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26 settembre 2017

Il Mondo secondo McCurry


In mostra a Torino i ritratti, i volti, i luoghi e quell’umanità imprescindibile che hanno reso il fotografo statunitense uno dei più amati del nostro tempo

Afghanistan, 1979 ©Steve McCurry

Un mondo, quello di Steve McCurry, raccontato nell’imponente Citroneria delle Scuderie Juvarriane della Reggia di Venaria a Torino, in grado di attrarre in soli tre giorni più di 4mila visitatori. Una mostra, quella in programma fino al 25 settembre tra le più complete mai dedicate al fotoreporter statunitense dal 2009.

Oltre 270 fotografie di grande formato, capolavori di ieri e di oggi, attraverso cui rendere omaggio ad uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea, molto amato e apprezzato dal pubblico di tutte le età e dai più giovani in particolare, che in lui e nei suoi “sguardi” sul mondo si ri-conoscono.

Un percorso espositivo, lungo oltre trentacinque anni, per raccontare e ripercorrere il viaggio del reporter di Philadelphia da un continente all’altro, tra guerre e violenze, luoghi remoti e inaccessibili, città metropolitane e antichi villaggi, gioia e sofferenza.

Si parte dall’Afghanistan e da una prima selezione di foto in bianco e nero che, dal 1979 al 1980, raccontano la storia di un Paese e di un gruppo di mujaheddin in lotta contro l’invasione sovietica e che, per la prima volta, assegnano un volto e delle sembianze umane ad un conflitto bandito in quel momento storico ai giornalisti.

Dall’Afghanistan all’India, il Paese dalle mille sfumature e colori, prima tappa di un viaggio lungo una vita all’insegna di terre lontane, tradizioni antiche, culture in via d’estinzione e zone calde del pianeta. Dai paesaggi meravigliosi del Brasile a quelli incantati del Continente Nero, dalle Torri Gemelle dell’11 settembre alla devastazione post tsunami che ha messo in ginocchio il Giappone, dai colori saturi delle vie cubane agli scorci pittoreschi di Venezia, fino alla magia degli studios romani di Cinecittà.

Una carrellata di immagini e storie che dal bianco e nero degli esordi si accendono ed entrano nel vivo dei toni e dei visi che hanno segnato la cifra stilistica e la carriera del fotografo americano. Come quello ormai famosissimo della Ragazza afgana (1984), Sharbat Gula, immortalata nel campo profughi pakistano di Peshawar. Lo stesso che gli è valso la copertina di giugno 1985 del National Geographic e la Robert Capa Gold Medal, assegnata ai fotoreporter più meritevoli e coraggiosi.

E proprio a lei e ai suoi occhi verdi, entrati nell’immaginario collettivo, sono dedicati altri due scatti in mostra, uno dei quali realizzato a distanza di oltre 17 anni dallo stesso McCurry, dopo una lunga ricerca della bambina ormai donna che l’ha reso celebre in tutto il mondo.

L’intensità degli sguardi e dei luoghi è il perno attorno a cui ruotano anche i 40 scatti realizzati in Africa, America Latina e Asia per il progetto Tierra, firmato Lavazza, a cui McCurry collabora da oltre dieci anni per raccontare il lavoro e la vita quotidiana dei produttori di caffè.

Ritratti di un’umanità, unica vera protagonista, sempre presente anche quando solo evocata. Sguardi di donne, uomini e bambini che, da una parete all’altra, superando incomprensioni linguistiche e culturali, ci introducono a mondi più o meno conosciuti, attraverso esperienze ed emozioni che non conoscono confini.

Info e Prenotazioni

Reggia di Venaria, Citroneria delle Scuderie Juvarriane

Piazza della Repubblica, 4 – Torino

Sito web: www.mostrastevemccurry.it
tel.: +39 011 4992333

Orari

Martedì – venerdì: dalle 9 alle 17

Sabato, domenica e festivi: dalle 9 alle 19

! La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietti

Intero: 12 euro

Ridotto: 10 euro

( Concetta Prencipe )

Peshawar, Pakistan, 1984 ©Steve McCurry (2)

Kabul, Afghanistan, 1992 ©Steve McCurry

Mosca, Russia, 1993 ©Steve McCurry

Nuristan, Afghanistan, 1979 ©Steve McCurry

Nuristan, Afghanistan, 1979 ©Steve McCurry

Peshawar, Pakistan, 1984 ©Steve McCurry

Srinagar Kashmir, 1996 ©Steve McCurry

Srinagar, Kashmir, 1996 ©Steve McCurry

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