Vai a…

Ua-Time

Supplemento giornalistico web

Ua-Timesu Google+RSS Feed

23 settembre 2017

La sicurezza nucleare non interessa alla Russia


La seppur prevedibile assenza russa al vertice nucleare di Washington, DC, della scorsa settimana, è stata tuttavia sconcertante. Il Cremlino, infastidito dai giudizi di “auto-isolamento” espressi dai funzionari americani e senza mai dare una conveniente spiegazione, ha annunciato poco interesse alla partecipazione ancora a novembre dello scorso anno. Le dichiarazioni ufficiali del vertice organizzato dagli USA, hanno sottolineato una grande “mancanza di cooperazione” tra le due potenze, forse perché Putin riteneva che nella conferenza il suo paese avesse dovuto avere lo status speciale di seconda più grande nazione nucleare al mondo e di sedersi a fianco degli Stati Uniti, anche se Alexei Arbatov, uno dei principali esperti russi nel campo degli armamenti nucleari, sostiene che la non partecipazione di Mosca dimostri una grande debolezza, e denoti che la Russia non ha alcun interesse a migliorare la sicurezza nucleare del mondo.

I commentatori a Mosca invece, hanno cercato in tutti i modi di mettere in risalto che senza la Russia il vertice di Washington è stato una grande delusione, anche se è davvero insolito, che uno Stato che attribuisce molta importanza al suo profilo nucleare rifiuti di partecipare a discussioni di questioni cruciali sulla sicurezza globale, in particolare sulla minaccia del terrorismo, che si profila come uno dei grandi punti di domanda russi. Le divergenze tra Mosca e Washington per le eventuali violazioni russe al Trattato INF sulla eliminazione delle armi nucleari a medio e breve termine dell’8 dicembre 1987, e la modernizzazione americana delle bombe nucleari schierate in Europa, sono tutt’altro che argomenti intrattabili, ma s’inseriscono nel più ampio contesto di divergenti filosofie nucleari. Il presidente Barack Obama resta fermamente impegnato in ulteriori tagli degli arsenali strategici; Putin è impostato per rendere le armi nucleari russe come aggiornati strumenti da utilizzarsi in politica.625x275xTASS_9671202_russia_defense_625-275.jpg.pagespeed.ic.hCR-44oOnf

Questa presa di posizione pro-nucleare, pone la Russia in conflitto, non solo con gli Stati Uniti, ma anche con suoi alleati chiave come il Kazakistan e l’India e, di fatto, con la maggior parte del mondo, con l’ovvia eccezione della Corea del Nord. Quindi, si è reso essenziale per i media russi tradizionali cercare di sottolineare con la penna rossa l’intensità dei contrasti che si erano presentati nei vari incontri bilaterali ai margini del vertice di Washington. I colloqui tra Obama e il presidente cinese Xi Jinping sono stati segnalati come dialoghi lontani che non riescono a colmare le differenze di posizioni dello status del Mar Cinese Meridionale, illustrato da una recente visita di una squadra navale americana per il contenzioso arcipelago di Spratly. Le tensioni tra Obama e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sono stati molto illuminati, soprattutto per le tensioni tra le relazioni Russia-Turchia. La maggiori attenzioni però, sono state rivolte al presidente ucraino Petro Poroshenko e ai suoi incontri e discorsi a Washington, che sono stati ritratti come violentemente anti-russi e lontani da un qualsivoglia successo.

Infatti, la crisi nei rapporti con l’Ucraina continua ad essere un grave inconveniente per lo status internazionale russo, anche se i russi stessi sono ora significativamente meno preoccupati di questo aspetto piuttosto che dei loro acuti problemi economici interni. Il cessate il fuoco nel Donbas è violato da battaglie quotidiane, e Poroshenko, dopo aver visitato le trincee ucraine e controllato la disponibilità delle sue truppe, a Washington a sciolinato fatti e cifre inconfutabili sull’occupazione russa delle parti orientali delle regioni di Donetsk e Lugansk. Allo stesso tempo, al fine di negare alla Russia l’opportunità di sfruttare il pretesto della mancata attuazione degli accordi di Minsk, Kiev ha al vaglio in parlamento un piano per concedere uno status speciale alle enclavi ribelli. Ciò che ha inflitto gravi danni alle manovre politiche russe intorno al conflitto in stallo è il vergognoso processo contro il soldato ucraino Nadezhda Savchenko, che questa settimana è stato inviato in un campo di prigionia per iniziare la sua fase di 22 anni di arresto. Putin trascina i suoi piedi e non sa se decidere di scambiare i suoi due Spetsnaz (forze speciali) catturati in Ucraina, in quanto, sotto la pressione internazionale, sospetta di poter perdere la faccia.

Il Cremlino, invece che cercare di trattare adeguatamente i problemi di cui sopra, è preoccupato “dall’attacco di informazioni” dei media occidentali rivolti specificamente contro Putin. La sostanza di questo “attacco”, che il Cremlino ha preventivamente liquidato come una diffamazione organizzata da servizi speciali stranieri, difficilmente, per gli standard russi potrà andare avanti, ma il nervosismo dei subordinati potrebbe creare angoscia nel capo.

La sicurezza nucleare certamente costituisce una parte importante del patrimonio presidenziale di Obama, e chiaramente Putin è riluttante a contribuire al risultato di portare avanti una visione di un mondo senza nucleare. Prima di tutto, Putin ha una sua propria visione del mondo, cioè una realtà guidata da continui conflitti in cui la Russia da sola, ricorrendo alla deterrenza nucleare, deve controllare le usurpazioni dell’intransigente e ostile occidente; ma poi, Putin è un autocrate invecchiato rispetto ad un leader più giovane come Obama che si sta preparando alle dimissioni dalla carica di supremo potere, e che sarà in grado di avere una buona e serena vita futura, per il presidente russo non c’è dopo, e anche se il suo potere può apparire assoluto, l’economia in declino sta rivelando i suoi limiti e porta ad un invisibile ma irriducibile malcontento. Putin sembra vivere nella paura che un giorno da fuori le mura del Cremlino possa arrivare un rumore, mentre i corridoi interni diventano vuoti e silenziosi. È difficile sapere che cosa possa innescare il crollo del monolito del controllo burocratico, anche se ogni rivelazione provoca panico nel sistema di Putin. Il pulsante nucleare dà un’illusione di sicurezza, ma alla fine della giornata è solo il più pericoloso dei lavabi.

Tags: , , , , ,

Rispondi

Altre storie da- News

About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

EnglishGermanItalianRussianUkrainian
Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.