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19 novembre 2017

In mostra a Roma le opere dell’enigmatico Bansky


Dal prossimo 24 maggio a Palazzo Cipolla 150 opere di uno dei maggiori esponenti dell’arte urbana

Si preannuncia come la più completa raccolta mai dedicata ad uno degli street artist più discussi e amati a livello internazionale. Con la mostra Guerra, Capitalismo & Libertà, aperta al pubblico dal prossimo 24 maggio fino al 4 settembre presso Palazzo Cipolla a Roma, si vuole rendere omaggio al misterioso writer di Bristol: meglio noto come Bansky.

In tutto 150 opere, prese in prestito da collezionisti privati internazionali di una certa fama, per raccontare le tematiche che più stanno a cuore all’artista e fare luce sul linguaggio e la sua straordinaria capacità di mirare dritto alla pancia di un pubblico che non conosce limiti di età, sesso, lingua e cultura.

bansky

Banksy
Girl with gas mask
2002
Stencil e spray su pannelli di legno assemblati,
187×120 cm
Collezione Reinking, Amburgo

Stencil, sculture, stampe, copertine di dischi e oggetti rari, molti dei quali mai esposti prima, si fanno carico di una forte componente di denuncia sociale. Tre sezioni espositive si ripartiscono i grandi temi che danno il titolo alla mostra e da sempre sono fonte d’ispirazione del geniale Bansky: dalla condanna della guerra al rigetto del sistema capitalistico fino alle questioni più attuali e urgenti dell’immediato presente.

Ed ecco che l’umorismo e la satira, il commento politico-sociale e i dubbi sull’esistenza che contraddistinguono le sue creazioni si palesano negli scimmioni che urlano Laugh Now But One Day I’ll Be in Charge o nei famosissimi Rats, tra i soggetti più noti del repertorio firmato Bansky, nelle loro molteplici versioni (innamorati, glamour, vittime di esperimenti da laboratorio, militarizzati o in veste pacifista). E ancora nelle ragazze che abbracciano pericolose bombe pronte ad esplodere o abbrutenti maschere a gas (Girl with gas mask).

Soggetti ed opere che per quest’esposizione non sono stati sottratti alla strada. Come gli stessi curatori tengono a sottolineare: “l’artista noto come Bansky non è associato né coinvolto in questa esposizione museale, tutte le opere presenti provengono da collezionisti privati internazionali”. Prestatori che dai membri dell’aristocrazia inglese arrivano a comprendere anche i big di Hollywood, tra cui Angelina Jolie e Brad Pitt.

Un’occasione imperdibile per ammirare in un museo privato le opere di un artista che ha fatto dell’anonimato e della strada le fondamenta della sua arte, del suo pensiero e della sua fama. Dare voce a chi non ha voce il suo motto, attraverso ogni tipo di supporto tecnico: dal graffiti writing allo stencil, passando per lo spray sui muri, la stampa su carta e la pittura su tela. Fino al cortometraggio Exit Through the Gift Shop, con cui si è guadagnato una nomination agli Oscar 2010, e alla più recente installazione di Dismaland: il primo “parco dei divertimenti” a bandire ogni immagine di Topolino e non adatto ai minori.

bansky

Banksy
Love in the air
2003
Stencil e spray su cartone, 66×67,50 cm
Collezione C.H., Monaco di Baviera

Tra gli ultimi lavori/provocazioni dell’artista il murales The Son of a Migrant from Syria che su un muro del campo profughi di Calais raffigura Steve Jobs con un Mac in mano e uno zaino in spalla, per ricordare le umili origini del genio fondatore della Apple e invitare a riflettere sulla questione migranti.

Che Bansky sia o non sia effettivamente Robin Gunningham, come recenti studi della Queen Mary University di Londra sembrerebbero confermare, poco importa. Quel che resta di un artista in grado di vendere le sue opere per milioni di sterline e di affascinare intere generazioni sparse per il mondo è la sua arte e il messaggio, accessibile a tutti, di cui si fa portavoce.

Info e prenotazioni

Palazzo Cipolla
Via del Corso, 320 – 00186 Roma
Sito web: www.fondazioneterzopilastro.it

! Attualmente e fino al 26 giugno alcune opere dell’artista saranno in mostra al Museo della Storia di Bologna in occasione della rassegna Street Art – Bansky & Co.

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