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26 settembre 2017

Correggio e Parmigianino: due Parmensi a Roma


In mostra alle Scuderie del Quirinale la Parma di metà Cinquecento affrescata e ritratta da due grandi maestri

Correggio (Antonio Allegri) Ritratto di Dama/Portrait of a Lady Olio su tela/Oil on canvas 103 x 87.5 cm. San Pietroburgo, The State Hermitage Museum/Saint Petersburg, The State Hermitage Museum Photograph © The State Hermitage Museum /Vladimir Terebenin

Circa cento opere, provenienti dai più importanti musei del mondo e da collezioni private finora inaccessibili, per raccontare a Roma, presso le Scuderie del Quirinale, il fervore artistico e culturale che, in pieno Rinascimento, ha interessato la città di Parma. Non solo Firenze, Venezia e Roma. La mostra, Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Cinquecento, visitabile fino al 26 giugno, punta l’accento sull’importanza del ruolo che la città emiliana ha avuto nello sviluppo del Rinascimento italiano alla pari dei tre grandi poli culturali.

Un successo raggiunto soprattutto grazie all’opera di due grandi artisti locali: Antonio Allegri e Francesco Mazzola, passati alla storia dell’arte come il Correggio e il Parmigianino.

Attorno ai loro dipinti e disegni ruota l’intero percorso espositivo che se, da un lato, pone l’accento su due personalità molto distinte, equivalenti a due approcci altrettanto differenti, dall’altro, si sofferma sull’evoluzione che caratterizza il processo produttivo di entrambi. Dalla trasformazione dello stile alla poetica, passando per il soggetto in assoluto più rappresentato, la figura umana, l’intera rassegna segue in ordine cronologico questi mutamenti.

Correggio (Antonio Allegri) Noli me tangere olio su tavola (trasportata su tela)/Oil on panel (transferred to canvas) 130 x 103 cm. Madrid, Museo Nacional del Prado © Photographic Archive. Museo Nacional del Prado, Madrid

Dieci sale espositive per raccontare un “confronto che non esagera ma illumina le differenze”, come riporta il curatore della mostra David Ekserdjian. Quelle tra la forte carica emotiva del Correggio, in grado di restituire perfettamente l’ampia gamma dei sentimenti umani, e il relativo distacco delle figure immortalate dal Parmigianino nella loro eleganza di movenze e pose.

Ed ecco che se il primo è in grado di restituirci sia il dolore della Madonna per la morte del figlio che la gioia della Vergine Maria di fronte al miracolo della maternità, in opere quali la Madonna di Barrymore e il Commiato di Cristo, il talento del secondo si esprime nella raffinatezza e nella grazia dei soggetti dipinti in la Madonna di San Zaccaria e la Conversione di Saulo. Per raggiungere poi l’apice in un altro genere: la ritrattistica, in cui supera lo stesso Correggio. Ritratti quali la celeberrima Schiava turca e la misteriosa e sofisticata Antea ne sono una dimostrazione.

Un confronto che si esplica tutto intorno a due grandi temi: quello religioso, alla base della maggior parte della produzione artistica rinascimentale, e quello mitologico. Appartengono alla prima categoria la rivelazione del Cristo alla Maddalena in Noli me tangere del Correggio, la Pala di Bardi (1521) realizzata dal Parmigianino all’età di sedici anni e conservata nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Bardi e il monumentale San Rocco dipinto dallo stesso per la Basilica di San Petronio a Bologna.

Parmigianino (Francesco Mazzola) Madonna di San Zaccaria olio su tavola/Oil on panel 74 x 60 cm. Firenze, Galleria degli Uffizi/Florence, Galleria degli Uffizi © Ministero dei Beni e le Attività Culturali


Per quanto riguarda le opere a sfondo mitologico spiccano soprattutto le due tele del Correggio: Educazione di Amore (1522-1525), raffigurante Mercurio che in presenza di Venere insegna al figlio Cupido a leggere, e Danae (1530-1534), una delle quattro tele sul tema degli amori di Giove, che cattura il momento in cui il dio sta per congiungersi a Danae.

Un confronto che ritorna anche quando si parla di disegni. La mostra accoglie, infatti, accanto ai numerosi dipinti dei due artisti una serie di disegni che se, da un lato, sottolineano l’approccio funzionale del Correggio, dall’altro, evidenziano il bisogno quasi ossessivo del Parmigianino di esprimersi anche attraverso questa tecnica.


Se per il Correggio il disegno è principalmente uno strumento preparatorio alla base di opere da realizzare con altre tecniche, dalla scultura alla pittura, in Parmigianino è evidente l’ampio ricorso al disegno per puro diletto. Ed ecco che, accanto agli studi preparatori, impressi su carta per puro piacere si susseguono anche scene di vita quotidiana, immagini erotiche e panorami in grado di esaltare la bellezza del paesaggio.

Oltre ai capolavori dei due maestri la mostra passa in rassegna anche opere non meno importanti, sebbene poco conosciute, di altri quattro talentuosi artisti della Scuola di Parma: Michelangelo Anselmi, Francesco Maria Rondani, Girolamo Mazzola Bedoli e Giorgio Gandini del Grano.

Info e prenotazioni

Scuderie del Quirinale
Via XXIV Maggio 16 – Roma

Sito web: www.scuderiedelquirinale.it
Tel.: +39 0639967500

Orari

Dalla Domenica al giovedì dalle 10 alle 20

Venerdì e sabato dalle 10 alle 22:30

! La biglietteria chiude un’ora prima e non si effettua chiusura settimanale.

Biglietti

Intero: 12 euro

Ridotto: 9,50 euro

( Concetta Prencipe )

Correggio (Antonio Allegri) Ritratto di uomo leggente/Portrait of a Man with a Book olio su carta incollato su tela/Oil on paper stuck down on canvas 60.2 x 42.5 cm. Milano, Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco, Pinacoteca Raccolte d’Arte Antica, Pinacoteca del Castello Sforzesco, Milano – Copyright Comune di Milano, tutti i diritti riservati

Francesco Mazzola, il Parmigianino. Ritratto di giovane donna detta “Schiava turca”, 1532 Parma, Galleria Nazionale Foto su concessione del Ministero dei i Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Polo museale dell’Emilia Romagna

Parmigianino (Francesco Mazzola, detto il) (Parma 1503 – Casalmaggiore, 1540) Antea olio su tela / Oil on canvas Napoli, Museo di Capodimonte

Correggio (Antonio Allegri, detto il) Correggio, 1489? – Parma,1534 Danae olio su tela / oil on canvas Roma, Galleria Borghese

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