Vai a…

Ua-Time

Supplemento giornalistico web

Ua-Timesu Google+RSS Feed

26 settembre 2017

La politica energetica dell’Europa è un fallimento?


Per l’Europa è stato un anno difficile, o forse più esattamente un decennio di tante difficoltà: gli attacchi terroristici di Londra, Madrid e altrove hanno preso un tributo, come hanno fatto le guerre in Iraq e in Afghanistan; ma le cose si sono veramente messe molto male con la grande recessione e la sua prolungata durata, tra cui le gravi crisi economiche, in ​​gran parte nella parte meridionale del continente. Il trambusto è nato a seguito delle aggressioni di Vladimir Putin contro l’Ucraina, nonché dall’intensificazione dei conflitti siriani, libici e yemeniti con le loro tragiche conseguenze umane, tra cui i massicci spostamenti di persone che hanno creato il più grande flusso di rifugiati dalla seconda guerra mondiale. I recenti attentati a Parigi e Bruxelles hanno aggiunto buio e paura. Questa storia recente, insieme con l’avvento delle politiche nazionalistiche ha ripiegato l’Europa su se stessa in quasi tutti gli Stati membri, rendendo facile lo scoramento e le preoccupazioni che l’intero progetto europeo sta fallendo.

A dire il vero, queste ansietà appaiono molte volte. L’Europa da alcuni è percepita, tra cui il candidato presidenziale repubblicano americano Donald Trump, come un gruppo di stati che non hanno investito abbastanza nella propria sicurezza, dal momento che gli alleati della NATO stanno investendo meno del 1,4 per cento del loro PIL per le forze armate, mentre gli Stati Uniti spendono due volte tanto; tuttavia, non dobbiamo perdere di vista i vantaggi chiave e strutturali degli importanti successi politici che hanno portato l’Unione dov’è oggi. Ad esempio, i recenti progressi europei nella politica energetica sono stati un bene significativo non solo per la resilienza economica ed energetica, ma anche per la gestione collettiva della minaccia revanscista russa.
Per molti anni, gli analisti e i politici si sono dibattuti sulla questione della dipendenza dell’Europa dal gas naturale russo, ma oggi, questo problema è sostanzialmente risolto. La Russia fornisce solo un terzo di gas all’Europa. È importante sottolineare che l’infrastruttura interna europea per il trasporto di gas naturale in tutte le direzioni, è migliorata notevolmente; lo stesso è successo con le opzioni di stoccaggio, così come le possibilità d’importare da fonti alternative, sia da condutture o sotto forma di gas naturale liquefatto. Di conseguenza, quasi tutti gli Stati membri sono attualmente ben posizionati per resistere anche al peggior scenario.

infographics_IEE_print

Infatti, le analisi della Commissione europea mostrano che una lunga interruzione di alimentazione non potrebbe creare difficoltà, seppure con un maggiore costo economico, grazie alla diversificazione e alla commutazione del carburante. Non sono da dimenticare i progressi in termini di efficienza energetica e gli investimenti nelle energie rinnovabili, che sicuramente aiutano; ma ora Bruxelles è nella fase del miglioramento più che in quella delle costruzione: gli europei hanno dimostrato che, tra alti e bassi, possono affrontare la sicurezza energetica.
Già questo successo energetico ha contribuito ad un successo strategico. L’Europa è stata pesantemente criticata per non riuscire, in risposta all’annessione della Crimea e al conflitto in Ucraina orientale, ad alzarsi e staccarsi dalla Russia; ma in realtà, tutti gli Stati membri dell’UE hanno concordato di mantenere le sanzioni economiche contro Mosca. Inoltre, il loro sollevamento è stato saldamente fissato alla realizzazione dell’accordo di Minsk II, e, nonostante le recenti crepe nella solidarietà, ci si augura che questa posizione vada avanti.
L’idea che l’Europa è debole e dipendente dal gas naturale russo è una reliquia del passato.

L’Europa ha un forte quadro normativo che tutti gli enti commerciali, tra cui Gazprom, devono rispettare, per coloro che mettono in dubbio l’impatto di queste norme, basta chiedere a Google o Microsoft. Con la fine delle cosiddette clausole di destinazione, il gas naturale può, se richiesto, essere ri-venduto, purché ci sia un’infrastruttura sufficiente. Proprio l’anno scorso, la Germania ha riesportato oltre 30 miliardi di metri cubi di gas russo, in particolare verso l’Europa orientale (tra cui Ucraina) e centrale. Questo volume supera il consumo annuale di ogni Stato europeo con le eccezioni di Germania, Italia, Francia, e Gran Bretagna.
In teoria, l’Europa potrebbe, anche in modo sostanziale, liberarsi del gas russo se necessario. Per essere sicuri, ci vorrebbe una spesa importante: oltre 200 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi diluiti in un periodo di due anni o più, e poi 35 miliardi di euro annuali, secondo alcuni calcoli. Quasi sicuramente ciò non accadrà; ma, si potrebbe dire che l’Europa sta aumentando un certo dominio sulla Russia: Mosca ha la necessità d’esportare in Europa, più di quanto l’Europa abbia bisogno degli idrocarburi russi.

Il mercato interno dell’energia non è finito, ma la sicurezza energetica dell’Europa è notevolmente migliorata negli ultimi anni. Anche se i mercati mondiali sono attualmente inondati di risorse, non c’è tempo per la compiacenza, e i leader europei devono finire il lavoro, soprattutto salvaguardando la rapida realizzazione dei cosiddetti progetti d’interesse comune (progetti chiave delle infrastrutture energetiche che rispondono ai restanti colli di bottiglia nel mercato UE), in modo che i nuovi progetti di infrastrutture come il Nord stream 2 esca dalla lista delle priorità, e renda la politica energetica un altro vero successo europeo.

Tags: , , , ,

Rispondi

Altre storie da- News

About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

EnglishGermanItalianRussianUkrainian
Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.