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12 dicembre 2017

Un ponte a completamento dell’opera di Putin


Il completamento dell’annessione russa della Crimea terminerà con la costruzione di un ponte di 19 km che collega la regione di Krasnodar in Russia con la città di Kerch in Crimea. L’edificazione del ponte, le sue modalità di costruzione, l’inizio dei lavori e il suo proseguimento spiegano molto su come funzioni la caotica e corrotta Russia di Vladimir Putin – e in che modo ha funzionato per secoli – portando però a risultati sorprendenti.

I nazisti nel 1943, per prepararsi un’infrastruttura che concedesse la possibilità d’invadere da sud l’URSS, furono i primi a cercare di unire lo stretto di Kerch. I piani sono stati studiati e approvati dall’architetto personale di Hitler e suo ministro di fiducia, Albert Speer, mentre la costruzione è iniziata nello stesso momento in cui le truppe russe hanno spinto in dietro i nazisti. I tedeschi nella loro ritirata, per evitare che i russi usassero il ponte, lo hanno bombardato e demolito nei suoi punti cardine. Nel 1944 i sovietici, utilizzando supporti di legno, lo hanno terminato e nell’inverno del 1945 il ghiaccio se lo è inghiottito.
La costruzione di questo ponte è sempre stata un’idea importante a Mosca: le lunghe code per i traghetti fra il continente russo e la Crimea sono sempre state una continua necessità. Nel 2008 la Russia e l’Ucraina avevano deciso per una costruzione in comune, ma il costoso progetto li ha tenuti in stallo. Alla fine del 2013, prima dell’inizio della “Rivoluzione della dignità” era stato trovato un accordo per l’edificazione, ma il nuovo governo di Kiev, dopo l’annessione della Crimea, lo ha cancellato.

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Per la Russia, invece, il progetto è diventato un’urgente necessità. L’acqua della Crimea, i gasdotti, le ferrovie e le autostrade arrivano tutte dall’Ucraina. Rapidamente queste dipendenze, dopo l’annessione, si sono dimostrate molto problematiche, in quanto gli attivisti tartari di Crimea hanno impostato un blocco dei rifornimenti verso la Crimea e fatto saltare in aria al confine le torri di trasmissione dell’energia elettrica, tutte azioni in sintonia con Kiev. Allo stesso tempo, l’economia della Crimea, che si basa principalmente sul turismo, ha sofferto la mancanza dei turisti ucraini e l’incapacità di quelli russi di raggiungere la penisola.
Così, alla spicciolata, il governo russo s’è affrettato a commissionare la costruzione dell’opera. In modo tipico e ben noto, a meno di due settimane dopo che la Crimea aveva tenuto il suo finto referendum per aderire alla Russia nel marzo 2014, una delle società di proprietà di Arkady Rotenberg, un ex compagno di judo di Putin, s’è “aggiudicata” la gara di 384 miliardi rubli – 5.8 miliardi di dollari per la progettazione e costruzione del ponte.

L’appalto è stato vinto dall’azienda Stroigazmontazh, che fa parte di un gruppo di aziende specializzate nella costruzione di oleodotti e gasdotti: l’intera faccenda sembrava ridicola, costruire ponti non è mai stata una delle specialità di Stroigazmontazh. Inoltre, nel mese di gennaio 2015, il governo ha ridotto la stima dei costi a 212,5 miliardi di rubli: la manna petrolifera russa era finita e anche i più importanti progetti politici dovevano essere eseguiti nel modo più economico possibile. Il termine imposto da Putin per la consegna del ponte era dicembre 2018 e sembrava irraggiungibile. In condizioni normali, solo il disegno e il rilevamento geologico – c’è una faglia tettonica nello Stretto di Kerch – porta via un paio di anni.
Gli ucraini hanno dichiarato il progetto del ponte una fantasia o un dispositivo per sifonare una adeguata liquidità del governo a Rotenberg. “Non c’è modo di costruire un ponte lì – ha riferito nel marzo 2016 Roman Bessmertny, un funzionario ucraino che partecipa al gruppo di Minsk – i russi martelleranno in questi supporti per decenni. L’unica persona che aveva un piano realistico per quel ponte era Albert Speer, il ministro della costruzione tedesca”.

Eppure, Rotenberg ha sbloccato il suo compito. In un’intervista con il quotidiano Kommersant, ha sostenuto che il ponte di Kerch sarebbe stato il suo ultimo progetto, qualcosa che verrà ricordato e associato al suo nome, e che non avrebbe voluto fare guadagni sulla sua edificazione.
A febbraio, il governo russo ha approvato il progetto definitivo che Rotenberg aveva per lo più definito, con una nuova stima dei costi, ulteriormente ridotti a 211,9 miliardi di rubli. All’opera hanno lavorato 800 ingegneri e tecnici, come si conviene alla tradizione sovietica quando c’è da rispettare una scadenza politicamente motivata.
Il design, nel video di presentazione, appare maestoso, e Rotenberg non sta più nei suoi pantaloni – è il più lungo in Russia e, potenzialmente, il ponte combinato ferroviario-auto più lungo in Europa.

La costruzione del ponte è più avanti della tecnologia attualmente in vigore in Russia, per cui si è reso necessario acquistare tubi e supporti particolari che sono in vendita solo in Occidente, ma tutte le ditte di Rotenberg sono sotto sanzioni occidentali, quindi non in grado di poter perfezionare gli acquisti.
Alla fine di marzo, Rotenberg ha scovato in Russia l’unica azienda che potrebbe attuare il progetto: Mostotrest. Una ditta sovietica fondata nel 1930, la quale ha costruito la maggior parte delle grandi opere russe, questa non è sotto sanzioni, per cui lei è idonea ad acquistare l’attrezzatura necessaria.
Proprio come i mega progetti delle infrastrutture delle Olimpiadi invernali di Sochi, il ponte verrà costruito senza alcun riguardo dei tempi, con un sacco di pressione politica, un amico intimo di Putin che controlla le finanze e una società controllata dallo Stato che è riuscita a preservare i suoi pezzi sovietici. Sotto Putin, il paese ha messo a punto ogni nuova esperienza per la costruzione di schemi finanziari ombra, mentre il talento tecnologico deve ancora essere assemblato dalle organizzazioni di epoca sovietica, che sono in un qualche modo sopravvissute alle tempeste del 1990.

Come sostiene uno degli ingegnerei di Mostotrest, “credo che il ponte alla fine sarà costruito”, non verrà finito nei tempi previsti, il costo non sarà probabilmente sovraccarico e Rotenberg potrebbe dover coprire una parte delle spese di tasca propria; ma i mezzi di propaganda di Putin, come faceva una volta la stampa sovietica, canteranno peana per le gesta eroiche dei lavoratori e gli ingegneri che costruiscono il ponte. Il ponte resterà come un monumento al progetto di rilancio sovietico di Putin, e come un’eco di disagio di un progetto iniziato dai nazisti, ma che non sono riusciti a finire.

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