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25 settembre 2017

La corruzione: un nuovo modo di fare politica


Dapprima erano i carri armati sovietici che scivolano per le vie di Budapest e Praga, ora sono le banche russe che aprono e utilizzano conti segreti offshore, le società di comodo che furtivamente acquistano influenza e divorano gli asset strategici in tutta Europa; gli affari e le lobby industriali che sono i pappagalli di Putin; una rete di partiti di varie estremità politiche che fanno avanzare gli interessi di Mosca; una rete di società opache che offrono energia con complessi schemi di riciclaggio di denaro mentre creano delle lobby “utili” al Cremlino, si tratta di un passato sovietico che s’incontra con il presente, due modi diversi d’agire per ottenere un simile risultato: il controllo.

In molti termini, la corruzione è diventata il nuovo modo di conquistare o di distruggere gli avversari, s’è aperta una nuova forma di guerra fredda: ti aiuto, ti erogo, ti corrompo, ma tu sei parte del mio “impero”. È una forma di conquista politica ed economica, maggiore di quella del comunismo sovietico.
I tentativi dell’Unione Sovietica di sovvertire l’Occidente con la forza di un’idea ha lasciato il posto alla Russia di Vladimir Putin che cerca di corrompere e aggregare con il richiamo del denaro facile.
Più le cose cambiano, più rimangono le stesse.
Il Cremlino non ha più bisogno d’essere il leader assoluto di un blocco di nazioni come era successo con il Patto di Varsavia, ora invece, può esacerbare le divisioni esistenti, sovvertire le istituzioni internazionali e contribuire a creare un mondo in cui far fiorire la propria forma di autoritarismo corrotto – hanno scritto Peter Pomerantsev e Michael Weiss nella loro ampia relazione su una minaccia reale: “Come il Cremlino usa la forza dell’informazione, la cultura e il denaro”.

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L’Unione Sovietica ha cercato di diffondere il comunismo e di stabilire un blocco di nazioni fedeli a Mosca; la Russia di Vladimir Putin cerca di diffondere il suo corrotto modello di business per creare un blocco di nazioni che dipendono dal Cremlino.
L’Unione Sovietica principalmente operava nelle sue immediate vicinanze geografiche – Europa orientale – ma ha anche cercato di diffondere il socialismo verso l’esterno; la Russia di Putin si sta concentrando sulle sue immediate vicinanze, ma la sua spinta cleptocratica ha anche messo gli occhi più lontano.
Mosca oggi, per prendersi le élite degli ex Stati sovietici come l’Ucraina, la Bielorussia e la Moldavia, usa per carote le torbide aziende energetiche come RosUkrEnergo, EuralTransGas e Moldovagaz, mentre più a ovest, ha schierato sfuggenti società di comodo come Vemex, una oscura società commerciale energetica che in ultima analisi gioca sempre in favore di Gazprom, e che si è presa il 12 per cento del mercato energetico ceco.

Il Cremlino sta usando l’arte della transazione corrotta per creare rapporti clientelari ben oltre i confini della Russia.
Gazprom, con il supporto silenzioso del Cremlino ha creato circa 50 società di intermediazione legate a Gazprom sparse in tutta Europa – ha spiegato l’analista Roman Kupchinsky, in una testimonianza davanti al Comitato per le relazioni estere del Senato degli Stati Uniti nel giugno 2008.
Kupchinsky ha citato il gruppo Centrex con sede a Vienna, di proprietà di una holding con sede a Cipro, e RN Privatstiftung in Austria, così come la rete Gazprom Germania.
Tali fronti, ha aggiunto, “non aggiungono alcun valore al prezzo del gas russo venduto sui mercati europei, ma il loro guadagno di enormi somme di denaro, scompare semplicemente attraverso società di comodo a Cipro e in Liechtenstein”.

Kupchinsky ha riferito alla commissione che “in Ungheria, ci sono aziende ombreggiate di legami con la criminalità organizzata che cercano di controllare ampi segmenti della distribuzione del gas per uso domestico e commerciale, che operano solo in favore di Gazprom”.
Questa è un nuovo tipo d’invasione.
C’è anche la prova che Putin ha reclutato alcuni membri della sua vecchia rete di intelligence nell’Oriente tedesco – Stasi – per costituire società di copertura in tutta Europa.
A settembre 2007 un rapporto investigativo del giornalista tedesco Hans-Martin Tillack ha scoperto che Gazprom Germania è “un club degli ex membri dei servizi di sicurezza della Germania dell’Est”.
Questa è la storia di un’invasione, una massiccia campagna pianificata con largo anticipo. Lo Stato Maggiore si trova lontano, a est, a Mosca, la capitale della Russia. L’area di destinazione è la Germania … e il resto dell’Europa occidentale – ha riportato Tillack.

Ma la storia di questa invasione è piena di ex ufficiali della Stasi e di ombrose figure. È una storia di società fittizie che non hanno nemmeno la buca delle lettere, sono aziende annidiate dentro altre aziende. L’impressione predominante? Che stanno nascondendo il flusso di fondi”.
Questa è un’invasione in cui molte delle elite occidentali ne sono disposte, o inconsapevolmente ne sono parte.
L’acquiescenza alla corruzione russa, con i fondi illeciti riciclati regolarmente in tutto l’Occidente, funziona a vantaggio del Cremlino sia a livello nazionale che a livello internazionale – hanno scritto Pomerantsev e Weiss.
Se la premessa dell’idea neoliberista della globalizzazione è che il denaro è politicamente neutrale, l’interdipendenza diventa un impulso verso un riavvicinamento, mentre l’armonia commerciale internazionale sublimerà la violenza e, il punto di vista russo, il denaro e il commercio usati come armi, con l’interdipendenza usata come un meccanismo d’aggressione, rimane la migliore delle ipotesi mercantili.

Il comunismo, nonostante i suoi difetti, tentava di fare appello agli ideali universali e alle aspirazioni umane; ma in pratica, agiva contro la natura umana, ora invece, gli appelli alla corruzione dell’istinto umano sono più vili, sono avidi. E purtroppo, spesso sono in sintonia con la natura umana, ragion per cui ciò rende la nuova minaccia potenzialmente più pericolosa e insidiosa della vecchia.
La corruzione non è solo una questione di buon governo; ora è una questione di sicurezza nazionale e deve essere trattata come tale.

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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