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19 novembre 2017

Tra la Russia e l’Occidente


L’Ucraina, considerati i molti aspetti contingenti, deve crearsi una sua propria strategia, una serie di obiettivi generali e realistici che servano come una autostrada per la sua geopolitica e lo sviluppo culturale ed economico dei prossimi 20 anni. La guerra in corso con la Russia ha ampiamente dimostrato che l’Ucraina non può più ritenere che le cose s’aggiustino da sole, né può cercare d’aver buoni rapporti con tutti: l’invasione russa della Crimea e del Donbas orientale significano che l’Ucraina deve iniziare a scegliere, sia i lati con i quali stare, che le azioni che possono promuovere i suoi interessi a lungo termine.
La storia ha lasciato molte lezioni all’Ucraina. Dopo il crollo nel XIII secolo dello stato Rus’ di Kiev, il territorio ucraino è sempre stato sottoposto ad ondate d’espansione imperiale di aggressivi Stati vicini: i mongoli, lituani, polacchi, moscoviti, ottomani, austriaci, tedeschi e russi bolscevichi. Ogni invasione ha distrutto le istituzioni politiche e sociali, e la maggior parte di queste hanno anche prodotto un’enorme miseria umana. Ogni aggressione è finita solo dopo che l’impero in questione si era smembrato, sconfitto, o trasformato in uno stato-nazione limitato.

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L’unica eccezione è la Russia di oggi. Nonostante le discontinuità storiche tra la Russia zarista e l’Unione Sovietica, sia per dimensioni che inclinazioni espansionistiche, l’attuale Russia è praticamente la somma d’entrambi. L’espansione, può essere il prodotto d’immutabili realtà geopolitiche che hanno da secoli inorgoglito i politici russi, oppure può essere il prodotto di unità imperiali russe passate e presenti; ma, per quanto riguarda l’Ucraina, entrambe le possibilità portano alla stessa conclusione: la Russia è, e rimarrà, una minaccia per la sua sicurezza e sopravvivenza. La Russia potrebbe cessare di essere una minaccia esistenziale solo se inizia un cammino verso la democrazia e si mette a suo agio con se stessa e con il mondo circostante.
La storia ha anche un’altra lezione per l’Ucraina: l’Occidente o, più specificamente l’Europa, vede l’Ucraina come un bersaglio da essere sfruttato (la Germania in entrambe le guerre mondiali) o come un oggetto d’indifferenza (l’Unione europea e il suo predecessore, la Comunità economica europea, l’hanno vista così da quando l’Ucraina ha avuto la sua indipendenza). Eppure l’Ucraina è un interesse strategico di vitale importanza per la sicurezza, la stabilità e la sopravvivenza dell’Europa: l’esistenza dell’Ucraina garantisce che le insicurezze e gli appetiti imperiali russi siano sempre più piccoli della forza europea.

L’incapacità di comprendere questa elementare realtà geopolitica deriva dall’ancora diffuso punto di vista degli europei orientali – anche tra i membri dell’UE – che ritengono che gli ucraini siano politicamente immaturi nei confronti dei loro “vicini europei”; mentre l’atteggiamento dell’Europa occidentale verso l’Ucraina tende ad essere ancora più condiscendente, in generale poggia sulla convinzione che gli ucraini non saranno mai “come loro”.
La storia suggerisce anche che l’Ucraina dovrebbe essere scettica della capacità europea d’agire come un corpo unico quando si tratta di Russia. La disunione è la norma storica dell’Europa, a partire dal Sacro Romano Impero, le incessanti competizioni franco-tedesche fino alle numerose tensioni tra i piccoli Stati del continente. Anche se l’Unione europea dovesse rinnovare l’ultimo round di pressioni contro la Russia, è probabile che alla fine emerga come un insieme di diverse entità. Essa è capace di prendere decisioni piccole; ma cade in difficoltà se diventano più grandi. Questa Europa comunque, non è l’entità a cui aspira l’Ucraina: un club franco-tedesco fortemente unito non può essere utile a nessuno, mentre un Commonwealth estremamente allentato è di scarsa utilità per tutti. Questo non significa che l’Ucraina dovrebbe abbandonare le sue aspirazioni europee – i valori europei e la dedizione alle regole della legge rimangono aspirazioni meritevoli in ogni circostanza; ma significa che l’adesione all’Europa tra cinque o dieci anni potrebbe avere un diverso significato.

Infine, un’altra lezione storica è l’atteggiamento americano verso l’Ucraina, cioè un’espressione che sarà in gran parte in funzione delle relazioni Stati Uniti-Russia. Quando queste relazioni sono buone, l’Ucraina s’allontanerà dall’ordine del giorno degli Stati Uniti; quando questi rapporti sono cattivi, come oggi, l’Ucraina acquista un’importanza strategica per Washington. Gli Stati Uniti saranno inevitabilmente gli amici dell’Ucraina nel “cattivo tempo”.
Le imperative realtà geopolitiche che si confrontano nell’Ucraina di oggi e nel prossimo futuro sono quindi tre: la continua minaccia esistenziale posta dalla Russia, la continua inaffidabilità dell’Europa e la subordinazione della politica ucraina agli Stati Uniti in funzione delle relazioni americano-russe. L’Ucraina dovrebbe quindi ragionevolmente formulare una strategia vincolata alle sfide e alle opportunità che rappresentano queste realtà.

La prima e la più evidente e che l’Ucraina deve avere delle forze armate abbastanza forti per dissuadere qualsiasi piccolo attacco russo o una guerra nucleare su vasta scala. L’esercito ucraino dovrebbe essere ristrutturato e armato abbastanza bene per scongiurare qualsiasi attacco di carri armati o di aerei, in pratica essere capace di rispondere a tali minacce provenienti da Mosca. Al centro di questo problema si pone la questione se l’Ucraina debba avere un esercito di leva o una piccola forza professionale con una serie di fortificazioni stazionarie e una strategia difensiva mobile; oggi, il parere degli esperti, suggerisce che una forza mobile altamente professionale sia la soluzione migliore per l’Ucraina; ma tale esercito è altamente costoso.
In secondo luogo, l’Ucraina dovrebbe avere un’economia in grado di sostenere il massiccio sforzo militare e riuscire a fornire alla popolazione un tenore di vita adeguato. Oggi, l’Ucraina dovrebbe approfittare della guerra economica russa, tra cui l’embargo su una serie di prodotti ucraini, per ridurre al minimo i suoi legami economici con Mosca, pur aprendo al massimo la sua economia al resto del mondo. In particolare l’Ucraina, dopo aver ridotto drasticamente dal 2014 le importazioni di gas dalla Russia, deve assicurarsi per sua sicurezza, di non diventare mai più dipendente dalla Russia per il suo fabbisogno energetico.

Armed men in military fatigues block access to a Ukrainian border guards base not far from the village of Perevalne near Simferopol on March 2, 2014. About 1,000 armed men surrounded the base of the 36th detached brigade of the Ukrainian Navy's coastal guards today in a tense standoff in the flashpoint Crimea peninsula. Ukraine's new leaders announced a full mobilisation of the army today, a day after Moscow officially approved the deployment of its troops to its western neighbour. AFP PHOTO / GENYA SAVILOV (Photo credit should read GENYA SAVILOV/AFP/Getty Images)

In terzo luogo, l’Ucraina dovrebbe contrastare il soft power russo che la sta sovvertendo. La chiave dell’aggressione del soft-power russo è l’idea che ci sia un “mondo russo” composto da tanti russi e che il Cremlino sia obbligato a proteggerli. C’è solo un modo per qualsiasi paese per non rimanere intrappolato in questo “mondo russo”: ridurre gradualmente l’uso della lingua russa e sostituirlo con l’utilizzo della lingua madre. Così, anche l’Ucraina deve, come gli Stati Baltici, rendere l’ucraino e l’inglese (o altro idioma) le lingue del discorso pubblico di tutti i giorni e ridurre il russo ad una sempre più sconfinata lingua di famiglia fino al suo esaurimento fisiologico. Un tale cambiamento può essere introdotto senza violare i diritti umani o culturali usando l’ucraino come unica lingua nelle forze armate, nelle istituzioni pubbliche e nelle scuole.
Le relazioni estere dell’Ucraina dovranno essere strutturate intorno a queste tre realtà geopolitiche e, dal momento che la Russia sarà sempre una minaccia, e l’Europa probabilmente rimarrà inaffidabile, l’Ucraina dovrà concentrare i suoi sforzi su alleanze con paesi che possono avere delle scelte geopolitiche altrettanto sgradevoli: Bielorussia, Estonia, Lettonia, Lituania, Moldavia, Polonia e Romania che sono stati a lungo nel sandwich della Germania e la Russia e sottoposti alle loro aspirazioni imperialiste. Ora la Germania è benigna, e la Russia, anche se espansionista e appoggiata al regime fascistoide profondamente corrotto e instabile costruito da Putin, è economicamente e politicamente debole. Nel frattempo, gli Stati prima nominati hanno per la maggior parte costruito istituzioni e politiche economicamente stabili. Nei primi anni 1990, l’allora presidente ucraino Leonid Kravchuk sosteneva una visione di una alleanza Baltico-Mar Nero. Ciò non si è mai materializzato perché comprensibilmente, i vicini occidentali dell’Ucraina hanno optato per l’adesione all’UE e alla NATO, ma questa visione, dopo l’aggressione di Putin e la anemica risposta dell’Occidente, è stata recentemente resuscitata come “progetto Międzymorze”. Idealmente, gli stati Międzymorze includerebbero anche la Turchia.

Naturalmente, l’Ucraina deve continuare a mantenere le migliori relazioni possibili con l’Europa, la Russia e Stati Uniti. La diplomazia è importante; ma nessuna quantità o qualità di diplomazia ucraina potrà trasformare la Russia in un vicino amico. Come suggerisce la storia, solo la trasformazione della Russia in uno stato più piccolo e non imperiale potrà costruire una “amicizia” con la Russia; né la diplomazia ucraina riuscirà a convincere l’Europa occidentale che gli ucraini sono degni di un futuro europeo, come i tedeschi o i francesi: solo un’Ucraina ricca e potente sarà in grado di farlo. La diplomazia ucraina diventa quindi importante verso gli Stati Uniti: Kiev dovrebbe concentrarsi sulla promozione di più profondi legami economici e culturali con gli Stati Uniti, ricordando che una minaccia esistenziale della Russia verso l’Ucraina è una minaccia strategica per gli Stati Uniti.

Il divorzio politico, economico e culturale dalla Russia, l’integrazione con il mondo e la costruzione di alleanze con l’Europa orientale, la Turchia e gli Stati Uniti sono i tre componenti di una grande strategia che potrebbero garantire la sicurezza e la sopravvivenza dell’Ucraina nei prossimi due decenni. Se, e quando il regime di Putin si conclude, la Russia probabilmente crollerà e quando la polvere si depositerà, solo allora l’Ucraina dovrebbe iniziare a riconsiderare una nuova grande strategia; ma fino ad allora, la sua priorità deve essere impostata sul divorzio da Putin.

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