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24 settembre 2017

Le malattie mentali


Boris Nemtsov non si è mai preoccupato della sua sicurezza: lui, come vice primo ministro durante la presidenza di Boris Eltsin, aveva garantita la sua incolumità da un accordo raggiunto con Putin, nel quale si prevedeva che la famiglia di Eltsin e tutti i suoi funzionari governativi sarebbero stati controllati a vista. Alcuni critici del governo sono spesso morti all’estero o in carcere – per esempio, il giornalista investigativo Anna Politkovskaya che è stata uccisa come regalo di compleanno di Putin; ma Nemtsov, nonostante i suoi acuti attacchi al regime e alle sue rivelazioni sulla diffusa corruzione, è sempre rimasto incolume.

Quattordici mesi fa però, Nemtsov è stato assassinato in stile esecuzione a pochi passi dal Cremlino, in quella che, probabilmente è la zona di sicurezza più strettamente controllata di tutto il mondo. Putin prontamente è scomparso ed è rimasto rintanato per un paio di settimane. Nel frattempo, un incompleto – e rapidamente annullato – studio, assieme a fondate prove, hanno fortemente suggerito che l’omicidio di Nemtsov fosse stato organizzato dalle guardie del corpo personali di Putin, comandate da Viktor Zolotov, ed eseguito da ufficiali dell’esercito privato del leader ceceno, Ramzan Kadyrov. Ci sono pochi dubbi che l’omicidio di Nemtsov non fosse stato personalmente ordinato dal presidente della Russia.
Perché?

Pochi mesi prima d’essere ucciso, Nemtsov ha descritto Putin come un “pazzo criminale, uno completamente malato di mente”: il video è andato virale su Internet.
C’è stato un tentativo, con dei fumetti scherzosi, d’attaccare Nemtsov con un articolo che sosteneva che ai funzionari di governo è vietato insultare i colleghi, il testo però, seppur completo di una revisione linguistica effettuata da esperti di lingua della commissione d’inchiesta, oltre che essere apparso come una buffonata, ha solo che aumentato la pubblicità.
Uno scherzo puerile, in voga quando io ero giovane, aiuta a spiegare l’omicidio di Nemtsov. A Mosca, un ubriaco è inciampato e si è messo a imprecare a squarciagola: “Krusciov è un idiota!”. L’uomo è stato immediatamente arrestato, processato e condannato a quindici giorni di detenzione per condotta disordinata, ma gli sono stati anche inflitti dieci anni di lavori forzati per aver rivelato un segreto di Stato.
Ora, le ultime rivelazioni dei “Panama Papers”, pubblicate dal gruppo di giornalisti OCCRP, e in particolare il dettaglio tra il legame tra i due Sergei, l’avvocato di Hermitage Capital Management, Sergei Magnitsky, e l’amico d’infanzia di Putin, il violoncellista Sergei Roldugin – hanno dato conferma della informale diagnosi di Nemtsov: l’uomo che dirige la seconda potenza nucleare del mondo è davvero folle – probabilmente nel senso clinico.

George W. Bush, che notoriamente quando ha guardato negli occhi Putin, ha dichiarato “sono rassicurato dall’animo che ho scoperto nell’uomo”; non trova conforto con le sensazioni che emanano i Panama Papers: sono tutt’altro che rassicuranti, mettono paura.
Gli OCCRP hanno dimostrato – molto circostanziatamente, e in modo estremamente convincente – che una parte del denaro rubato al governo russo da un gruppo di funzionari del fisco di medio livello, è finito su un conto off-shore nominalmente detenuto da Roldugin, ma appartenente a molti altri funzionari. Com’è ben noto, l’avvocato Magnitsky è stato imprigionato dopo aver scoperto e rivelato molte pecche di corruzione del regime, e venne ucciso all’età di 37 anni mentre era in detenzione preventiva nel 2009.
Finora in questo non c’è niente di folle, sono solo dei fatti semplicemente squallidi: un dittatore che immagazzina i suoi guadagni illeciti all’estero, in conti bancari segreti in tutto il mondo; anche se un “grande dittatore” non è già di per se stesso molto equilibrato mentalmente.

Ma, ciò che rende il caso Magnitsky folle, è quello che è avvenuto in seguito. Un dittatore sano di mente non avrebbe dichiarato l’intero episodio come una pietra miliare nella lotta contro la corruzione; invece Putin, s’è fatto carico personalmente del caso, ha insabbiato tutti i soggetti coinvolti nello schema, ha lasciato liberi coloro che erano coinvolti nell’omicidio dell’avvocato, permettendo loro di godersi i guadagni illeciti e in più li ha onorati promuovendoli nel loro campo lavorativo.
Ma l’irrazionalità di Putin è continuata: a Magnitsky nel 2013 è stato fatto un processo postumo!
C’è più di un soffio di schizofrenia in tutte le politiche di Putin. Egli sta sistematicamente distruggendo le istituzioni russe, trasformandole in feudi per burocrati senza scrupoli e bande criminali; sta distruggendo il sistema dell’istruzione e dell’assistenza sanitaria, i servizi di emergenza, la polizia e i militari. Dopo aver sperperato la ricchezza dello Stato derivata dal petrolio durante l’era dei prezzi alle stelle, ora sta facendo di tutto per mettere l’economia del paese in ginocchio; ha distrutto il sistema bancario privato e ha obbligato tutti coloro che hanno una decente formazione professionale o culturale a fuggire dal paese.

U.S. Republican presidential candidate Donald Trump takes the stage at a campaign rally in Windham, New Hampshire, January 11, 2016. REUTERS/Brian Snyder - RTX21VNU

U.S. Republican presidential candidate Donald Trump takes the stage at a campaign rally in Windham, New Hampshire, January 11, 2016. REUTERS/Brian Snyder – RTX21VNU

Egli ha invaso un paese vicino e si è coinvolto in un conflitto internazionale, anche se la Russia manca di mezzi tecnologici ed economici per intraprendere una guerra moderna; si è auto investito del diritto di ridisegnare i confini internazionali, mentre il suo paese sottosviluppato si siede su dei territori che in precedenza appartenevano a Finlandia, Germania, Turchia, Ucraina, Cina e Giappone, solo per citarne alcuni.
Tuttavia, lui è del tutto convinto d’essere un patriota e un salvatore, colui che difende dalle aggressioni estere e che ripristinerà la grandezza del suo Paese; apparentemente si vede anche come un buon cristiano. Si tratta di un chiaro caso di schizofrenia paranoide.
Ogni nazione ha il governo che si merita – o, in alternativa, si merita il governo che ha!
Ma ciò che è ho elencato precedentemente, è solo una metà della verità. I leader politici, promuovendo alcuni funzionari, influenzano le istituzioni politiche e sociali, hanno un impatto sulla cultura e le arti, hanno il potere di cambiare nel bene o nel male le nazioni; come d’altra parte ne consegue che i governanti malati di mente – come Hitler e Stalin – infettano intere nazioni.

Il giornalista russo Nikolai Klimeniouk, all’inizio del 2012, spiegando che il clima nel paese era palpabilmente cambiato, ha raffrontato i quattro anni di presidenza di Dmitry Medvedev e le prime settimane del terzo mandato di Putin. Anche se Medvedev, scrive il giornalista, fosse stato “un semplice segnaposto, un incapace, un maldestro idiota privo di potere reale, aveva portato con sé un dolce tenore umano, invece il ritorno di Putin ha trasformato la Russia in una nazione cattiva e arrabbiata”.
Da allora, Putin è stato colpito profondamente nella sua testa e sta trascinando tutto il paese nella sua malattia mentale. Ogni trasmissione televisiva ed ogni notizia che proviene dalla Russia, urla di follia – niente di più che il colore arancione-nero dell’isteria annuale pseudo-patriottica che sta per essere scatenato il 9 maggio, nell’anniversario della vittoria sulla Germania nazista. La Russia oggi nel suo complesso assomiglia più a un manicomio dove i detenuti hanno sopraffatto il personale e hanno stabilito le proprie regole. Si può sostenere che questo particolare asilo sia anche pieno di persone sane di mente, come i propagandisti della TV, Dmytro Kiselyov e Vladimir Solovyev, che cinicamente sfruttano lo stato di salute degli altri per un guadagno personale; tuttavia, questo tipo di comportamento suggerisce che ci sono degli ulteriori e più gravi problemi di salute mentale.

Ma prima d’iniziare a criticare la Russia, non dimentichiamo che la democrazia più potente del mondo, gli Stati Uniti, sta attraversando un processo abbastanza simile. Mentre i russi stanno sostenendo in piazza in modo schiacciante il loro pazzo leader, gli americani sono attivamente esposti per un altro maniaco, Donald Trump. Un uomo universalmente liquidato come un buffone narcisista solo 10 mesi fa, ora invece è in procinto di vincere la nomination repubblicana alla presidenza – e il suo cammino verso la vittoria è sempre più trionfante. Un recente sondaggio ha mostrato che sta guadagnando contro il più probabile candidato democratico Hillary Clinton.

L’era intorno al 1930 è stata riconosciuta come “l’Età dei dittatori”, così il nostro tempo potrebbe passare alla storia come “l’Età dei pazzi furiosi”.

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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