Vai a…

Ua-Time

Supplemento giornalistico web

Ua-Timesu Google+RSS Feed

19 novembre 2017

GRANDI DONNE NELLA STORIA: COSTANZA D’ALTAVILLA, LA SPOSA NORMANNA


Questo nome vi è forse nuovo? Siete a conoscenza della sua storia? Madre, Principessa e poi Regina, spesso trascurata, perduta nel corso della storia tra guerre e lotte di potere; merita tuttavia di essere menzionata e ricordata. È stata una grande donna, una donna di potere che vanta poche eguali nella storia; fu capace di destreggiarsi tra numerosi pericoli e insidie, assicurando la salvezza del futuro imperatore Federico II, suo amatissimo figlio.

Nata nel 1154 dal re normanno Ruggero II e la sua terza moglie, trascorse la sua infanzia nella corte palermitana, tra i profumi mediterranei e un clima mite e soleggiato. A 35 anni, allora considerata già anziana, contrasse matrimonio con Enrico VI di Svevia, erede del sacro romano impero, acquisendo su di sé anche i diritti al trono di Sicilia, dopo la morte di re Guglielmo II. L’adolescenza della nostra principessa aleggia nel mistero, affascinando di conseguenza numerosi scrittori e studiosi come Dante Alighieri che la ricorda nella sua Divina Commedia, nella cantica del Paradiso, come una donna votata al Signore, dedita alla vita monacale, che però mancò ai voti fatti per prendere in mano le redini del regno.

Di grande fede, non rinunciò mai al sogno di essere madre, di dare alla luce il futuro erede al trono, per far sopravvivere la stirpe degli Altavilla; riuscì, all’allora veneranda età di 40 anni a concepire un figlio, accampandosi su due piedi a Jesi, di strada per raggiungere il marito in Sicilia. Coraggiosa e a tratti sventata, partorì in piazza, agli occhi dei paesani, fornendo così una prova concreta della sua gravidanza a tutti coloro che non credevano che una donna della sua età potesse ancora partorire. In questo gesto di estrema audacia, diede prova della sua incredibile forza d’animo, del suo acceso desiderio di vedere il figlio riconosciuto da tutti come erede al trono; decise infatti di intraprendere il viaggio per raggiungere il marito, ben sapendo quanto la situazione fosse delicata perla sua salute e quella del nascituro e partorì davanti a testimoni per lo stesso motivo. Impudente, a tratti irreverente, ma non per questo meno coraggiosa e soprattutto astuta.

Astuzia che usò in larga misura alla morte del marito per governare il regno da una parte, e dall’altra per educare il figlio Federico come si compete ad un re, ad un’Altavilla.

Fece di tutto per assicurare la sicurezza del figlio dopo la sua morte, non lasciò nulla al caso, affidandolo alla sua morte sotto l’ala protettiva papale, rinunciando da parte del figlio persino alla pretesa dell’Impero, che gli sarebbe aspettata di diritto. Lungimirante sapeva forse di non poter avere la fortuna di guidare il figlio nelle tappe più importanti della sia vita; lo lasciò all’età di quattro anni, nel 1198.

Per chi vuole approfondire l’argomento, non c’è niente di meglio che leggere la sua storia in chiave romanzata, scritta da Carla Maria Russo: La sposa normanna. Libro estremamente scorrevole, dotato di grande sensibilità; ci racconta la storia di una donna estremamente buona, devota, e amata dal popolo. Costretta a sposarsi contro la sua volontà con un uomo rozzo, cattivo, che non ha mai amato, ma solo temuto. Ha vissuto una vita matrimoniale arida, vittima delle angherie del marito e del primo cancelliere Gualtieri di Paleria; disposta a tutto per la sopravvivenza del suo popolo e per il desiderio di essere madre. Sacrifica ogni cosa per raggiungere i suoi scopi, persino la sua felicità personale, rinunciando all’amore che aveva trovato nel compagno d’infanzia Ruggero Aiello.

Mai un momento di sconforto, mai un momento in cui la sua fede e la sua caparbietà venga meno. Scorrendo le pagine sembra quasi di essere investiti da una sorta di bontà regale, ci sentiamo quasi in difetto, al confronto di una personalità così elevata che, fin dalle prime pagine, cattura la nostra simpatica e la nostra ammirazione forse perché ci mostra una donna forte, che prima di diventare prototipo della perfetta regina medievale, era soprattutto una madre.

Miriana Cappozzelli

Tags: , ,

Rispondi

Altre storie da- Arte e Eventi

EnglishGermanItalianRussianUkrainian
Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.