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22 settembre 2017

La Russia e le preoccupazioni NATO


Giovedì, mentre Vladimir Putin era in visita ad alcuni nuovi camioncini UAZ Patriot armati di mitragliatrici e lanciagranate, un generale, nel suo disperato desiderio di compiacere il comandante in capo, ha cercato d’aprire la portiera di uno dei camion, quando con disappunto gli è rimasta in mano la maniglia. “Ben fatto – ha riso Putin.
Nel frattempo, l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) sta discutendo il modo più efficace per scoraggiare la Russia affinché non invada gli Stati baltici; gli Stati Uniti hanno già proposto di quadruplicare il bilancio della cosiddetta iniziativa “la riassicurazione europea” con un budget di 3,4 miliardi per il 2017, oltre un altro miliardo di dollari per una brigata corazzata da combattimento ed incrementare la presenza di truppe americane con altre 5000 unità da aggiungersi alle 35 mila già presenti; ulteriori 1,9 miliardi di dollari sono destinati al materiale supplementare bellico da combattimento; ma, considerando tutto ciò, molti analisti statunitensi sostengono che una tale deterrenza non sia sufficiente.

La RAND Corporation ha recentemente ipotizzato un gioco di guerra per valutare la difendibilità dei paesi baltici contro la Russia e ha concluso che, con l’attuale livello di protezione, l’esercito russo potrebbe arrivare a Tallinn e Riga in appena 60 ore. Per evitare un tale esito, Rand ha proposto che la NATO debba predisporre sette brigate, di cui tre con armatura pesante, “adeguatamente supportate da forze aeree e altri operatori a terra pronti a combattere nel momento in cui se ne presentassero le necessità”. Franklin Cramer e Bantz Craddock due esperti del Consiglio Atlantico hanno proposto di rafforzare le difese delle nazioni baltiche “con sistemi di difesa aerea supplementari e la creazione di nuovi battaglioni multinazionali con soldati europei e degli Stati Uniti”.
Sul sito di analisi di difesa “War on the Rocks”, Elbridge Colby e Jonathan Solomon hanno dichiarato che l’ulteriore dispiegamento previsto dagli Stati Uniti risulta insufficiente, e che per convincere i “russi sempre più capaci” a desistere bisognerebbe “mettere in campo una postura militare convenzionale che includa sostanziali forze in modo permanente in Europa centrale e orientale”.
Tutti questi esperti esprimono e istruiscono come interagire con la risorgente forza militare russa: RAND sostiene che le forze del distretto militare russo sono più potenti, in termini di forza e attrezzatura numerica, di quelle che la NATO nei Paesi Baltici. Forse la campagna aerea russa in Siria ha impressionato molti!

Ma se guardiamo il video della maniglia della porta
(https://www.youtube.com/watch?v=c-wRO0cWs4c) o leggiamo le relazioni dell’anno scorso a Debaltsevo in Ucraina orientale, dove i ribelli locali aiutati dalle truppe russe hanno circondato e sconfitto l’esercito ucraino dopo settimane di pesanti combattimenti, penso che dovrebbe spuntare un qualche dubbio nelle menti dei specialisti militari, per quanto riguarda l’esercito russo che potrebbe intraprendere un’audace invasione di due o tre stati membri della NATO.
Anche se la Russia sta riorganizzando il suo esercito, un programma a cui Putin presta molta attenzione, l’apparato militare russo è sempre afflitto dai tipici problemi d’inefficienza, approvvigionamento eccessivamente costoso e qualità scadente. Dimostrare a Putin il successo, per i generali è più importante che realizzarlo, mentre per Putin è più interessante mostrare la sua forza a tutto il mondo durante il Giorno della Parata sulla Piazza Rossa, piuttosto che attaccare la NATO: il presidente persegue obiettivi nazionali che innalzano il delirio patriottico e che gli mantengono il sostegno. Il clima nella Russia di oggi è quello in cui Kalashnikov, il costruttore del famoso fucile d’assalto, sta avendo difficoltà a trasformare in profitto il suo prodotto principale – ma spera di guadagnare con la produzione di una linea d’abbigliamento stile militare per i patrioti.

Le truppe russe possono essere efficaci contro avversari deboli, come gli ucraini e le armate dei ribelli siriani, ma anche in questo caso non ottengono risultati fulminei. L’invasione della Crimea è stata spaventosa, perché i soldati senza insegne ci hanno portato un aspetto diverso di guerra che potrebbe rappresentare un continuo pericolo, ma dobbiamo ricordarci che non hanno trovato nessuna resistenza. Come Michael Kofman del Wilson Center sostiene, su the War on the Rocksl’esercito russo non è semplicemente impostato per occupare un paese, in particolare uno che ha la probabilità di resistere. Ci sono poche unità permanenti basate sui confini della NATO e non ci sono strutture di comando idonee per organizzare una lotta”.

Ancora più importante, però, nessuno dei sostenitori allarmistici europei è in grado di dare una spiegazione per la quale Putin dovrebbe invadere i paesi Baltici. I paesi non attaccano altri paesi semplicemente perché non gli sono simpatici, o perché hanno la possibilità di farlo. Per un attacco ci deve essere un beneficio strategico, e nella sua premessa del gioco di guerra RAND ha identificato che “l’obiettivo strategico dell’invasione fosse quello di dimostrare l’incapacità della NATO a proteggere i suoi membri più vulnerabili e dividere l’alleanza”.
Non mi è chiaro il motivo per cui la Russia dovrebbe rischiare una guerra a tutto campo con gli Stati Uniti, compresa la prospettiva di un conflitto nucleare, solo per dimostrare la vulnerabilità della NATO? Le precedenti azioni aggressive di Putin e della sua ristretta cerchia, suggeriscono che effettivamente loro considerano la NATO come una minaccia; ma Putin ha sostenuto i separatisti in Ossezia del Sud e Abkhazia nel 2008, per destabilizzare la Georgia e renderla inaccettabile alla NATO come potenziale membro; Mosca sta ora alimentando i disordini in Ucraina orientale con lo stesso scopo.

Entrambe le guerre, secondo me, vengono utilizzate dagli esperti allarmistici come argomenti per creare una maggiore deterrenza, ma ci sono davvero molti argomenti contro: la Russia teme la vicinanza ai suoi confini della NATO ed è disposta a lanciare queste avventure con un considerevole costo per salvaguardare il suo status internazionale, quindi è improbabile che organizzi un conflitto diretto con l’alleanza; e non è il contingente americano di stanza in Europa che spaventa Putin, ma i tanti altri militari e l’arsenale nucleare.
Kofman non esclude i guai militari con i russi nei paesi baltici, ma crede che l’invasione a tutto campo di Riga e Tallinn non possa essere un probabile scenario. Per testare la determinazione della NATO in un modo meno pericoloso, la Russia potrebbe prendersi un fazzoletto di terra contesa.

Un approccio più intelligenteKofman ha scritto – e uno concettualmente dimostrabile come in Crimea, ciò può creare una crisi di credibilità della NATO e può anche testare la scelta o meno di attaccare la Russia”.
L’aumento dei bilanci, più giocattoli, più opportunità per tenere esercitazioni militari in diverse aree geografiche, sono fattori sempre interessanti per i generali; strategicamente, tuttavia, non aiutano a risolvere nessun problema del mondo reale. La Russia non ha nessun motivo per mettere in piedi una massiccia invasione del Baltico, e Putin sa meglio di chiunque altro quanto la sua potenza sia solo una facciata dipinta.

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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