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18 novembre 2017

La Guardia Nazionale di Putin


Il recente rilascio dei “Panama Papers”, che hanno rivelato i noti casi di nascosti flussi di denaro legati alle élite globali, continua a provocare scalpore politico in tutto il mondo; ma in Russia, lo scandalo è stato eclissato dall’improvviso rimescolamento, voluto da Putin, delle forze dell’ordine. L’elemento principale di questo colpo burocratico è la creazione di una guardia nazionale usando le truppe interne. E, mentre le idee per organizzare una forza di 200.000 persone ha galleggiato per i corridoi del Cremlino dalla metà degli anni 1990, dal 2012 a oggi, non se ne era più parlato, ragion per cui la decisione ha sorpreso tutti, così come il suo marchio di fabbrica. Nella prevista Guardia Nazionale verranno inglobate diverse unità speciali – OMON e SOBR – del ministero degli interni, che formeranno un’unica entità di 400.000 unità sotto il comando di Victor Zolotov, che per molti anni è stato il responsabile della sicurezza personale di Putin. Riguardo alla necessità di formare un tale “organo federale esecutivo” – il decreto firmato da Putin lo definisce in tale modo – non è stata rilasciata nessuna spiegazione ufficiale, lasciando molto spazio alle speculazioni riguardanti le motivazioni e i tempi, che sembrano connessi col desiderio di Putin di prendersi il controllo diretto degli “esecutori” domestici della sicurezza.

Il principale perdente di questo rimpasto ovviamente, è il ministero degli interni, che ha perso la capacità d’utilizzare gli strumenti armati e gran parte dell’influenza politica proveniente da tale forza muscolare; in compenso però, gli è stato dato il controllo del servizio di migrazione federale e il servizio di controllo della droga: ma queste fusioni portano più mal di testa che benefici. Entrambi i servizi sono seriamente sotto-finanziati e mostrano scarso successo nello svolgimento dei loro compiti. Al posto del capo del servizio del controllo dei narcotici, Victor Ivanov, un veterano tra il personale dei servizi di sicurezza russi (siloviki), è stato proposto di nominare il vice ministro dell’interno Victor Kolokoltsev; anche se secondo indiscrezioni ha rifiutato senza mezzi termini.

L’emergere della Guardia Nazionale, con il suo accesso privilegiato al Cremlino, è anche una sfida per il ministero della difesa, che controlla certamente una maggiore quantità di truppe, ma gli è stato inviato un chiaro messaggio che, in caso di emergenza nazionale, i suoi carri armati sarebbero stati subordinati ai comandanti “pretoriani”. Il ministro della difesa Sergei Shoigu, per il rapido dispiegamento degli “omini verdi” in Crimea nel marzo 2014, si è guadagnato un alto profilo, così come per l’intervento perfettamente eseguito in Siria; pertanto, l’opinione pubblica gli conferisce il più alto grado di fiducia dopo Putin. Shoigu è un cortigiano esperto e sa come dimostrare la fedeltà, ma Putin lo riconosce come un suo uomo con un’ampia cerchia di devoti seguaci (in particolare nel ministero delle Emergenze) e con un solido supporto del corpo ufficiali. Quindi, in parte, si suppone che la Guardia Nazionale sia un contrappeso a Shoigu per verificarne le ambizioni.20141019_144419

Ancora più profondamente nascosto è il messaggio d’insoddisfazione di Putin con il Servizio di Sicurezza Federale (FSB), che era sempre stato la sua favorita “struttura di potere” e la principale fonte di quadri per la sua amministrazione. L’ex capo dell’FSB, Nikolai Patrushev, è il segretario del consiglio di sicurezza che stabilisce l’ordine del giorno per le politiche estere e nazionali, lui non è noto per essere amico di Zolotov. L’FSB ha molti canali nascosti per il monitoraggio e il controllo del ministero degli interni, ma la Guardia Nazionale sarà al di fuori di tale vigilanza. L’FSB è l’agenzia leader nella lotta contro il terrorismo, e il suo direttore, Alexander Bortnikov, dirige ancora il comitato nazionale antiterrorismo, ma Zolotov, che ha ricevuto un suo proprio mandato per operare contro le reti terroristiche, farà aumentare la concorrenza burocratica con delle animosità personali: e, in effetti, le notizie sul cospicuo stile di vita della famiglia Zolotov hanno iniziato a girare subito dopo l’annuncio della sua promozione.

Una particolare torsione al complesso intrigo creatosi intorno alla appena nata Guardia Nazionale, coinvolge il conflitto a lungo latente tra l’FSB e il maestro anticonformista della Cecenia, Ramzan Kadyrov. L’indagine per l’omicidio di Boris Nemtsov del 27 febbraio 2015, ha scoperto un sentiero che conduce in Cecenia; ma Kadyrov ha risolutamente rifiutato di collaborare, basandosi non solo sul suo accesso personale a Putin, ma anche su una particolare connessione con Zolotov. Putin ha chiarito all’FSB che Kadyrov era “off limits” e ora ha stabilito che tutte le bande para militari di Kadyrov passino formalmente sotto il controllo di Zolotov. Questo non è per renderli più disciplinati o inclini a prendere ordini dal Cremlino, ma per non rendere più responsabile Putin di eventuali crimini futuri che potrebbero commettere. E così, come sostiene il giovane leader dell’opposizione liberale, Ilya Yashin, Putin sta diventando sempre più un ostaggio dei suoi legami con Kadyrov.

Negli ultimi anni, gli uomini di Kadyrovkadyrovtsy – sono andati in aiuto di Mosca nella guerra nel Donbas e nell’intervento in Siria; ma il loro ruolo chiave nel prossimo futuro potrebbe essere quello di sopprimere le attività di protesta in Russia. La Guardia Nazionale ha già iniziato la sua attività disperdendo forzatamente le manifestazioni di piazza dell’8 aprile, anche se questo, tenendo in considerazione il fatto che gli atti legislativi e normativi “dell’esercito di Zolotov” non sono ancora nemmeno stati preparati, è piuttosto sorprendente, seppur siamo a conoscenza che la Duma di Stato è pronta ad approvare qualsiasi documento che consegna il Cremlino. Le élite politiche hanno una buona ragione per aspettarsi un aumento del malcontento causato dalle difficoltà economiche, mentre la valanga di prove della spudorata corruzione al vertice potrebbe trasformare i miti appelli in arrabbiate sommosse.

La paura di una rivoluzione potrebbe sembrare irrazionale, ma i cortigiani del Cremlino sanno come un disperato atteggiamento di un piccolo gruppo di liberali possa improvvisamente portare decine di migliaia di manifestanti per le strade di Mosca: le élite non hanno fiducia nei sondaggi di opinione che mostrano un sostegno alle stelle per il leader supremo. Putin nel frattempo, a quanto pare è preoccupato del suo modo di usare la forza armata contro una nuova ondata di proteste, e ha posto il suo più rinomato vice nella posizione più alta del potere per eseguire un tale comando. Questo ha offeso molti altri luogotenenti, la cui fedeltà è in funzione ad un convertibile accesso ai flussi di cassa. Sconvolgendo questo equilibrio di potere al vertice, Putin probabilmente sconvolge anche l’equilibrio delle sue paure e lo spettro di un colpo di palazzo cresce sempre più spaventoso.

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