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22 novembre 2017

Supercar


Tanti ricorderanno Kitt (Knight Industries Two Thousand), della famosissima serie televisiva statunitense Supercar. Un’automobile completamente automatizzata, in grado di parlare, dotata di intelligenza artificiale che le permetteva, addirittura, di provare stati d’animo e sentimenti – l’auto perfetta era in grado d’effettuare salti di decine di metri, scavalcare muri o saltare altri veicoli ed ostacoli.

Non meno importante era la sua capacità d’analizzare la composizione chimica degli oggetti e dunque riconoscere nelle vicinanze oggetti di pericolo pubblico come gli esplosivi. Oltre a viaggiare sulla terra, Kitt era in grado di viaggiare sull’acqua senza, ovviamente, affondare. Un’automobile a dir poco geniale ma non cosa non meno importante non aveva bisogno di autista. Fantascienza?

Non proprio. Molto probabilente tutte le altre capacità non sono ancora state sviluppate, ma la vettura senza pilota è reale e tra poco sarà alla portata di molti. Sembra ormai certa l’alleanza Fiat-Chrisler con Google per una collaborazione tecnologica. La fase sperimentale dovrebbe durare un anno, seguita poi da una seconda fase e quindi, dalla commercializzazione di alcune centinaia di vetture.

Qualcuno la chiama auto-robot, qualcuno smart-car, qualcuno self-car o più semplicemente l’auto senza pilota. Un’idea coltivata e sperimentata da tempo che presto sarà possibile toccare con mano. Sembra l’anticipazione di vicende ambientate in ipotetici mondi futuri, ma in realtà ormai tutte le tecnologie necessarie sono a disposizione : molti degli elementi di cui dispone la Self-Car esistono già e ne facciamo largo uso quotidiano.

Tra queste la navigazione satellitare, che viene oramai utilizzata da milioni di persone in tutto il mondo, che assiste nella navigazione stradale il conducente indicandogli interattivamente il miglior percorso stradale, meno trafficato per raggiungere qualsiasi destinazione preimpostata dall’utente, riconoscendo autonomamente la posizione iniziale. Tra gli altri elementi anche il parcheggio automatico, chiamato brevemente APS, un tempo riservato solo alle grosse berline di classe medio-alta e di lusso, è ora di uso comune, anche le vetture più economiche possono esserne equipaggiate.

L’auto dotata di sensori funzionanti con ultrasuoni riconosce ed invidua altre veicoli e/o pedoni e la loro distanza. Tutte queste tecnologie di uso oramai quotidiano sono state semplicemente assemblate e sofisticate per ottenere un’auto sicura ed affidabile. Saranno mai i computer più affidabili della mente umana?

Zouhra Tassount

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