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19 novembre 2017

Chi va piano va sano e va lontano


Le conseguenze delle rivoluzioni sono sempre molto deludenti, le aspettative di una immediata trasformazione si scontrano con un’intrattabile realtà e una profonda e debilitante delusione che di solito serpeggiano fra gran parte della popolazione; ma ciò non accade tra i radicali, i quali vogliono un definitivo cambio delle élite che sono ritenute responsabili d’aver “tradito” la causa. In Francia, usato poi a modello in molte altre successive rivoluzioni, i giacobini sotto Maximilien Robespierre hanno invocato una Repubblica della virtù con l’uso del terrore.

Il post-Maidan ucraino deve ancora acquisire la pericolosa “febbre” descritta da Crane Brinton nella sua Anatomia della Rivoluzione, ma stanno echeggiando alcuni segnali che puntano in quella direzione: sempre più ucraini stanno condannando il loro governo come “illegittimo”. Forse molti nutrono speranze di un terzo Maidan che possa regolare i conti violentemente e, per questo fine, mettono a nudo ossessivamente ogni infrazione che commette qualsiasi politico; ma nessuno si dovrebbe nemmeno sorprendere se dopo venticinque anni di governi corrotti gli ucraini finalmente desiderano dei governanti santi.
Molti media ucraini, per rendere edotta la gente dovrebbero anche riportare le terrificanti parole di Robespierre:
Qual è il principio fondamentale di un governo democratico o popolare, la molla essenziale, che lo fa muovere? È la virtù ….”
“Vi dicevo che il popolo deve fare affidamento sulla propria forza. Ma quando è oppresso, quando può contare soltanto più su sé stesso, sarebbe un vile chi gli dicesse di non sollevarsi. Proprio quando tutte le leggi sono violate, quando il dispotismo tocca l’apice, quando la buona fede ed il pudore vengono calpestati, il popolo deve insorgere”.
Quando dagli sforzi prodigiosi del coraggio e della ragione, un popolo rompe le catene del dispotismo per farne trofei di libertà … poi se riesce a salire rapidamente fino alla cima dei suoi destini, può essere solo colpa di chi lo governa ….”
Ora in questa situazione, la prima massima della vostra politica dovrebbe essere quella di guidare il popolo con la ragione e i nemici del popolo con il terrore”.

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Se la molla del governo popolare in tempo di pace è la virtù, le sorgenti di governo popolare durante la rivoluzione sono allo stesso tempo sia la virtù, che il terrore: la virtù, senza la quale il terrore è fatale; il terrore, senza il quale la virtù è impotente. Il terrore non è altro che la giustizia, pronta, severa e inflessibile; è quindi un’emanazione della virtù, e non come un principio speciale, in quanto è la conseguenza del principio generale della democrazia applicata ai bisogni più urgenti del paese.
Sì, naturalmente, le élite ucraine sono profondamente corrotte e il loro impegno per eliminare la corruzione lascia molto a desiderare. Certo, l’Ucraina ha bisogno d’élite migliori, più pure, più pulite. Certo, l’Ucraina ha bisogno di élite più competenti, più efficaci e più professionali.

Ma, come l’ex presidente Leonid Kravchuk è solito dire, “Abbiamo ottenuto quello che abbiamo ottenuto”. L’élite ucraina esistente non farà meglio se la società civile ucraina, i media e l’Occidente insistono irrimediabilmente a dire che sono corrotti e che devono lasciare la scena. Certo che lo sono, e che dovrebbero, ma, prima di piangergli addosso, c’è da usare la testa: “Quali sono i santi che li sostituiranno?”.
L’ossessione per la purezza morale non coglie il fine. I santi sono santi proprio perché sono eccezioni alla regola, ma la maggior parte delle persone e la maggior dei politici sono per lo più nel lato dei peccatori. Questo è vero per le democrazie scadenti come in Ucraina, le democrazie malfunzionanti, come l’odierna l’America, le democrazie post-totalitarie come la Germania di Konrad Adenauer, le democrazie autoritarie come la Francia con Charles de Gaulle, le democrazie illiberali come l’Ungheria di Viktor Orban e le democrazie benigne come Justin Trudeau in Canada. I politici ed i media occidentali sono particolarmente ipocriti ad insistere sugli standard morali degli ucraini quando gli americani e gli europei li violano abitualmente (e forniscono una casa d’accoglienza ai guadagni illeciti dei corrotti ucraini e oligarchi).

I seguaci dei giacobini di Robespierre nell’Ucraina di oggi sono inutili, hanno sbagliato riguardo alla virtù: il terrore non è, e non è mai stato una pre-condizione di cambiamento sistemico, se lo fosse, vivremmo ancora tutti nelle grotte. Ma se lentamente gli uomini e le donne peccatrici, con pazienza, in modo imperfetto e in maniera agonizzante cambiano le istituzioni e cambiano i sistemi, potrebbero anche provocare dei comportamenti virtuosi.
La virtù, per trasformarsi in un successo è il prodotto di un duro lavoro, non delle ghigliottine.

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