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18 novembre 2017

L’ambiguità del pensiero russo


Ultimamente in Russia si sono scoperte due scuole di pensiero che stanno dominando la discussione del sistema politico e le sue basi economiche. Questi due modi di riflettere, o questi due sistemi di valori, sono ben apparsi nella conversazione pubblica che si è evoluta in seguito alle rivelazioni dei cosiddetti “Panama Papers”, e che stanno facendo il giro sui social media.
Una visione del mondo portata alla luce dal database trapelato dall’ufficio di Mossack Fonseca, il quarto più grande studio legale offshore del mondo, rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro l’ingiustizia.

– Le istituzioni cittadine – giornalisti, investigatori pubblici, controllori di riciclaggio di denaro ed esperti che studiano le varie strade della corruzione – stanno assumendo un ruolo centrale nella lotta alla corruzione – ha scritto sulla sua pagina di Facebook e sul quotidiano Vedomosti, Elena Panfilova, il vice presidente di Transparency International – Un tale sforzo collettivo è uno degli episodi che equivale ad una “rivoluzione globale dei valori”, in cui i comuni cittadini sottolineano l’integrità, la trasparenza, la responsabilità e l’onestà nelle cose anche più banali”. Non tutti però sono così pieni di speranza!cdb0a61131c17d59286f6e179cd8b241

La seconda visione del mondo ritiene che la conoscenza non è un potere reale. “La società russa ha da tempo ottenuto molti saggi sulla corruzione e non sarebbe minimamente scioccata d’apprendere che un altro degli amici di Putin è improvvisamente diventato un ennesimo miliardario – riporta il giornalista Oleg Kashin – L’indifferenza della società russa è il più grande alleato del Cremlino … Non è chiaro che tipo di informazioni dovrebbero arrivare per provocare in milioni di russi un poco di orrore e decidere che non hanno più bisogno di questo presidente. Fino a quando questo non succede il Cremlino sarà sempre fiducioso”.
La prima visione del mondo evidenzia chiaramente il quadro delle procedure e normative di legge di un paese, mentre il secondo punto di vista sottolinea un atteggiamento realista che è molto comune in Russia, così come in molte altre culture. Il primo approccio s’aspetta che un cittadino segua le regole formali; il secondo ospita comodamente una persona che preferisce aderire alle norme informali.

Il dispiegarsi del dramma Panama Papers fornisce uno sguardo di quale delle due visioni prevale nel mondo. In alcuni luoghi le violazioni di legge o i codici etici sono visti come meno accettabili che in altri.
Le rivelazioni di Panama hanno già prodotto la sua prima vittima di alto profilo: il primo ministro islandese, Sigmundur Davíð Gunnlaugsson, che si è dimesso martedì dopo che un numero record di islandesi si sono messi a protestare per le strade. Secondo i dati trapelati, Gunnlaugsson e sua moglie avevano una società offshore britannica con sede nelle Isole Vergini.
La Germania ha promesso di rafforzare le sue regole anti-evasione. Il ministro di giustizia tedesco, Heiko Maas, in un’intervista al Süddeutsche Zeitung, il giornale che ha reso pubblica l’indagine, ha chiesto un “registro per la trasparenza”, progettato per prevenire l’evasione fiscale e il finanziamento dei gruppi terroristici.

Il dipartimento di giustizia degli Stati Uniti ha reso noto di voler rivedere tutta la sua tesoreria riguardo alle prove di corruzione; le procure francesi hanno aperto un’inchiesta sulla possibile evasione fiscale dei cittadini francesi; l’agenzia fiscale in Italia prevede di lanciare una propria inchiesta; il comitato etico indipendente della FIFA ha dichiarato che avrebbe fatto delle indagini sui suoi membri per le accuse relative al report; il primo ministro pachistano Nawaz Sharif, di cui tre su quattro figli hanno delle proprietà in una immobiliare di Londra attraverso società off-shore, ha detto che avrebbe creato una commissione per indagare.
Mentre molti paesi, almeno a parole, cercano di attenere alle regole formali i loro cittadini che possono aver violato le leggi, i funzionari russi non fanno nemmeno finta. Loro hanno definito i rapporti un attacco effettuato contro la Russia da agenti stranieri. Il portavoce del presidente Vladimir Putin, Dmitry Peskov ha suggerito che l’indagine mira specificatamente la Russia e cerca di dividere il paese in un momento in cui devono esserci le elezioni parlamentari.
La televisione di Stato russa ha coraggiosamente assalito la notizia, invece d’ignorarla come molti si sarebbero aspettato. “Le famiglie di 12 funzionari russi di alto rango – sostiene la Tv – hanno imprese e conti offshore all’estero. Nelle rivelazioni sono state menzionate come coinvolte delle persone vicine a Vladimir Putin – ha riassunto Russia Canale 1 – Ma nessun caso d’irregolarità è stato confermato. L’amministrazione del presidente non si fa illusioni riguardo al vero scopo di questo attacco informatico”.

Ogni volta che gli addetti stampa del Cremlino hanno a che fare con situazioni di notizie scomode, di routine definiscono come ingannevoli i rapporti pubblicati. I russi la notizia la bevono, perché il pubblico in generale non s’aspetta che le regole formali siano reali o che i fatti siano inequivocabilmente veri. La televisione russa è da anni che è presa d’assalto da spettacoli di criminalità e da storie di cospirazione che sono impossibili da dimostrare. L’indagine di Panama Papers è solo vista come uno degli stessi spettacoli.
Ancora più importante è la diffusa certezza che il business è sempre più torbido e la politica è sempre più sporca. I sondaggi costantemente dimostrano che i russi non credono che si possa guadagnare una fortuna con i mezzi onesti, la maggior parte crede anche di non poter in nessun modo esercitare una benché minima influenza sulle scelte politiche del paese. Quindi è normale che le persone potenti usino dei trucchi per mantenersi i bottini, mentre l’uso delle giurisdizioni estere, nella maggior parte dei casi non è illegale, anche se non è etico.

La storia post-sovietica russa può essere uno dei motivi del realismo cinico. La maggior parte di coloro che ora occupano posizioni decisionali chiave del Cremlino, di business e dei media di proprietà dello Stato, vivono una profonda disillusione per le regole formali, perché spesso sono viste come imposte da auto-interessati giocatori occidentali.
La cultura non consiste solo di ciò che le persone fanno come ideatori, produttori o artisti; le persone creano anche collettivamente. I manufatti risultanti sono norme informali legate a norme formali: questa è la cultura. C’è una linea fondamentale di distinzione tra le regole formali e quelle informali. Mentre le leggi possono essere cambiate da uno zar o durante una notte dal parlamento, le procedure informali cambiano, o possono essere modificate solo gradualmente. La vera legge naturale è composta da entrambi.

Se l’analisi delle fughe di notizie innesca un percorso normale in uno Stato responsabile, in Russia sicuramente ci vuole molto tempo. La Russia sembra essere presa in trappola tra le regole formali e le norme informali. Mentre le norme informali dominano la coscienza pubblica, il quadro giuridico, quello formale è quello necessario affinché funzionino sia l’economia che la politica. In Russia, mentre i due sistemi hanno bisogno di sostenersi a vicenda, sono in conflitto.

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