comunisti (20 per cento); l’appoggio del partito dei clown e dei corrotti, Liberali Democratici (13 per cento) e Solo Russia (14 per cento). In nessun caso il Cremlino si può permettere che un vero partito d’opposizione si possa sedere nella Duma. Non importa quanto piccolo, la Duma darebbe voce sia alla Russia che al mondo esterno.
In secondo luogo, l’elezione deve avvenire senza gli scontri e le manifestazioni che hanno caratterizzato le elezioni 2011.

In terzo luogo l’elezione, per legittimare lo status quo attraverso una dimostrazione di sostegno pubblico, deve apparire con un rituale professionalmente orchestrato (molto simile alle Olimpiadi di Sochi).
In quarto luogo, la frode elettorale non deve essere ovvia. Dopo tutto, è stata la truffa dilagante che ha portato i manifestanti in piazza nel 2011, ora la manipolazione deve essere sottile e quasi invisibile.
Le nuove norme elettorali, approvate dalla Duma e firmate da Putin, limitano gli effetti di una qualsiasi oscillazione nazionale degli elettori contro il partito del Cremlino, Russia Unita. Secondo le regole precedenti, i posti nella Duma venivano assegnati in modo proporzionale al voto di partito. In base alla nuova legge elettorale, la metà dei membri della Duma verranno eletti sulla base delle liste di partito; l’altra metà, a maggioranza dei voti dei singoli distretti. Il Cremlino ha una serie di armi per eleggere i candidati in ogni singolo distretto. Se gli elettori nazionali vanno contro Russia Unita, i posti persi potranno essere recuperati da vittorie in ogni singolo distretto.
La nuova legge draconiana anti-protesta, firmata da Putin, fa aumentare il costo del dissenso anche sopra l’attuale minaccia di pene detentive, arresti domiciliari e altre forme di molestie. La legge consente agli agenti del Servizio di Sicurezza Federale (FSB) d’aprire il fuoco sulla folla e garantisce loro il “diritto di usare le armi, mezzi speciali o la forza fisica”, e, seppur proposta come una misura antiterrorismo, i potenziali manifestanti capiscono bene che è stata imposta contro di loro. Una misura anti-protesta meno drastica è la nuova legge che vieta i cortei di automobili e tendopoli senza l’autorizzazione della polizia, tecniche sperimentate in modo efficace contro i camionisti.

Putin ha spostato la data delle elezioni da dicembre al 18 settembre e i dibattiti dei programmi elettorali nel mese di agosto, quando, secondo il leader del partito comunista, la maggior parte della nazione è in vacanza o in raccolta agricola. Il 18 settembre cade prima dell’inizio dell’anno scolastico, il che significa che la maggior parte degli studenti saranno a casa piuttosto che sulle strade delle principali città russe.
La legge del maggio 2015, che vieta le organizzazioni non governative e le definisce “indesiderabili” o “agenti stranieri”, priverà ai politici dell’opposizione l’assistenza di base per contrastare i molteplici vantaggi dei candidati supportati dal regime.
Putin, rivolgendosi agli alti funzionari dell’FSB a Mosca, ha messo in guardia: “Purtroppo, per le elezioni parlamentari previste per il 18 di settembre, i nostri nemici all’estero si stanno preparando. Il loro obiettivo principale, è quello di promuovere proteste di massa per screditare le elezioni”. Le forze di sicurezza devono “sopprimere ogni tentativo di influenza straniera”.

Secondo le nuove regole elettorali, gli osservatori elettorali possono operare solo in un seggio e devono registrarsi almeno tre giorni prima del voto. Chiaro è, che le “autorità ricevono un preavviso delle aree sotto esame”. In questi distretti, “si può fare tutto più o meno correttamente”; negli altri ci sarà libero sfogo. La logica del Cremlino è “nessun osservatore, nessun problema”. Con un evento inaspettato, il ministero della giustizia russo ha rimosso (Golos) l’unico organismo di controllo russo considerato “agente straniero”; ma Putin, ha deciso che serve per vetrina un osservatore delle elezioni, per cui si provvederà alla sua costituzione.
Ulteriori cinque misure, recentemente aggiunte alle leggi elettorali russe, integrano le già potenti armi che saranno dirette contro l’opposizione ancora una volta fino a settembre.6464835831_95a60a8efe

Queste includono:
– i candidati dell’opposizione saranno esclusi dal ballottaggio delle commissioni elettorali locali e centrali che rispondono al Cremlino. Parnas, una coalizione di partiti liberali, vive di un particolari interessi del Cremlino. La commissione elettorale, dopo che ha fatto invalidare le firme che Parnas aveva raccolto, ha respinto la sua registrazione a Novosibirsk. Come assicurazione ha aggiunto che i leader di Parnas, il più importante dei quali è Alexei Navalny, siccome sono stati condannati con l’accusa di farsa, sono stati resi non ammissibili all’eventuale incarico. Come ultima, un membro del comitato esecutivo di Parnas, è Natalia Pelevina, accusata di “uso illegale di apparecchiature di informazione destinate alla ricezione di informazioni clandestine”. Solo un esperto del Cremlino può decifrare la natura del suo crimine!
Con una mossa cinica, il Cremlino, senza l’onere delle firme, ha concesso la partecipazione alle votazioni a quattordici partiti, la maggior parte dei quali sono piccoli e sconosciuti. Lo scopo è quello di dividere il supporto dei reali oppositori; ma va da solo che i candidati non affiliati possono essere acquistati una volta eletti.

Alla vigilia delle elezioni la violenza aumenterà, i teppisti armati – sono già pronti – batteranno i candidati dell’opposizione e i giornalisti indipendenti. L’omicidio “irrisolto” della leader dell’opposizione Boris Nemtsov, ha inviato il chiaro messaggio alle figure dell’opposizione, come Mikhail Kasyanov, che potrebbero essere i prossimi. I manifestanti ordinari, comprendendo che possono essere picchiati e arrestati, prima di radunarsi o parlare ci penseranno due volte.
Vladimir Putin non ha bisogno di preoccuparsi della rielezione a presidente fino al 2018. Nel frattempo, egli sta coltivando il suo ruolo di Zar di protettore dei valori russi e restauratore della grandezza russa nell’arena mondiale, le questioni banali, come l’economia, è il governo che le deve gestire. Il popolo russo deve ritenere come responsabile dei problemi il governo, non il capo supremo.

Infatti, l’approvazione dello Zar Vladimir rimane alta; mentre l’indice di gradimento della Duma è scesa dal 53 al 45 per cento rispetto al trimestre passato. Un rating inferiore al cinquanta per cento dimostra che è vulnerabile. Fin dai tempi di Boris Eltsin, il Cremlino ha sempre usato il governo come capro espiatorio dei fallimenti economici. Il crollo economico in corso, che conta tra i più grandi fallimenti di Putin nei suoi quindici anni di carica, ha bisogno che qualcuno venga biasimato.
Il tempo e le circostanze sono mature affinché gli elettori tengano conto di Russia Unita. Putin, ha capito questo fatto e non permetterà al suo partito al potere di usare la sua immagine nella campagna 2016. Nel dicembre 2011, gli elettori hanno fuso Putin e Russia Unita per strada con lo slogan “Russia senza Putin”, ora nel 2016 sarà Russia Unita senza Putin.
Il voto di protesta russo ha il potenziale di essere di proporzioni enormi. Notizie raccolte in un solo giorno riportano un tumulto degli insegnanti per non essere stati pagati, uno sciopero degli operai della metro a Murmansk e uno sciopero dei camionisti contro le nuove tasse; in Cecenia invece, che è strettamente controllata, i dipendenti pubblici non vengono pagati perché indignati.

I “partiti di opposizione fedeli” possono decidere se sfruttare le agitazioni popolari. Elementi del partito comunista si stanno evolvendo verso un focus socialdemocratico per le questioni dei lavoratori e la corruzione. I loro leader hanno protestato e hanno minacciato di formare una coalizione nazionale patriottica. Il partito Solo Russia ha annunciato che s’occuperà di raccogliere firme per chiedere la rimozione del primo ministro Dmitry Medvedev. Le nuove regole anti-dimostrazione di Putin suggeriscono che è molto preoccupato delle agitazioni popolari. Negli ultimi mesi, il Cremlino ha dovuto fare i conti, tra gli altri problemi, con lo sciopero nazionale dei camionisti, gli insegnanti e le proteste dei dipendenti pubblici per il mancato pagamento dei salari e una rivolta dei titolari dei mutui ipotecari in divisa estere. Ciò che manca è una scintilla che possa unire queste legittime azioni di protesta sotto un unico ombrello – una sorta di colletti blu della rivolta Maidan. Nelle elezioni 2016, i manifestanti non saranno il piccolo gruppo di oppositori liberali impopolari del 2011. Piuttosto, saranno i macchinisti, gli autisti di camion, i pensionati e i dipendenti pubblici che sono sempre stati la spina dorsale del sostegno di Putin.

Vladimir Putin deve temere il momento e “buttare fuori i barboni”, molto simile a quello che ripuliscono le primarie statunitensi. Lui non può prevedere da dove arriverà la scintilla che accende il falò. Le misure di prevenzione che ha messo in atto segnalano che è preoccupato. I candidati presidenziali occidentali dovrebbero prestare attenzione al modo in cui il regime autoritario di Putin manipola il suo stesso popolo, in particolare quelli fiduciosi di poter negoziare una grande quantità di affari con il presidente Putin.

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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