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19 novembre 2017

Uno studio legale australiano fa causa alla Russia per il volo MH17


Uno studio legale australiano ha presentato una richiesta di compensazione di milioni di dollari contro la Russia e il presidente Putin per ogni passeggero rimasto ucciso nell’abbattimento del volo Malaysian Airlines MH17 in Ucraina nel luglio 2014. Tutte le 298 persone a bordo sono morte.
I parenti delle vittime del volo MH17 intendono chiedere il risarcimento dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo, secondo il quotidiano Sydney Morning Herald.

L’aereo Malaysian Airlines è stato abbattuto durante il viaggio da Amsterdam a Kuala Lumpur nel 2014, con 298 persone a bordo. L’aereo stava volando sopra l’Ucraina orientale mentre erano in corso pesanti combattimenti tra i ribelli filo-russi e le forze ucraine.
Un team olandese, guidato da ricercatori internazionali, è arrivato alla conclusione che l’aereo fosse stato abbattuto da un missile terra-aria. Il Consiglio di sicurezza olandese, tuttavia, non si è ancora espresso su chi ha effettivamente lanciato il missile.
Molti funzionari ed esperti occidentali, a fronte di molte inconfutabili prove, accusano dell’accaduto i ribelli filo-russi in Ucraina orientale.
Secondo il rapporto, lo studio legale LHD con sede a Sydney ha chiamato in causa il presidente russo Vladimir Putin e la Federazione russa. Gli avvocati dello studio al momento hanno ricevuto l’incarico di rappresentanza da 33 parenti delle vittime, tra cui 8 australiani e uno della Nuova Zelanda.

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I professionisti, nella loro richiesta hanno indicato come cifra di risarcimento l’importo di 10 milioni di dollari australiani, (circa 7,2 milioni di dollari) per ogni vittima.
– I miei clienti vogliono una ricompensa di responsabilità dell’atto – ha spiegato l’avvocato co-associato di LHD, Jerry Skinner – Vogliono una somma sufficiente per far pensare finalmente in modo serio i russi e anche come loro deterrente.
L’esposto sostiene che la Russia ha tentato di nascondere il suo coinvolgimento nella tragedia. Il Cremlino ha condotto una sua indagine interna, ma s’è rifiutato d’aiutare gli investigatori occidentali nella ricostruzione della cabina di guida dell’aereo e, presumibilmente ha alterato, con un gruppo di hacker, il sito degli investigatori occidentali, secondo i documenti depositati in tribunale.

Skinner ha aggiunto d’aver esortato la Russia a discutere extra-giudizialmente i termini; tuttavia, ha spiegato, “dalla Russia, dalla loro ambasciata o dai vari punti di contatto che abbiamo interpellato… non ci è mai arrivata una riposta di disponibilità ad affrontare una seria negoziazione”. Il Cremlino, rispondendo ai rapporti di notizie diramati, ha sostenuto di non avere informazioni a riguardo le richieste segnalate.

Il vice ministro della giustizia russo, Georgy Matiushkin, in un’intervista con la stazione radio Eco di Mosca, ha sottolineato che a questo punto “non ci fosse nulla da commentare e che fosse inutile”. Qualsiasi azione legale rivolta alla Corte europea dei diritti dell’uomo esiste solo “quando arriva un comunicato ufficiale, cosa che non è accaduto finora – ha continuato Matiushkin, che opera anche come inviato di Mosca presso la Corte di Strasburgo.

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