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24 settembre 2017

Verrà solo per vedere?


Il 18 aprile, abbiamo appreso che l’Ucraina ha ottenuto una nuova occasione per rimettere in pista il suo programma di quattro anni con il FMI. Quando in primavera a Washington, c’è stato l’incontro tra la delegazione ucraina, la leadership del Fondo Monetario Internazionale e della Banca mondiale, il capo del FMI, Christine Lagarde ha chiarito che la sua istituzione internazionale avrebbe visitato Kiev.

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Lagarde ha sottolineato la disponibilità del Fondo a continuare a sostenere il nostro paese sulla via del cambiamento economico – ha scritto l’ambasciata d’Ucraina negli Stati Uniti al termine della riunione. Tuttavia, il capo della delegazione ucraina, il presidente della Banca nazionale, Valeria Gontareva, è stata più cauta e anche fortemente autocritica sulla questione: “l’Ucraina necessita di un’urgente azione che attui le riforme previste dal programma di cooperazione con l’FMI – ha sostenuto Gontareva.

Ricordiamo che il programma FEP del FMI per l’Ucraina, che è iniziato nel marzo 2015 e prevede finanziamenti pari a 12.348 milioni di DSP, o circa 17 miliardi di dollari, originariamente prevedeva di erogare quattro tranches nel 2015, e altre quattro nel 2016 – ogni tranche a seguito di una revisione trimestrale del programma. Ma finora, l’Ucraina ha ricevuto solo due tranches, pari rispettivamente a 5 miliardi e 1,7 miliardi di dollari. Il programma è stato effettivamente messo in attesa lo scorso autunno.
I rappresentanti del FMI hanno ripetutamente affermato che il Fondo attende chiarezza sulla situazione intorno al governo ucraino e una stabilità della coalizione. Per completare la seconda revisione del programma FEP e ottenere la terza tranche, l’Ucraina deve rafforzare la lotta contro la corruzione e dimostrare d’essere disposta a continuare le riforme.

L’Ucraina sarà in grado di soddisfare in fretta queste esigenze?
Per rispondere a questa domanda, ho coinvolto il professor Oleksii Plotnykov, un dottore in economia: “Purtroppo, mi sento piuttosto pessimista al riguardo – mi ha riferito Plornykov – Noi ancora non conosciamo i contenuti della nuova versione del memorandum, che probabilmente dirà all’Ucraina d’impegnarsi con ulteriori aumenti delle tariffe, l’innalzamento dell’età pensionabile e altre cose molto impopolari. E, dato il fatto che abbiamo un nuovo Gabinetto, presumo che il nuovo primo ministro cercherà d’ottenere il favore degli ucraini per gradi, con scelte presumibilmente populiste, come l’abbassamento o almeno la stabilizzazione delle tariffe e l’abolizione della tassa sulla pensione. Ma questo non correla le esigenze del FMI. Così, l’arrivo della missione probabilmente soddisferà il desiderio del Fondo di fare conoscenza con il nuovo governo e i ministri, ed è improbabile che il nuovo Gabinetto possa soddisfare le richieste del FMI durante la visita della missione. Per quanto riguarda questo, nutro dei seri dubbi”.

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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