Vai a…

Ua-Time

Supplemento giornalistico web

Ua-Timesu Google+RSS Feed

18 novembre 2017

La Russia si attiva contro la NATO


Quando i leader della NATO si riuniranno a Varsavia l’8 e il 9 luglio, e annunceranno le misure per rinforzare la presenza delle forze convenzionali dell’Alleanza sul suo fianco orientale, stimoleranno il Cremlino che, con un certo clamore, annuncerà delle “contromisure “militari”; anche se tutti sanno che Mosca le avrebbe adottate in ogni caso.
Nel corso degli ultimi due anni, il rafforzamento militare russo, il sequestro e l’annessione illegale della Crimea con il supporto al separatismo armato in Ucraina orientale hanno obbligato la NATO a concentrarsi più intensamente sulla difesa del suo territorio. Il vertice di Varsavia approverà una serie di azioni in questo senso.

Un’idea in discussione è il dispiegamento di tre battaglioni degli Stati membri NATO, tra cui truppe degli Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania in ciascuno dei paesi baltici e in Polonia. I battaglioni, difficilmente potranno essere sufficienti per difendere i Paesi Baltici, infatti uno studio del 2015 della RAND, ha suggerito che servirebbero sette brigate, tra cui tre blindate, per avere una possibilità di fermare una grande offensiva russa: questo attualmente è al di là della capacità della NATO. Inoltre, una tale forza offensiva, posta su un terreno a meno di 400 chilometri dalla seconda città russa di San Pietroburgo, potrebbe essere intesa come provocatoria. Ciò che dei veloci battaglioni invece possono fornire è un qualcosa di credibile e consolidano nella lotta l’unità degli alleati.
Mosca da tutto questo non viene minimamente scalfita: i russi faranno sempre e in ogni caso il loro noto e violento disappunto, come dopo l’annuncio, che per difendere l’Europa sud-orientale sono diventati operativi gli intercettori missilistici americani SM-3 in Romania. L’Occidente però, deve cercare d’anticipare le dichiarazioni con contromisure militari.

30DA687600000578-3430259-image-a-82_1454539973880

Lo scorso settembre, un rapporto televisivo tedesco ha suggerito che gli Stati Uniti avrebbero implementato la base aerea di Buechel in Germania con le bombe nucleari B61-12. Il rapporto è frutto di propaganda ed è completamente fuorviante, in quanto le bombe B61-12 non entreranno in produzione su larga scala fino al 2020. Di certo i russi lo sapevano, considerato che il Dipartimento dell’Energia americano aveva reso pubblica la linea temporale del programma.
I funzionari di Mosca, tuttavia, sono andati per la tangente, e il portavoce del Cremlino Dmitriy Peshkov, ha cupamente avvertito: “Questo potrebbe alterare l’equilibrio di potere in Europa. Senza dubbio non si può pretendere che la Russia non prenda le contromisure necessarie per ristabilire e riequilibrare la parità strategica”.

Il generale Yuriy Baluyevskiy, ha suggerito che la Russia risponderà schierando missili balistici Iskander a corto raggio a Kaliningrad, l’enclave nord della Polonia, mentre un membro del Consiglio della Federazione, Viktor Ozerov, ha persino sostenuto che la Russia potrebbe recedere dal trattato che bandisce i missili a medio raggio del 1987.
Gli Iskander a Kaliningrad come una contromisura? Gli analisti occidentali s’aspettavano da diversi anni la distribuzione di tali missili come parte del continuo ammodernamento dell’esercito russo, difatti, nei primi mesi del 2015, un funzionario del ministero della difesa russo ha dichiarato che gli Iskander erano di stanza a Kaliningrad e che le unità armate di quei missili si erano già schierate temporaneamente nell’enclave per effettuare le esercitazioni dei militari russi.

Un’altra possibile contromisura è la Romania, dove ciò comporterebbe un dispiegamento di missili Iskander e di bombardieri Backfire in Crimea; ma anche in questo caso, non sarebbe una novità: tali piani sono già operativi da almeno un anno, secondo lo stesso funzionario del ministero della difesa russo.
Il fatto di voler approfittare di un’azione della NATO per giustificare la rottura del Trattato sulle forze nucleari a medio raggio, sarebbe una drammatica mossa russa, ma difficilmente si potrebbe quantificare come una contromisura. Alti funzionari russi, tra cui il capo del personale del presidente Vladimir Putin, Sergey Ivanov, e lo stesso Putin durante una conferenza, hanno messo in discussione l’adesione di Mosca al trattato ancora più di otto anni fa. L’esercito russo, inoltre, ha già testato un missile cruise di gamma intermedia lanciato da terra, in piena violazione al trattato.

Categorizzare i programmi militari come contromisure a schieramenti militari occidentali è parte di una lunga tradizione del Cremlino. Infatti, durante la negoziazione sulle forze nucleari a raggio intermedio nei primi anni 1980, il negoziatore sovietico ha definito il dispiegamento del missile balistico Soviet SS-20, una risposta al Pershing II americano. Lo ha fatto con una faccia molto seria, tanto da impressionare i suoi omologhi americani, ma si deve sapere che l’SS-20 era stato distribuito ancora nel 1976, cioè sette anni prima del Pershing II.

Mosca ha anche sempre un vantaggio temporale con le sue “contromisure”, basta vedere il 4 maggio, quando il ministro della difesa Sergei Shoigu, ha reso noto che la Russia avrebbe creato tre nuove divisioni militari per opporsi ai battaglioni della NATO; ma alla luce della recente belligeranza di Mosca, la NATO non ha altra scelta che adottare ragionevoli misure sia per rafforzare le sue difese, che per assicurare gli alleati, resi più nervosi dalle azioni russe, oltre che per scoraggiare il Cremlino da ulteriori eventuali movimenti temerari. I membri della NATO devono essere pronti a sentire le urla di protesta del Cremlino, ma devono sapere che le “contromisure” russe sono già in essere o, che avrebbero preso piede in ogni caso.

Tags: , , , , ,

Rispondi

Altre storie da- News

EnglishGermanItalianRussianUkrainian
Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.