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25 settembre 2017

Più riforme e meno corruzione


Il dibattito pubblico “Gli Stati Uniti per l’Ucraina: Partner, patrono o alleato?”, che ha avuto luogo il 29 marzo presso l’Istituto di politica mondiale (IWP) nell’ambito della presentazione dello studio “Foreign Policy Audit: Ucraina-US”, si è rivelato ben calcolato dal punto di vista temporale.

In primo luogo, si è svolto alla vigilia della visita del presidente ucraino Petro Poroshenko a Washington, dove parteciperà al vertice sulla sicurezza nucleare e s’incontrerà con alti funzionari degli Stati Uniti. In secondo luogo, ha coinciso con il voto della Verkhovna Rada che ha licenziato il procuratore generale Viktor Shokin, ed è stato proprio il suo licenziamento che, come ha osservato l’ex ambasciatore degli Stati Uniti, John Herbst, ha determinato il successo della visita del presidente ucraino negli Stati Uniti.
In terzo luogo, quest’incontro dovrebbe essere utile al presidente per trovare soluzioni di come migliorare le relazioni tra gli Stati Uniti e l’Ucraina.

L’autore e regista dello IWP, la signora Aliona Getmanchuk, nel suo discorso d’apertura ha insistito che le parti non dovrebbero parlare solo di valori umani, ma che sarebbe necessario che i due soggetti principali, per garantire una vera cooperazione e partnership e impedire che la collaborazione progredisse come un rapporto di padrone-cliente, affrontassero discussioni di interessi comuni. Siccome gli americani amano essere vincitori, ha chiarito Getmanchuk, l’Ucraina, per essere un vincitore e non un perdente, ha bisogno di mettere in atto riforme di successo, combattere la corruzione e le riforme dei pubblici ministeri. Inoltre, Getmanchuk ha aggiunto, che combattere la corruzione non è un’idea astratta, ma piuttosto un problema di sicurezza, “la gente a Washington crede che se non ci fosse stata la corruzione, si sarebbe prevenuta l’aggressione russa – ha dichiarato il direttore di IWP.
A suo parere, gli Stati Uniti sono interessati all’Ucraina, ma quest’ultima deve manifestarsi non solo come un consumatore di sicurezza, ma come un contributo aggiunto alla sicurezza europea. L’esperienza della guerra ibrida in Ucraina sarà utile, ma Kiev deve anche continuare a presentare il pericolo del continuo afflusso di armi russe in Crimea, secondo Getmanchuk.558-pyatt-odesa-03242016

Il vice ministro degli esteri ucraino Vadym Prystaiko, ha promesso di consegnare questa nota al presidente. Secondo lui, l’Ucraina dovrebbe migliorare la cooperazione in alcuni segmenti, come la sicurezza alimentare, lo spazio di ricerca e non dimenticare la guerra.
Prystaiko ha offerto un’interessante interpretazione della celebre descrizione del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, di come l’Ucraina, come uno stato cliente, stia cercando di scappare dalla Russia. “Non dobbiamo diventare cliente di nessuno, ma dobbiamo trovare un nuovo partner e iniziare a costruire una politica estera basata su interessi e valori – ha sottolineato il diplomatico.
Secondo lui, la visita di Poroshenko al vertice sulla Sicurezza Nucleare, conferma che l’Ucraina è un membro responsabile della comunità internazionale e rimane una nazione senza armi nucleari. “L’Ucraina è fermamente convinta che le armi nucleari non porteranno la pace – ha sottolineato.

L’ambasciatore degli USA in Ucraina, Geoffrey R. Pyatt, ha notato alcuni progressi ucraini dopo euromaidan, in particolare per quanto riguarda l’indipendenza energetica, il ripristino delle istituzioni di sicurezza e la riforma della polizia; ma allo stesso tempo, ha sottolineato che la società civile dovrebbe essere vigile e lavorare per prevenire un ritorno al passato. In particolare, Pyatt ha esposto che l’Ucraina ha affrontato la sfida della lotta contro la corruzione e la costruzione di una forte società democratica. “Così, accogliamo con favore l’evento di oggi nella Rada che ha licenziato lo screditato procuratore generale. Una questione importante ora è quella di determinare il suo successore, il quale deve essere in grado di conquistare la fiducia della gente – ha insistito l’ambasciatore.
Il presidente della Camera di Commercio americana Andy Hunder, ha elencato tre settori promettenti in Ucraina: agricoltura, tecnologia dell’informazione e energia. Inoltre ha individuato tre principali ostacoli per le imprese e gli investimenti, la corruzione, la mancanza di stato di diritto e la burocrazia.
Secondo lui, l’Ucraina potrebbe ottenere miliardi di investimenti a condizione di avere corretti processi d’investimento e una privatizzazione trasparente. Inoltre, ha chiarito, che i presupposti principali per l’espansione della presenza commerciale degli Stati Uniti in Ucraina, fossero la sicurezza per i dipendenti, le loro famiglie e la prevedibilità. In tal caso, ritiene Hunder, “ci si può aspettare non solo l’arrivo di nuove imprese, ma anche il ritorno di quelle che se ne sono andate”.

– L’Ucraina deve affrontare molte sfide, ma sarà la qualità e la velocità delle riforme che determineranno il futuro economico dell’Ucraina – ha continuato Hunder.
Rispondendo alle domande del pubblico, l’ambasciatore americano ha sostenuto che non importa chi diventerà il nuovo presidente americano dopo il voto del 6 di novembre, in quanto la politica degli Stati Uniti verso l’Ucraina non sarebbe cambiata.
Pyatt ha affrontato anche il tema dei colloqui tra USA e Russia per l’accordo di Minsk, sottolineando che non dovrebbero essere attuati in modo selettivo.
– Abbiamo bisogno di vedere il ritiro delle truppe russe e delle armi dall’Ucraina e il rilascio degli ostaggi, tra cui Nadia Savchenko; tutto questo è previsto negli accordi di Minsk e la nostra conversazione con il governo russo è centrata su questo – ha insistito l’ambasciatore.

Pyatt ha poi descritto come “ridicolo” il possibile scambio di Savchenko, che è stato illegalmente sequestrato sul suolo ucraino, con un trafficante di armi, Viktor Bout, e lo spacciatore internazionale di droga Konstantin Yaroshenko, che sono nelle carceri degli Stati Uniti.

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Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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