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18 novembre 2018

L’Ucraina annuncia i requisiti per le elezioni


Sullo sfondo degli incontri avvenuti a Berlino l’11 maggio nel formato Normandia, e di quello del gruppo di contatto, tenutosi a Minsk il 18, l’Ucraina ha reso noto i suoi termini per poter indire le tanto sospirate – dai partecipanti ai due gruppi – elezioni nei territori delle regioni di Donetsk e Lugansk occupati dai separatisti filo russi.

Come riportato dalla rivista ucraina ZN, il governo di Kiev per poter iniziare a pensare di mettere in pista il “pacchetto” richiesto ultimamente da Lavrov, [per un approfondimento:
http://www.ua-time.com/2016/05/22/il-formato-normandia-non-accetta-la-proposta-ucraina/] vuole prima vedere attuati una serie di requisiti, tra cui l’accesso completo dei rappresentanti dell’OSCE ai territori occupati; il ritiro delle armi pesanti; la possibilità di voto a tutti gli sfollati aventi diritto, il coinvolgimento nelle elezioni dei partiti ucraini e dei media.
Il primo editore della ZN, Sergii Rakhmanin, riporta un comunicato del Gabinetto ucraino nel quale sono stati previsti i requisiti che potrebbero dare inizio alle variazioni costituzionali ucraine e all’amnistia per i separatisti:

– La piena osservazione del cessate il fuoco – vale a dire, non un solo colpo su tutta la linea di demarcazione per almeno un mese;
– L’accesso completo dei rappresentanti OSCE SMM [la missione speciale per l’Ucraina degli osservatori dell’OSCE] ai territori occupati nelle regioni di Donetsk e Lugansk;
– Il completo monitoraggio giorno e notte delle sezioni di confine russo-ucraino non controllate dai mezzi tecnici – Kiev ha definito 9 aree molto problematiche lungo la linea di demarcazione in cui dovrebbero essere impiegate le unità OSCE SMM;
– Una missione di polizia [la missione di polizia armata dell’OSCE?] deve svolgere la propria attività sul territorio nei distretti separati delle regioni di Lugansk e Donetsk prima, durante e dopo le elezioni. I suoi poteri devono essere chiaramente definiti. La sua giurisdizione non dovrebbe essere limitata dalla linea di demarcazione. La missione deve avere accesso a qualsiasi posizione dei quartieri separati delle regioni di Lugansk e Donetsk e questi devono essere protetti prima, durante e dopo le elezioni;
– Tutte le armi e le attrezzature pesanti devono essere ritirate in una posizione predeterminata e rimanere nello stesso posto sotto il costante controllo del SMM OSCE. I termini e le condizioni per effettuare il ritiro delle armi devono essere chiaramente specificati in anticipo, così come i luoghi di deposito finali – sarebbe auspicabile al di fuori dell’Ucraina;

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– Tutti gli sfollati interni, gli ex residenti dei quartieri occupati delle regioni di Lugansk e Donetsk devono avere la possibilità di votare o attivamente, o passivamente senza alcuna restrizione;
– Non è ammessa nessuna discriminazione di partiti politici ucraini che intendono partecipare alle elezioni e ai media ucraini che desiderano aderire all’evento;
– Il ruolo chiave per organizzare e per svolgere le elezioni deve essere devoluto alla Commissione elettorale centrale ucraina;
– Dovrebbero [in questo momento viene usato il condizionale] essere abolite tutte le autorità illegittime che infestano il territorio dei distretti occupati delle regioni di Lugansk e Donetsk.
“È facile presumere che l’elenco dei requisiti diventi inaccettabile per Mosca, per cui è chiaro che ci si debbano aspettare delle nuove iniziative russe – ha sottolineato ZN.

Nel frattempo, il presidente Barack Obama, per poter dare più forza, concretezza e certezza alle decisioni del formato Normandia, ha proposto, durante la fiera di Hannover, in Germania, d’aggiungere al gruppo Normandia anche gli Stati Uniti, ma Washington ha ricevuto “un gentile rifiuto” dal cancelliere tedesco Angela Merkel.
Il ministro dell’interno francese, Bernard Cazeneuve, venerdì 20 maggio, nel corso di una riunione dei ministri degli interni dell’UE a Bruxelles, s’è opposto al regime senza visto per l’Ucraina, Georgia e Kosovo, sostenendo che prima l’UE deve svolgere “un rigoroso e scrupoloso monitoraggio” di come questi paesi soddisfino i requisiti necessari per poter entrare nei paesi Schengen senza visto.

Il 12 maggio, il commissario dell’UE per la migrazione e gli affari, Dimitris Avramopoulos,
durante una sua visita a Kiev, mentre ha manifestato speranza che il visto per l’UE per i cittadini ucraini venisse tolto in tempi brevi, ha sollecitato il governo di Kiev ad istruire gli abitanti, che il regime senza visto non darebbe nessun diritto e possibilità di lavoro nei paesi dell’Unione.

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