Vai a…

Ua-Time

Supplemento giornalistico web

Ua-Timesu Google+RSS Feed

18 novembre 2017

L’Italia attraverso la “Vera Fotografia” di Gianni Berengo Gardin


Dopo 15 anni il fotoreporter ligure torna a Roma e a Palazzo delle Esposizioni con oltre 250 foto

Sono più di 250 le foto in mostra a Palazzo delle Esposizioni a Roma fino al prossimo 28 agosto. Tutte riportano sul retro il timbro “vera fotografia”, con cui il fotografo Gianni Berengo Gardin distingue il reale dal contraffatto, le foto dalle immagini. Perché come lui stesso afferma: “Photoshop è una truffa, un imbroglio” e l’unica fotografia realmente ammissibile è quella su pellicola e non manipolata.

Nessun effetto speciale aggiunto a posteriori, nessuna finzione e nessun set si celano, dunque, dietro alle “vere fotografie”, rigorosamente in bianco e nero, esposte in Via Nazionale al civico 194. Per celebrare la lunga carriera del fotografo ligure, classe 1930, e quel pezzo di storia italiana che, dal 1954 al 2015, Gardin è riuscito ad immortalare.

gardin

Venezia, 1959
© Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

Oltre 250 foto dal sapore vintage, anche quando risalgono ad appena un anno fa, per raccontare “quel che doveva essere cambiato e quel che doveva essere celebrato”: l’Italia del boom economico e l’Italia contadina, gli anni delle proteste, delle invenzioni e delle rivoluzioni ma anche i conflitti e le lotte degli emarginati, le rinunce delle donne e la loro emancipazione. Per raccontare quella verità data solo dalla fusione tra uomo e ambiente e restituita dalla sua amata Leica con grandangolo.

Quando devo raccontare una storia – dice Gardin – cerco sempre di partire dall’esterno: mostrare dov’è e com’è fatto un paese, entrare nelle strade, poi nei negozi, nelle case e fotografare gli oggetti. Si tratta di un percorso logico, normale, buono per scoprire un villaggio ma anche una città, una nazione. Buono per conoscere l’uomo”.

L’uomo e la sua umanità da sempre i soggetti prediletti anche nelle fotografie industriali. “Non fotografavo mai il prodotto finito ma le linee di montaggio e le storie di quegli operai, la vita degli uomini, il loro territorio”. E ancora più percepibili laddove ad essere ritratti sono gli orrori dei manicomi e le disumane condizioni dei malati di mente.

Ed è proprio dall’incontro della fotografia umanista con quella sociale che Gardin dà vita ad uno stile del tutto personale, frutto di un attento e partecipe ascolto di fronte alla realtà, di capacità d’analisi e di grandi collaborazioni. Nel corso della sua carriera Gardin ha collaborato con grandi nomi: intellettuali, colleghi, artisti. Alcuni di questi, 26 per la precisione, hanno scelto di omaggiarlo in occasione della rassegna romana.

Così, in fondo ad ogni sala, alcune stampe di grande formato (le uniche a non rientrate nel classico 30×40) sono accompagnate dal commento di nomi d’eccezione: da Carlo Verdone a Marco Bellocchio, da Renzo Piano a Sebastião Salgado, da Jannis Kounellis ad Alice Pasquini. Una sorta di invito alla contemplazione, ma anche un gioco di doppi omaggi: all’autore e a chi ha scelto di lasciare un proprio personale contributo.

Trento, 1985 © Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

Trento, 1985
© Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

A riprova del fatto che la sua fotografia “non corretta, modificata o inventata al computer” è amata al di là di sesso, cultura e provenienza geografica la recente reinterpretazione di una delle foto più celebri di Gardin da parte della street artist Alice Pasquini. L’artista ha dipinto su di una parete bianca, nel cuore del quartiere romano Pigneto, il bacio che due innamorati si scambiano, seduti su di una panchina, nella Parigi del 1954.

Un successo inaspettato, stando alle dichiarazioni dello stesso fotografo, che senza prendersi troppi meriti ha tenuto a precisare: “ si tratta di un trionfo per la fotografia, sempre più apprezzata a livello intellettuale e popolare. Mi fa piacere aver fatto qualcosa per la fotografia.”

 

Oltre alle foto, la mostra raccoglie anche una selezione dei numerosi libri pubblicati da Gardin (oltre 250).

Info e Prenotazioni

Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale, 194 – Roma
Tel. +39 06 39967500
Sito web: www.palazzoesposizioni.it

Orari

Domenica, martedì, mercoledì e giovedì: dalle 10 alle 20
Venerdì e sabato: dalle 10 alle 22
! Lunedì: chiuso

Biglietti

Intero: 12,50 euro
Ridotto: 10 euro.
! Il biglietto consente di visitare tutte le mostre in corso al Palazzo delle Esposizioni.

Venezia, 1960 © Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

Venezia, 1960
© Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

gardin

Gran Bretagna, 1977
© Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

gardin

Oriolo Romano, Lazio, 1965
© Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

gardin

Venezia, 2013-2015. Bacino San Marco visto da Via Garibaldi
© Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

Tags: , , ,

Rispondi

Altre storie da- Arte e Eventi

EnglishGermanItalianRussianUkrainian
Seo wordpress plugin by www.seowizard.org.