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19 novembre 2017

MARIA LUPIERI E L’ARTE INFORMALE


Maria Lupieri è una pittrice triestina ormai scomparsa, che merita di essere annoverata nella schiera dei pittori del Novecento, specialmente in seguito all’adesione, avvenuta nel corso degli anni Cinquanta, all’arte informale. Definita da Francesca Torossi «un’anima vagabonda», la Lupieri trova il suo centro nella produzione di tele, acquerelli e disegni a china. Sintesi della fantasia dell’artista è Roccia carsica (cm. 80×59,5), un olio su tela datato 1959, dove il tratto perde di definizione per dare spazio al lirismo dell’opera. Il paesaggio carsico si confonde con semplici macchie di colore bruno, e la pietrosità muta in qualcosa di indefinito, sconosciuto, conosciuto solo dalla fantasia della triestina. La creatività di Maria Lupieri trasfigura l’opera, dando adito a un’inedita soggettività, libera dagli schemi ottocenteschi e postimpressionisti, e dotata di una forte espressività. L’arte informale permette quindi alla triestina di mantenere una delle sue più grandi passioni: il racconto figurato, un racconto fatto di arte, di pennelli che sfiorano la tela, e di una vibrante cromaticità.

Altro esempio di opera informale è Segno dello Zodiaco (cm. 100×120), uno degli ultimi oli su tela della Lupieri, del 1960, conservato oggi presso il Civico Museo Revoltella di Trieste. Centro della composizione è un oggetto, ovvero un simbolo zodiacale dalla forma indefinita, che appare simile a un relitto, abbandonato su una spiaggia dai toni del seppia. La fantasia trasfigurante ritorna alla pari di un leitmotiv nella sua produzione artistica, accentuata da un’atmosfera irregolare, che impedisce di distinguere nettamente la spiaggia, il mare e il cielo soprastante. Questa tela è stata esposta a Trieste nel 1966 in occasione della Mostra Commemorativa al Palazzo Costanzi, insieme ad altre opere della pittrice, che testimoniano la sua profonda devozione verso la vita, che era solita inventare continuamente proprio attraverso l’arte. Franco Russoli definisce l’informale della Lupieri «un informale magico», perché quella materia pittorica nel suo coagularsi sembra prendere forma, con dettagli dalla valenza simbolica, che lasciano trapelare l’ultima stagione artistica della Lupieri, quella dei tarocchi.

Marika Saponara

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