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19 novembre 2017

SHAKESPEARE: LA VITA SCONOSCIUTA DI UN’ARTISTA LEGGENDARIO


Il 23 aprile si è commemorata la morta di un grande attore e drammaturgo, William Shakespeare. Da allora, sono passati ben 400 anni dalla sua morte.

Tutti nel mondo possono dire di conoscere le sue opere, almeno per sentito dire. Da Romeo e Giulietta, la storia d’amore contrasta che è diventata oggetto di un gran numero di opere cinematografiche e teatrali, ad Amleto e Macbeth. Questi sono solo pochi dei drammi storici, noti a tutti, che scrisse Shakespeare; la sua opera teatrale è stata ben più vasta e consta circa di 37 opere teatrali, tra commedie e tragedie, e 147 sonetti e altre opere.

Nonostante la sua florida quantità di scritti, oggi sappiamo davvero qualcosa della sua vita privata? La sua identità sembra infatti oscura, è diventata quasi una leggenda. Molti si sono posti questo quesito, e i contemporanei hanno tracciato due filoni di pensiero riguardo alla sua vita così enigmatica: chi, da una parte, crede che un umile attore, di grande talento, sia diventato il grande drammaturgo oggi conosciuto e chi, invece, pensa non sia probabile che un’ignorante, un “sempliciotto” sia stato capace di tale impresa, e che al contrario si celi nella sua identità qualcun altro o addirittura più di uno.

Generalmente si colloca la nascita di Shakespeare il 23 aprile del 1564, a Stratford-Upon-Avon. Terzo di otto figli, nacque dall’unione di John Shakespeare, commerciante di pelli e un’ereditiera, Mary Arden. Sulla sua educazione aleggia già un velo di mistero; probabilmente frequentò la “free grammar school” a Startford, opinione fortificata dalla sua conoscenza del latino e del greco nonché, a giudicare dalla qualità delle sue opere, dal suo livello di educazione, che di per certo deve essere stata varia e solidissima.

Di notizie certe ne abbiamo comunque qualcuna come il matrimonio contratto con Ann Hathway, dalla quale ebbe tre figli. La figura di Shakespeare come padre e marito ci è sicuramente un po’ ostica, per non dire estranea; ci è difficile infatti paragonare la sua figura con un qualsiasi uomo del suo tempo, un padre di famiglia, magari autoritario, attento alle doti delle figlie, pressoché analfabete (all’epoca infatti non era usanza che le donne fossero istruite e Shakespeare si adegua perfettamente alle regole del tempo) e alla fortuna del figlio. Purtroppo dal punto di vista famigliare, la vita del nostro poeta non è stata baciata dalla fortuna; il suo unico figlio maschio, Hamnet, morì a soli undici anni, le sue due figlie femmine, Susannah e Judith si sposarono ma purtroppo la loro prole si estinse 25 anni dopo dalla morte del nostro poeta.

Sicuramente ben vista dalle stelle è la sua vita letteraria e artistica, nel 1592 è risaputo infatti, che dopo essersi trasferito a Londra, cominciò in modo proficuo la sua attività di attore e drammaturgo; si acquistò di sicuro una certa fama, tanto da attirare su di sé il favore del conte di Southampton, a cui dedicò i suoi primi poemi narrativi e i sonetti. Nel 1595 raggiunse invece un grande traguardo, entrando nella Lord Chamberlain’s Company, che in seguito contribuì alla costruzione del Globe Theatre.

Shakespeare diventò così tanto conosciuto e famoso da aver persino la fortuna di vedersi pubblicare le sue opere, anche in edizione economica; riuscì senza dubbio a costruirsi una buona fortuna, da godersi nella vecchiaia. Raggiunse l’obiettivo a cui ogni artista ambisce, si costruì con il proprio lavoro una piccola fortuna che gli permise di acquistare una grande casa a Stratford, conosciuta con il nome di New Place, nel quale passò gli anni della sua vecchiaia in tranquilla beatitudine fino alla sua morte, datata nel 23 aprile del 1616. Si lasciò inoltre dietro di sé una cospicua eredità che lasciò interamente alla moglie e alla figlia Susannah.

Vi è sicuramente la remota possibilità che la sua data di nascita e di morte, in realtà, non coincidano; più che altro si tratta sicuramente di un sogno romantico da parte degli studiosi e dei letterati, che forse per convenzione hanno collocato nello stesso giorno la data della sua nascita e della sua morte. Chi siamo noi per contraddire un’idea così romantica?

Shakespeare, da quello che possiamo costatare, è stato un marito, probabilmente amorevole, un padre, forse autoritario, sicuramente un abile scrittore di opere teatrali e di poemi in genere, e un incredibile attore. Conobbe la fama in vita, ma non per questo si preoccupò di mantenerla nel suo futuro, atteggiamento di sicuro inusuale per un artista; possiamo supporre perciò che si preoccupò solo del suo presente, godendosi ogni attimo e di sicuro facendo fede alla massima “Carpe diem”. Di sicuro non avrebbe preso alla leggera la faccenda se avesse saputo che avrebbe influito così drasticamente nella letteratura e nella lingua inglese di oggi; non solo infatti ha utilizzato per primo moltissime parole, ma ne ha inventate anche di nuove, entrate oggi nel dialetto comune.

Per fortuna si circondò di validi amici e colleghi che, per preservare la sua abile opera, nel 1623, resero possibile la pubblicazione di un first folio che raccolse tutte le sue opere, per trasmetterle ai posteri; in questo modo riuscirono a rendere immortale il suo genio universale, un genio capace di trasmettere nelle sue opere tutti i sentimenti, le virtù e i difetti dell’uomo, indagando quasi dal punto di vista metafisico l’identità filosofica dell’essere umano, e, più in generale, il mistero stesso della vita.

MIRIANA CAPOZZELLI

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