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25 settembre 2017

Chi coinvolgono le rivelazioni “Panama Papers”? Putin no


Il Cremlino si è visto arrivare una caterva di sensazionali accuse di corruzione contro Putin e il suo cerchio interno. I recenti rapporti di due consorzi di giornalisti investigativi pretendono d’aver esposto i collegamenti e i conti offshore di alcuni dei più stretti collaboratori del presidente russo Vladimir Putin, ma non indicando il presidente come beneficiario di nessun account lo definiscono povero in canna, o potrebbe esserlo se dovesse perdere il potere.

Le indagini sono state pubblicate rispettivamente, dalla Crime and Corruption Reporting Project (OCCRP) e dall’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ). Il primo report si basa principalmente su due nomi, Grigory Bayevskiy, un musicista di San Pietroburgo e padrino di una delle figlie di Putin, quale beneficiario di molte società di copertura coinvolte in complesse operazioni con un certo numero di uomini d’affari legati a Putin; e su Keterina Tikhonova, che si afferma che sia la figlia di Putin.
La seconda indagine, potenzialmente più dannosa, è basata sul “Panama Papers”, una gigantesca perdita di dati appartenenti a Mossack Fonseca, uno studio legale di Panama, che assiste i clienti nella creazione di società off-shore – tutto in regola con la legislazione – secondo una dichiarazione dello studio legale.

La relazione ICIJ racconta di una “rete di Putin” e di società costituite dai dirigenti di Bank Rossiya, un istituto finanziario di proprietà di alcuni soci di vecchia data di Putin. L’America ha messo la banca sotto sanzioni dopo l’aggressione russa contro l’Ucraina. Putin ha risposto con l’apertura di un conto personale presso la stessa banca. Alcune operazioni di vendita di società effettuate dalla Banca Rossiya presumibilmente hanno beneficiato di finanziamenti agevolati della banca VTB, istituto di proprietà del governo russo in Cipro. Centinaia di milioni di dollari sarebbero poi stati ri-prestati ad altre società della “rete di Putin”. Secondo l’indagine ICIJ, i prestiti sarebbero stati tipicamente non garantiti e l’analisi dei documenti dimostra che non fosse previsto il rimbroso.

– Non stiamo parlando di giornalismo obiettivo, ma piuttosto di un attacco orchestrato – Le modalità delle informazioni non ci piacciono – ha riportato con i media il portavoce di Putin, Dmitry Peskov.
L’amministratore di VTB Andrey Kostin, durante un’intervista effettuata lunedì dalla televisione Bloomberg, ha negato che la sua banca avesse fatto dei prestiti non garantiti. Forse il fatto più sorprendente di queste rivelazioni, però, è che non c’è alcun segno che Putin o i membri della sua famiglia siano i beneficiari delle imprese coinvolte. Infatti, Kostin ha respinto ogni ipotesi di una connessione con Putin. Il rapporto ICIJ scrive:“Le registrazioni audio e le testimonianze dimostrano che quando i più stretti confidenti di Putin discutono privatamente dei suoi rapporti finanziari, usano pseudonimi o semplicemente fanno un gesto verso il cielo, piuttosto che pronunciare il suo nome.putin759

Non siamo a conoscenza di credibili eventuali registrazioni o testimonianze di confidenti di Putin che parlino dei suoi rapporti finanziari personali. Anche se una tale testimonianza esistesse, nessun uomo può essere incriminato sulla base di gesti o sull’uso di soprannomi affettuosi dei suoi amici”.
Avere accesso ai file e ai messaggi di posta elettronica interni di un operatore economico internazionale consente ai giornalisti investigativi una delle più rare opportunità: possono monitorare l’intera catena dei beneficiari di alcune delle aziende più segrete del mondo. Il documento di “Panama papers” pretende anche di dimostrare che nel 2014, il presidente ucraino Petro Poroshenko ha istituito una società britannica nelle Isole Vergini Britanniche per nascondere i suoi beni dolciari a proprio nome; suggerisce inoltre che il primo ministro islandese Sigmundur David Gunnlaugsson e la sua famiglia, hanno un interesse diretto in una delle più grandi banche islandesi che è fallita durante la crisi finanziaria globale.

Nel frattempo, la portata delle perdite – che comprendono operazioni sospette di almeno 12 leader mondiali attuali ed ex, fornisce un sacco di grano da macinare alla propaganda della TV di Stato russa per deviare le accuse.
– I russi sono ben abituati a vivere in un sistema in cui la proprietà e il potere sono unificati. Non hanno dubbi che la maggior parte dei funzionari vivano ben al di sopra dei loro mezzi dichiarati – spiega Andrei Kolesnikov, un analista del Moscow Carnegie Center – Nessuna di queste dichiarazioni è probabile che possa far perdere la fiducia in Putin come persona, come sembra improbabile che possa rimetterci il posto. Le stazioni televisive russe, dalle quali la maggior parte delle persone ottengono tutti i giorni le informazioni, faranno in modo che tutti vedano che è l’Occidente marcio, che l’intero sistema è sporco e che non si tratta solo di Russia”.

Nei documenti non si parla di Putin come individuo. Vladimir Vladimirovich Putin, è nato a Leningrado il 7 ottobre 1952, e non appare nei documenti che stanno invadendo il mondo. Lui non possiede e nemmeno controlla una delle attività coinvolte.
Putin istituzione, tuttavia, è una presenza tangibile. Gli azionisti della banca Rossiya, i grandi vincitori dei contratti governativi, come l’ex compagno di judo, Arkady Rotenberg, e tanti altri meno noti uomini d’affari di San Pietroburgo che conoscevano Putin quando era un ufficiale della città nel 1990 o un funzionario del KGB nei decenni precedenti – tutte queste persone hanno fatto le loro fortune sotto il regime di Putin. Non c’è nulla di sorprendente per il loro accesso a basso costo ai fondi della banca di Stato, o dei loro contratti, “consulenze”o “lobby”: in un regime dittatoriale, i compari del dittatore fanno i soldi; la loro rete è il tessuto che lo alimenta.

Si tratta di disposizioni che dovrebbero far arrabbiare i cittadini russi? Ovviamente sì.
Ma, che i compari di Putin sono predatori, parassiti e una classe privilegiata di uomini d’affari si sapeva molto prima dei “Panama Papers”.
Il Cremlino ha rifiutato di rispondere alle domande dei gruppi investigativi “per il fatto che queste domande sono state poste più volte” in diverse varianti, e questo è vero. Quello che è sempre mancato, e che manca anche questa volta, è l’ultimo anello: l’uomo Putin. E, data la natura dei dati utilizzati nell’indagine ICIJ, forse è il momento d’ammettere che non esiste un tale collegamento. Putin non possiede yacht o palazzi; egli non ha alcuna fortuna quantificabile in 200 miliardi di dollari, come a volte è stato ipotizzato. Lui non è “segretamente l’uomo più ricco del mondo”. Tuttavia, come alto ufficiale del KGB, come lui è, si circonda di una rete di persone che potrebbero davvero farlo diventare ricco.

Siccome lui è il presidente, queste persone contano su Putin per fare i soldi, puntano sulla loro conoscenza all’istituzione Putin che può togliere le opportunità e le risorse. L’indagine OCCRP riguardo agli immobili di Bayevskiy mostra chiaramente come funziona il meccanismo.
Questo approccio investigativo è diverso da quello, anche se lo ricorda, gestito da Boris Berezovsky, il miliardario che sosteneva d’aver contribuito a far diventare presidente Putin nel 2000. Berezovsky, che a quanto pare si è ucciso nel Regno Unito nel 2013, ha aperto la strada ad uno schema di business in base al quale un bene rimane sotto il controllo del governo, ma i suoi dirigenti sono “privatizzati” – corrotti, in termini più convenzionali. “Hanno il latte della compagnia statale nell’interesse del loro acquirente”.

Putin non ruba le grandi ricchezze della Russia: le sta consegnando in gestione ad alcuni di cui lui ha fiducia. Nel processo, i “privatizzati” molto probabilmente trarranno enormi profitti. Putin con queste persone mantiene buoni rapporti e contemporaneamente controlla molto da vicino l’ambiente del business, di modo che nessuno lo possa tradire. Può anche avere nella sua rete quello che ha richiesto i fondi extra-bilancio per fare i Giochi Olimpici invernali a Sochi – 50 miliardi.
Se Putin dovesse essere cacciato, è difficile pensare di poterlo condannare con l’accusa di corruzione, come è successo all’ex presidente ucraino Viktor Yanukovich e ai suoi soci. Dopo tutto in Ucraina, questi avevano imitato solo quello che Putin sta facendo in Russia. Putin, tuttavia, non ha alcun evidente piano di emergenza per essere rovesciato. Le disposizioni finanziarie descritte dai ICIJ nei file di Panama non possono intaccare Putin come istituzione né in servizio, né se dovesse smetterlo e nemmeno come uomo.

Questo sistema che si basa sulla capacità di controllare una rete di amici e collaboratori, non consente eventuali sconvolgimenti. Lui è il gioco d’azzardo del suo futuro benessere e questo è legato alla sua personale capacità di mantenere una salda presa sul potere. Se questo sembra un po’ avventato per uno dei politici più accorti del mondo, in realtà non lo è. Yanukovich è fuggito in Russia dopo che gli ucraini lo hanno spodestato nel 2014, Putin non avrebbe un posto dove andare se venisse rimosso, ancora di più se avesse accumulato una ricchezza a proprio nome. Troppi in Occidente gli potrebbero allegramente dare la caccia: lui non ha altra scelta che rimanere ostaggio e controllore del web che ha creato.

– Il fatto è che questa non è una novità per i russi. Nessuno dubita che il sistema di potere non sia completamente corrotto – afferma Georgi Satarov, un ex assistente del Cremlino e capo della Fondazione InDem, un think tank moscovita specializzato nella ricerca della corruzione politica – i media russi in realtà pensano che sia strano che un alto funzionario non rubi. Questo è quello che ci si aspetta. Quindi, qualcuno davvero pensa che la Russia, anche se fosse vero, verrà ribaltata per i 2 miliardi di dollari di Putin?
Sergei Markov, un ex consigliere di Putin, ammette che i ricchi amici di Putin potrebbero fornirgli favori, come ad esempio l’acquisto di appartamenti per le eventuali donne connesse con il presidente; ma, ciò non vuol dire che Putin ne sia a conoscenza.
– Sono assolutamente sicuro che ci sono persone che vogliono essere utili a Putin. Ma questo non significa che il denaro sia suo – spiega il signor Markov.

Per ora, dicono gli esperti, alcuni russi vorranno approfondire le accuse, come anche i media dell’opposizione, come Vedomosti.
“Se siete in attesa di un grande impatto in Russia, non trattenete il respiro – aggiunge Anton Pominov, direttore di Transparency International – La maggior parte dei russi saranno inclini ad accettare che le accuse contro Putin sono solo propaganda ostile e, che sia un fatto triste che questi file mostrino che la Russia è tutt’altro che unica al mondo. Questo è un sistema utilizzato dai politici di tutto l’universo.
– La speranza principale è che queste rivelazioni possano portare a maggiori sforzi internazionali per limitare queste zone off-shore e imporre su di loro una maggiore trasparenza”.

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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