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23 settembre 2017

Cosa c’insegna ancora una volta la storia?


Tutto il patrimonio della Rus’ di Kiev per la maggior parte dei russi è un intricato argomento: la storia ufficiale rutena posiziona Mosca come l’unico e diretto erede del primo stato slavo orientale, i cui prìncipi hanno fondato Mosca intorno alla metà del 12 ° secolo. Fin quando la città di Kiev è rimasta parte dello Stato russo – sia sotto l’impero o nell’unione comunista delle repubbliche nazionali – l’auto-identificazione russa con la storica Rus’ di Kiev non ha mai presentato alcun problema; ma una volta che l’Ucraina è diventata indipendente, la Russia ha iniziato a nutrire preoccupazione per avere una propria identità senza doversi appoggiare alla storia di un paese straniero. Questo probabilmente è il motivo principale per cui i russi hanno un atteggiamento schizofrenico verso l’Ucraina.

Come si può parlare di fratellanza tra nazioni se, prendendo un sospiro, s’afferma che l’Ucraina non esiste, si sostiene che la lingua ucraina è stata inventata dallo stato maggiore austriaco, che lo Stato ucraino è stato fondato da Lenin e dai bolscevichi, che gli ucraini sono in realtà dei “piccoli russi” e che l’intero progetto nazionale è stato progettato per indebolire la grande “Madre Russia”?
La Russia, allo stato attuale non può avere nessuna legittima pretesa d’essere il successore di Rus’s di Kiev – come il Regno Unito non può far derivare la sua identità da Roma, Copenaghen o Rouen – anche se i romani, i danesi e i normanni, sviluppandone la lingua e costruendo le loro città hanno svolto un importante ruolo nel formare gli inglesi.
Rus’s di Kiev, fondata alla fine del 9 ° secolo, era essenzialmente uno stato vichingo. I Vichinghi, attaccando e saccheggiando i più ricchi insediamenti civili situati sulle sponde del mare e lungo i fiumi principali, hanno giocato un ruolo importante in molte parti dell’Europa medievale, anche se non sempre positivo.novgorod1

Gli scandinavi, seppur carichi di modi barbari, si sono dimostrati abbastanza flessibili, tanto da adattarsi alle condizioni locali e stabilirvisi. In Francia nord-orientale, per esempio, fondendosi con i franchi e le popolazioni tardo romane sono diventati feudatari francesi, mentre in Gran Bretagna, dove hanno incontrato una dura resistenza, gli insediamenti vichinghi hanno continuato ad esistere per lungo tempo accanto a quelli anglosassoni.
I clan dei Vichinghi che hanno fatto irruzioni nelle terre a sud-est della Scandinavia hanno incontrato circostanze diverse, infatti le tribù locali slave erano meno civilizzate rispetto ai norvegesi, così come erano disorganizzate e irritabili, erano in pratica degli insediamenti primitivi con poche istituzioni di Stato. I Vichinghi hanno iniziato a frequentare la regione per procurarsi gli schiavi, poi, a poco a poco, sono diventati interessati al commercio e a razziare le città lungo le rotte del sud e dell’est, quindi hanno cominciato a creare avamposti militari e a stabilire le città.
E, seppur i governanti nordici avessero iniziato a vivere tra i numerosi slavi, hanno sì rapidamente assimilato e adottato la lingua locale, ma non hanno mai vinto la divisione tra padroni stranieri e masse indigene locali. Peggio ancora, questo modello coloniale venne trapiantato in altre città-Stato fondate dai prìncipi Varangian, più in particolare a Mosca.
Ivan il Terribile, fu il primo zar russo e il discendente diretto dell’ultimo capo di Novgorod, Rurik – secondo Povest´ vremennych let (“Cronaca dei tempi passati”, 1113 circa), la città diNovgorod sarebbe stata fondata da Rurik, il capostipite dei principi della Rus’, nell’862) a sedersi sul trono di Russia, ed è stato il primo esempio di un sovrano russo che ha trattato il proprio paese come un occupante. In realtà Ivan, in modo molto simile ai suoi antenati che arrivavano dal Nord alla testa di gruppi di incursori, ha formato le bande di Oprichniki che hanno devastato la Russia e terrorizzato la sua popolazione.

Il caos che ha provocato Ivan non era molto diverso dalle brutali invasioni che avrebbero potuto fare gli eserciti stranieri. Il suo regno ha preparato il terreno per il devastante “Periodo dei Disordini”, che dopo la sua morte continuò per quattordici anni.
E, anche se la dinastia successiva, i Romanov, sono stati influenzati dai ranghi della nobiltà russa, ben presto cominciarono ad agire proprio come i discendenti dei vichinghi, dimostrando chiaramente che il loro modo di governare era una cultura politica e che non dipendeva da linee di sangue. In realtà, i russi attuali ordinari s’aspettano che i loro governanti si comportino come degli stranieri. Li vedono come una presenza aliena. L’infame fatalismo russo, per quanto riguarda la governance del paese, deriva dal senso profondamente radicato che c’è un abisso insormontabile tra “loro” e “noi”.

Guardiamo l’imperatore Pietro il Grande, che ha trascorso molti anni all’estero e odiava tutto ciò che era russo, ma quando è tornato, ha voluto che i russi emulassero gli europei. Forse inconsciamente, finì per imitare i governanti scandinavi originali della Rus: ha ricostruito la flotta e ha iniziato a riconquistare i territori dei Vichinghi che avevano fondato la Rus’. Caterina la Grande, nel frattempo, era una principessa tedesca.
La rivoluzione bolscevica è stata effettuata da Lenin e dai suoi amici che, come i Vichinghi, sono arrivati in Russia dall’estero. E, anche se Lenin affermava di mantenere il potere in nome delle masse e prometteva di rendere la vita delle persone più felice e più prospera, in realtà, distruggendo i monumenti, rubando nelle chiese e uccidendo i cittadini di spicco, si comportava in modo molto simile ai predoni barbari. Non c’era assolutamente nessuna differenza tra il modo in cui il governo sovietico confiscava il cibo e il bestiame ai contadini, facendoli morire di fame, dal modo in cui si potevano comportare gli invasori stranieri nel Medioevo.

Stalin – un altro non-russo e un altro capo ardentemente ammirato – ha trasformato milioni dei suoi sudditi in schiavi e ha letteralmente condotto una guerra contro il suo stesso popolo. In realtà, le perdite che ha inflitto al Paese in sangue e tesori – per non parlare delle prospettive future – hanno superato di gran lunga qualsiasi cosa che il vero invasore, Hitler, è stato in grado di fare in Unione Sovietica nel corso del secondo sanguinoso conflitto militare mondiale.
D’altra parte, i governanti che sono apparsi più autenticamente “russi” e si sono rifiutati di agire come invasori, sono stati spesso disprezzati. Soprattutto se, come Kruscev e Gorbaciov, hanno tentato d’alleviare la difficile situazione della popolazione.

Ci si sarebbe aspettati che in un periodo di centinaia di anni, con diversi sistemi politici e un mucchio di costituzioni scritte e riscritte, il modello vichingo del governo russo fosse cambiato, invece persiste tuttora – anche se in una forma perversa e magicamente trasformata.
Vladimir Putin ha avuto una completa e ordinaria educazione russa alla periferia di Leningrado, ma da quando è diventato presidente della Russia, ha agito come un classico vichingo. Ha portato a Mosca dalla sua città natale del nord il suo clan e da allora ha attinto con una violenza senza precedenti tutte le risorse del paese. Come ogni occupante, i membri della sua élite inviano le loro famiglie all’estero, dove hanno anche nascosto i loro bottini.
Putin si sta anche comportando come un signore medioevale della guerra. Quando ha strappato la Crimea o ha mandato i suoi scagnozzi nel Donbas, egli ha sostenuto che stava restituendo alla Russia i suoi territori persi ingiustamente; ma in realtà, lui è solo penetrato come un ladro di notte in un paese vicino. Due anni dopo l’annessione della Crimea, nella penisola non c’è alcun sviluppo economico, e nel Donbass, i teppisti vivono apertamente privando dei beni la popolazione locale.
Viktor Yanukovich, un gangster di Donetsk, rubando tutto quello che gli capitava vicino, ha imitato il modus operandi di Putin, ma gli ucraini, a differenza dei loro vicini russi che amano tipicamente un sovrano vichingo, alla fine lo hanno fatto fuggire.

Ora, allo stesso modo in cui farebbe un invasore, gli oligarchi e i funzionari di governo ucraino continuano a succhiare i prodotti dell’economia, anche se non è la maniera perfetta per costruire una nazione. Gli ucraini adesso, mentre si devono gloriare della loro storia, hanno bisogno di scrollarsi di dosso questa parte d’eredità vichinga che ancora condividono con la Russia.

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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