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22 settembre 2017

Il vertice umanitario in Turchia: le preoccupazioni e i diritti dei rifugiati


Lunedì a Istanbul, in Turchia, nel tentativo d’affrontare ciò che le Nazioni Unite hanno descritto come la peggiore crisi umanitaria dalla fine della seconda guerra mondiale, ha preso il via il primo Summit Mondiale Umanitario. Si stima che circa 125 milioni di persone in tutto il mondo abbiano bisogno d’assistenza umanitaria, tra i quali 60 milioni di sfollati dalle loro case per i conflitti, disastri naturali e cambiamenti climatici.
L’incontro di due giorni è stato concepito quattro anni fa dal segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon. Durante il periodo della preparazione dell’evento sono state consultate 23.000 persone in oltre 150 paesi. “Siamo qui per costruire un futuro diverso – ha sottolineato nel discorso d’apertura Ki-moonCerchiamo di risolvere qui e ora, non solo per tenere la gente in vita, ma per dare alla gente la possibilità di una vita dignitosa”.

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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha espresso speranza che il vertice si riveli un “punto di svolta” e che incoraggi più paesi a condividere l’onere della risposta alle emergenze: la Turchia è patria per più di 3 milioni di rifugiati, il che la rende la più grande recettrice al mondo di sfollati.; ma la Turchia è anche oggetto d’esame per l’accordo con l’UE per la crisi dei migranti. Medici Senza Frontiere ha commentato l’intesa definendola “una foglia di fico di buone intenzioni” in un momento in cui “le violazioni dei diritti umanitari e dei rifugiati internazionali” sono senza controllo.
La segretaria generale di Amnesty Internazional, Salil Shetty, ha spiegato che il mondo sta assistendo al “crollo completo del diritto umanitario” e ha criticato l’UE di “guardare dall’altra parte quando si tratta di violazioni dei diritti” e “abdica le sue responsabilità” nei confronti dei rifugiati.

Mentre il primo giorno del vertice ha messo l’accento su come affrontare le profonde cause dei conflitti e fare di più per sostenere il diritto umanitario internazionale, i leader degli Stati Uniti e della Russia, che cercano di mediare una soluzione al conflitto siriano, erano assenti.
I principi guida del summit includono la prevenzione e la risoluzione dei conflitti, il rafforzamento della protezione dei civili e certezze di finanziamenti umanitari. “Molto spesso gli impegni ci sono, ma manca il denaro – ha sottolineato il cancelliere tedesco Angela Merkel nel suo discorso d’apertura.
In Siria, almeno 5.000 scuole non possono essere utilizzate perché distrutte, danneggiate o servono da riparo alle famiglie sfollate, riporta l’UNICEF, insistendo che per le crisi, sono chiuse anche centinaia di scuole in Nigeria, Ciad e Camerun.

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Ci sono attualmente più di 2,9 milioni di rifugiati siriani registrati in Turchia. La metà sono di 17 anni o più giovani. Più di un milione hanno meno di 11 anni. La Turchia non ha la capacità sociale e finanziaria per proteggere adeguatamente i bambini rifugiati e fornire loro i requisiti di base per il loro sviluppo umano. Senza un intervento radicale, la maggior parte dei bambini siriani in Turchia potranno trascorrere i loro anni di scuola in prolungati spostamenti senza protezione. La situazione porterà a incontenibili risultati negativi per i bambini e costituirà un maggiore rischio di sicurezza nella regione e nel mondo.
Uno dei punti focali della conferenza è legato a più efficienti aiuti finanziari, per i quali una iniziativa delle Nazioni Unite ha disposto un “Grand Bargain”.

Siamo in un mondo che è in grado di produrre 73 mila miliardi di PIL – ha espresso Kristalina Georgieva, il commissario europeo per le risorse di bilancio e umane – Siamo sicuramente in grado di trovare 15 miliardi per il più nobile dei fini umanitari”.

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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