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26 settembre 2017

Margherita, dall’arte alla medicina


Un vecchio proverbio inglese dice che la Primavera non arriva, fino a quando non si possono calpestare almeno dodici margherite. La primavera è arrivata, le temperature si alzano e i prati iniziano a tingersi di piccole margherite, semplici fiori che hanno ispirato per secoli poeti ed artisti nella realizzazione delle loro opere. Molte donne portano il suo nome tra cui molte personalità storiche come Margherita di Provenza, la moglie di San Luigi IX, Margherita di Valois e la scrittrice Margherita di Novarra. Tra le personalità omonime ci sono anche scrittrici, scienziate ed attrici. Non mancano i personaggi letterali, come in “Hansel e Gretel” la famosa fiaba dei Fratelli Grimm.

A portare questo nome non sono solo le donne, ma la troviamo anche in cucina con la pizza Margherita e la Torta Margherita. Questo bellissimo fiore, veniva utilizzato dalle nobili donne nell’Antica Roma come decorazione. La margherita fu, in questo periodo storico, anche motivo di decorazione delle medaglie assegnate in premio ai soldati e ai gladiatori.

Questo diffusissimo fiore, oltre ad aver ispirato la letteratura, il cinema e la cucina ed essere stato utilizzato a fini decorativi, è stato utilizzato fin dai tempi antichi anche nella fitoterapia e nella omeopatia. Le sue proprietà erano note sin dall’antica Roma. Nel XVI secolo l’Erborista inglese J. Gerard classificò questo fiore come rimedio per la gotta – una artrite acuta provocata dal deposito di cristalli di acido urico. Utilizzata in ambito alimentare e quello cosmetico, la margherita viene tutt’ora impiegata nella medicina omeopatica. “Viene usata per strappi muscolari, distorsioni e contusioni comprese le contusioni profonde, tipo quelle subite dai giocatori di calcio – sostiene la naturopata Angela Ballarati nell’articolo postato su www.naturopataonline.org. La margherita, dunque, rappresenterebbe un valido aiuto naturale.

Viene anche somministrato, in un quadro completo dei sintomi, dai medici omeopati, per alleviare il dolore postoperatorio o per la congestione venosa – aggiunge.

Ad ammirare questo fiore, non potevano di certo mancare gli artisti che nei loro quadri hanno raffigurato la margherita in diversi contesti e paesaggi. Tra questi ricordiamo la recentissima installazione artistica «Loves me, loves me not – M’ama, non m’ama» dell’artista britannico Rohan Kahatapitiya costituita da un grande cubo contenente una margherita con i petali sospesi e ancorati a cavi d’acciaio in lieve movimento che è stata ammirata lo scorso weekend durante la settima edizione di «Fior di Città, Pisa in fiore» che, con tante altre installazioni artistiche, ha visto tutto il centro storico in un grande e colorato giardino fiorito.

Un piccolo fiore che ha affascinato e contaminato diversi settori. Da ammirare nel giardino di casa, la margherita può essere gustata come una deliziosa e sana tisana.


Tassount Zouhra

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