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24 settembre 2017

Putin nel Donbas


Nel mese di marzo, il tabloid tedesco Bild ha pubblicato un articolo sulla base di un documento segreto che rivela come le aree separatiste in Ucraina orientale siano da considerare sotto una nuova luce, cioè come “parti del territorio sovrano russo” – una posizione sempre sostenuta dal governo ucraino.

Il documento ottenuto dalla Bild è un rapporto di una riunione tenutasi nel mese di ottobre, dalla “Commissione Interministeriale per la fornitura di aiuti umanitari per le zone colpite nel sud-est delle regioni di Donetsk e Lugansk”. Il tabloid descrive chiaramente che i partecipanti alla riunione, non solo si sono concentrati sull’assistenza umanitaria, ma principalmente hanno discusso tutte le particolarità gestionali di un protettorato: finanze, politica economica, energia e trasporti, tassazione e commercio.
L’incontro, sempre secondo il Bild, ha avuto luogo sotto l’occhio vigile di quattro membri della polizia segreta russa (FSB) ed è stato presieduto dal politico russo Sergey Nazarov. I “titolari delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk” non erano presenti. In effetti, l’unico ucraino presente era un rappresentante del gigante dell’energia DTEK, di proprietà di Rinat Akhmetov, il più ricco oligarca del Paese.

La posizione negoziale ufficiale del Cremlino nei rapporti con l’Ucraina relativamente alla crisi in corso, è che vuole che Kiev debba concedere alle Repubbliche separatiste una notevole autonomia e il diritto di veto nella legislazione nazionale. Ciò richiede che l’Ucraina conceda uno status speciale alle regioni separatiste e che modifichi la sua costituzione – una variazione costituzionale, dopo la perdita di 10.000 vite, è improbabile che sia politicamente fattibile. In cambio, il Cremlino s’è impegnato a sostenere – ma solo dopo il cambio costituzionale – il governo nazionale ucraino affinché riassuma il controllo dei due territori sotto il controllo dei separatisti, così come il confine con la Russia.
In teoria, tra il governo di Kiev e i leader delle regioni separatiste, i negoziati sono in corso; l’Unione europea sta pressando ambedue i lati, compresa la Russia e, come un’eventuale ricompensa per il sostegno del Cremlino nello sforzo di pace, si tiene la possibilità d’abolire le sanzioni economiche.

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La Russia s’è offerta d’applicare quello che lei definisce come una sua “influenza limitata” per convincere i governi ribelli a cooperare; ma, se la Russia ha in realtà il pieno controllo delle regioni separatiste ed attivamente le sta integrando nella sua economia, come documenta il Bild, il Cremlino non può più essere considerato una parte esterna che sta tentando di influenzare un alleato poco collaborativo. Invece, grazie ai documenti rilasciati dal Bild, appare chiaro che i leader delle regioni separatiste sono, nella migliore delle ipotesi, dei pupazzi, e che le vere parti della negoziazione sono la Russia e l’Ucraina.
Niente di tutto ciò è una sorpresa per i funzionari di Kiev, che hanno a lungo sostenuto che le autorità separatiste, con le quali dovrebbero raggiungere un accordo, ricevono ordini dai loro superiori russi; ma potrebbe avere una notevole influenza sulla posizione assunta dai funzionari europei che stanno cercando di facilitare il processo.
La Russia, al fine di porre un cuneo tra l’Ucraina e l’Europa, sta cercando d’evidenziare in tutti i modi la riluttanza del governo di Kiev ad attuare i termini di Minsk 2. Il messaggio del Cremlino è che l’Ucraina è uno stato fallito e non è in grado d’implementare un accordo firmato ed accettato. In questo racconto, considerando che la Russia è un innocente operatore di pace che sta soffrendo sanzioni che non merita, il problema è la disfunzione politica ucraina.

Le rivelazioni del Bild cadono su un vuoto della discussione russa, e il Cremlino potrebbe contestare l’autenticità del documento o sostenere che è male interpretato: fornire aiuti umanitari al Donbas, è una grande impresa che richiede l’inserimento di numerosi ministeri e agenzie, tra cui l’FSB. Gli apologeti inoltre sostengono che il Bild ha una visione destrorsa, anti-russa e che sta curando gli interessi tedeschi, oltre che il documento sia sventolato da un tabloid – quindi da non prendere sul serio.
Il Bild però, ha già dimostrato precedentemente di poter fare un serio lavoro di indagine, come quando ha esposto che la Russia sta appoggiando l’economia della regione Donbass, paga gli stipendi, le pensioni e finanzia il territorio per creare posti di lavoro. I giornalisti del Bild sembrano anche aver fatto tutto quanto in loro potere per autenticare le note della riunione, anche se non le possono pubblicare interamente per paura d’esporre la loro fonte. Per quanto la Russia voglia respingere le conclusioni del giornale, le implicazioni di ciò che il Bild ha scoperto sono difficili se non impossibili da negare.

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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