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18 novembre 2017

Nadia Savchenko: i punti salienti del caso


Il tribunale municipale di Donetsk, nel sud della Russia, ha iniziato la condanna del pilota militare ucraino Nadia Savchenko, processata con l’accusa di favoreggiamento nell’uccisione di due giornalisti russi. Analizziamo assieme i punti salienti di uno dei casi più noti degli ultimi due anni.
2014
• Il 17 giugno, due giornalisti russi Igor Kornelyuk e Anton Voloshin della televisione statale VGTRK sono stati uccisi a Lugansk, Ucraina.

• Il 23 giugno, il pilota ucraino 33 enne, Nadia Savchenko è stata detenuta sul suolo russo dopo aver “illegalmente attraversato” il confine, secondo gli investigatori russi.
• In 9 luglio, il portavoce del comitato investigativo Vladimir Markin, annuncia che Savchenko è stata accusata di “complicità nell’uccisione” dei giornalisti.
• I funzionari ucraini sostengono che Savchenko è stata catturata dai separatisti in Lugansk, che è stata trafugata contro la sua volontà in Russia e poi consegnata ai funzionari dei servizi segreti russi. Nel mese di luglio, il ministero degli esteri ucraino rilascia una dichiarazione che riporta: “Il ministero degli esteri ucraino esprime la sua protesta categorica contro il trasporto illegale di Nadia Savchenko in Russia”.
• L’ambasciata degli Stati Uniti a Mosca chiede l’immediato rilascio di Savchenko, condannando il “sequestro da parte dei separatisti, il suo trasferimento illegale alle autorità russe e la sua prolungata detenzione”.

• Nel mese di settembre, Savchenko è trasferita a Mosca per una valutazione psichiatrica forense.
• Nel mese di ottobre, Savchenko è stata eletta in contumacia al parlamento ucraino, come membro del partito Batkivshina di Yuliya Timoshenko.
• Nel mese di novembre, Savchenko è stata dichiarata sana di mente e trasferita di nuovo in custodia cautelare.
• il 15 dicembre, Savchenko, dopo che le era stato rifiutato un trattamento medico nel centro di detenzione preventiva, inizia lo sciopero della fame.

2015
• Nel mese di gennaio alla Savchenko viene contestato un altro reato: attraversamento illegale del confine russo.
• Nello stesso tempo, Savchenko ottiene un posto nella delegazione ucraina dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE).
• Nel mese di febbraio – in un’intervista al sito OpenRussia – Savchenko afferma che avrebbe preso in considerazione l’alimentazione forzata come una tortura personale e che lei era pronta a morire se la causa fosse lo sciopero della fame: “vado fino alla fine”.
• Nel mese di febbraio, il giornale russo d’opposizione Novaya Gazeta, raccoglie 11.500 firme per una petizione al presidente russo Vladimir Putin, nella quale si chiede la liberazione di Savchenko, nella lista ci sono decine di importanti sostenitori dei diritti umani, giornalisti e artisti. Il Consiglio di Presidenza per i diritti umani chiede al comitato investigativo e all’Ufficio del Procuratore Generale russo di rilasciare Savchenko – nessuna risposta.1425464174-3057

• Nel frattempo, il dipartimento di Stato degli Stati Uniti tramite il portavoce Jennifer Psaki, e l’alto commissario delle Nazioni Unite sui diritti umani, Rupert Colville, mandano un invito alle autorità russe di rilasciare Savchenko – senza alcun risultato.
Savchenko continua il suo sciopero della fame fino a marzo, quando la sua salute declina in modo significativo e un gruppo di medici ucraini consiglia di adottare una speciale dieta di riabilitazione.
• Nel mese di maggio, PACE sostiene che l’adesione di Savchenko nell’organizzazione le fornisse l’immunità. Il tribunale di Mosca smentisce l’affermazione, citando che la sua detenzione era iniziata prima d’essere un delegato PACE. Il tribunale di Mosca respinge anche il consenso alla Savchenko di partecipare alle sessioni PACE.

• Nel mese di settembre, inizia a Donetsk – una piccola città del sud russo che condivide il nome con la principale roccaforte ribelle in Ucraina orientale – il processo del caso Savchenko. Savchenko nega le accuse, e ribatte alla corte: “Sono un soldato, non un assassino”. Il suo team di difesa sostiene la sua innocenza presentando la prova che lei era stata catturata un’ora e mezza prima che si verificasse l’attacco ai giornalisti, di conseguenza, non poteva essere ricondotta al fatto.
• Il ministero della giustizia russo, nel mese di ottobre, annuncia la possibilità di una estradizione dopo la condanna di Savchenko. Più tardi nel corso dell’anno, altri funzionari russi ventilano la possibilità di uno scambio di prigionieri, ma non s’arriva a nessuna decisione.
• Nel mese di dicembre, il portavoce del comitato investigativo Vladimir Markin afferma che Savchenko potrebbe essere associata alle parole “dura, tosta”.

2016
• Il processo si conclude a marzo. L’accusa chiede al giudice di condannare Savchenko a 23 anni di carcere. La difesa di Savchenko nell’arringa finale insiste sulla sua innocenza.
• Il 3 marzo, Savchenko dichiara uno sciopero della fame a secco (senza acqua) dopo che la Corte ha rinviato la decisione finale del dibattimento al 9 marzo. Il testo della dichiarazione di Nadia è pubblicato on line dalla sorella Vera e va virale.
• Dopo la dichiarazione finale del 9 marzo, il presidente ucraino Petro Poroshenko sostiene d’essere disposto ad usare i suoi diritti costituzionali per includere Savchenko in uno scambio di prigionieri. Egli aggiunge che da parte russa non ci fosse stata nessuna proposta in tal senso.
• Il 10 marzo, entrando nel sesto giorno di sciopero della fame a secco, Savchenko, dopo aver ricevuto una lettera da Poroshenko, accetta di bere dell’acqua potabile e degli integratori vitaminici. La lettera si rivela essere un falso inviato da due burloni russi pro-Cremlino, Vovan e Lexus.

• Il 21 marzo, il giudice inizia la lettura del verdetto. Secondo le notizie, ci vorranno due giorni per ottenere il testo definitivo. Nel dicembre dello scorso anno Savchenko ha sostenuto che non avrebbe fatto appello alla sentenza.
• Il presidente del Consiglio per i diritti umani, Mikhail Fedotov ha spiegato il 21 marzo che uno scambio di prigionieri poteva essere possibile solo dopo che la sentenza fosse entrata in vigore. Ha aggiunto che se la difesa avesse fatto appello alla sentenza, lo scambio poteva essere ritardato fino alla fine del ricorso.
• Il 22 marzo la Corte ha ritenuto Nadia Savchenko colpevole della morte dei due giornalisti russi, infliggendole 22 anni di carcere da scontare in una colonia penale, e 30 mila rubli di multa (440 dollari circa) per aver attraversato il confine illegalmente. La Corte ha poi respinto tutti gli argomenti della difesa definendoli come “inconsistenti”.

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