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22 settembre 2017

Un ritorno al pensiero russo vecchio stile


Sicuramente Mikhail Saltykov-Shchedrin era un vero genio! Sembra che il suo progetto d’introdurre “una conformità di pensiero” in Russia, come descritto nel suo libro “La Storia di una Città”, sia in un modo incredibilmente veloce in corso d’attuazione nel regime di Putin. In questo mio lavoro affronto solo uno dei molti rapporti esistenti su questo argomento, ma penso che sia sufficientemente esauriente per caratterizzarne l’evoluzione.

Gli investigatori di Mosca – principalmente funzionari dell’FSB – hanno aperto un’indagine penale, contro ignoti per ora, perché secondo loro nella Biblioteca di letteratura ucraina a Mosca ci dovrebbero essere dei libri “nazionalisti”, “banderiti” e “estremisiti” che inneggiano contro la Russia. I funzionari nel loro rapporto, hanno spiegato che dovranno leggere e confrontare con l’attuale legislazione russa tutti i testi prima d’esprimersi su eventuali reati e, poi colpire i responsabili: ovviamente stanno lavorando duramente. Infatti, hanno già rilevato della “sedizione sovversiva” nei volumi che, a giudicare dalle carte dei servizi della biblioteca, sono stati prestati a dei clienti … nel 1998, nel 2000-03 – nonostante l’oggetto dell’indagine sia relativo a eventuali crimini commessi nel 2013-14-15.
Quali pubblicazioni “nemiche” sono state scoperte dagli investigatori russi ? Gli addetti alle indagini stanno includendo nei testi “sovversivi” i libri del classico autore ucraino Yevhen Gutsalo (1937-1995), tra cui il suo brillante lavoro – ben mirato! – “La mentalità dell’Orda” – il titolo, non chiede commenti, “l’Ucraina o La morte” e “Carestia in Ucraina”. Gli investigatori vogliono accuratamente conoscere tutti i lettori dei vari testi ritenuti “nemici” e coinvolgerli in procedimenti a loro carico con l’accusa di “estremissmo”, reato da poco tempo ampliato e reso più oppressivo.

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Come ben noto, lo stesso direttore della biblioteca, Natalia Sharina, è stata arrestata il 28 ottobre 2015. Contro di lei è stato aperto un caso ai sensi dell’articolo 282 del codice penale – incitamento all’odio etnico e denigrazione della dignità umana.
Secondo il comitato investigativo della Federazione Russa, la ragione dell’azione legale è “distribuzione di materiali estremisti vietati”, tra cui anche i libri di Dmytro Korchynskyi. Durante la perquisizione sono stati sequestrati libri riguardanti Stepan Bandera, così come la rivista Barvinok, che porta sulla sua prima pagina l’immagine di una bandiera rossa e nera. Il 30 ottobre 2015, la Corte Distrettuale di Tagansk in Mosca ha posto Sharina agli arresti domiciliari.

Il 5 aprile 2016, Sharina è stata accusata d’appropriazione indebita. Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato all’autorità di Mosca di bloccare i fondi della biblioteca e di preparare delle proposte per l’utilizzo degli stessi. Secondo fonti non ufficiali, ci sono piani per “riorganizzare” la biblioteca e per trasformarla in un centro multimediale riguardante i popoli slavi orientali.

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È schizofrenia? Beh, questa è la più mite delle definizioni che si possono usare per chiarire ciò che sta accadendo in Russia. Tutta questa fremente attività governativa assomiglia sempre più alle purghe del 1937, delle quali riecheggiano, oltre che i procedimenti giudiziari sommari, anche gli arresti ingiustificati e l’estremo arrivismo politico che è giunto, come nel caso di Boris Nemtsov, all’eliminazione fisica degli avversari diretti personali. Ecco uno dei tanti esempi che dimostrano quanto sia una questione urgente e pressante non più cercare di capire e giustificare la mentalità che sta rinascendo in Russia, cosa spesse volte fatta senza risultati concreti, ma forse che sia giunto il momento di fare una “forzata destalinizzazione” del Paese.

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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