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18 novembre 2017

Il rilascio di Nadiya Savchenko porta un piccolo lieto fine


Lo scambio del pilota di elicotteri ucraino Nadiya Savchenko con i due soldati russi è sicuramente una buona notizia; tuttavia, non segnala un punto di svolta nella guerra del Donbass.
Nadiya Savchenko è stata rilasciata dopo aver sopportato una terribile prova: è stata rapita nel Donbas e portata in Russia, è rimasta lì per quasi due anni in stato d’arresto. Dopo le varie fasi di un vergognoso e senza costrutto giuridico processo penale, all’ultima udienza è stata ritenuta colpevole d’aver “segnalato” la posizione di due giornalisti russi, che poi sono stati uccisi dall’artiglieria ucraina, e condannata alla pena detentiva di 22 anni.

Ora, Savchenko finalmente è tornata al suo paese d’origine. Il braccio politico della guerra ha anche concluso positivamente la condanna di due soldati russi, Yevgeny Yerofeyev e Alexander Alexandrov, che erano stati anche loro presi nelle quotidiane battaglie del Donbass. In Ucraina, sono stati processati con l’accusa di terrorismo e sono stati riconosciuti colpevoli da un tribunale di Kiev che ha imposto loro 14 anni di prigione.
Lo scambio di prigionieri nelle guerre non dichiarate è una venerabile tradizione. Per i servizi segreti di tutto il mondo, inclusi quelli russi, è una questione d’onore ottenere indietro i propri agenti. Uno dei primi scambi di “spie” della Guerra Fredda avvenne sul ponte Glienicke a Berlino, che è stato recentemente ritratto nel film di Steven SpielbergIl ponte delle Spie”. L’Unione Sovietica, in cambio delle sue spie catturate, ha scambiato tutti i tipi di ostaggi – i dissidenti russi, i giornalisti occidentali e gli accademici.

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Ora, che con la nuova “guerra fredda” tra la Russia e l’Occidente non ci sono più scambi di alto profilo, la Russia gioca la partita con i suoi vicini, con gli Stati ex-sovietici. Nel mese di settembre 2015, in uno scambio “Classic Bridge”, sono stati restituiti ai loro due paesi il responsabile della sicurezza estone Eston Kohver, e Alexei Dressen, condannato per spionaggio nel 2012.
Shavchenko quando era detenuta ha sempre avuto un’aria di sfida, in tribunale parlava solo ucraino, indossava magliette con i simboli dello Stato ucraino e ha dichiarato molteplici scioperi della fame. In Ucraina, vuoi per le sue vicissitudini che per i suoi atteggiamenti, è rapidamente diventata un’eroina, un simbolo dell’indomabile spirito nazionale e, considerato che militarmente è abbastanza improbabile una vittoria militare sulla Russia, è vista come la rappresentante di una vittoria morale. Nel mese di novembre 2014, dopo che un partito populista l’ha inserita sulla scheda elettorale, è stata eletta al parlamento ucraino. Il presidente Petro Poroshenko ha fatto molte pressioni per il suo ritorno. È stato il suo aereo personale che l’ha riportata di nuovo a Kiev, mentre le autorità ucraine l’hanno anche resa famosa a livello internazionale: l’anno scorso, il Consiglio Atlantico le ha insignito il suo premio Libertà.

La Russia, tuttavia, sembrava avere dei piani per Savchenko. Il regime russo in Ucraina, accertato che i separatisti non sono allenati per tali operazioni, che dei locali thuggish non si può fidare e nemmeno dei nazionalisti volontari che arrivano dalla Russia, per incrementare e fomentare la guerra e coordinare le operazioni dei ribelli, usa i gruppi di intelligence militare. La Russia non avrebbe mai ammesso il suo coinvolgimento, mentre l’Ucraina è sempre stata ansiosa di provarlo. Un giorno, gli agenti dei servizi segreti russi avrebbero potuto cadere in una trappola e avrebbero avuto bisogno d’essere salvati.
Questo è quello che è successo un anno fa. Lo stesso battaglione di volontari, in cui Savchenko aveva combattuto, ha catturato due agenti feriti GRU, Yevgeny Yerofeev e Alexander Alexandrov. I due hanno ammesso la loro appartenenza. Eppure il GRU da subito ha annunciato che erano stati “liberati” dai loro incarichi pochi mesi prima e che in Ucraina stavano combattendo solo come volontari in aiuto dei separatisti. Durante il loro processo, Yerofeev e Alexandrov si sono auto-descritti come “disoccupati”.

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Il contrasto con Savchenko non avrebbe potuto essere più stridente: la Russia è sembrata che non si prendesse alcuna cura del suo personale catturato in Ucraina – era più importante negare il suo coinvolgimento.
Tuttavia, nel caso di Savchenko, è più probabile che sia stata la parte russa, che è più esperta in queste cose, che ha avviato lo scambio. Poroshenko aveva sempre negato la sua disponibilità a farlo. “Questo non è un argomento di scambio. No, no, no, no, no – ha sostenuto lo scorso settembre, citando una “grande differenzatra gli eroi ucraini” e “le truppe dell’aggressore, che sono state catturate armate sul mio territorio”.
Putin a quanto pare ha aspettato ad avviare negoziati finché la macchina legale ucraina non avesse prodotto la sentenza – 14 anni di carcere per Yerofeev e Alexandrov. Dopo la condanna, ha discusso lo scambio con Poroshenko per telefono. Entrambi i presidenti poi, hanno contemporaneamente graziato i prigionieri – tecnicamente possibile solo dopo le sentenze dei tribunali.

All’eroporto di Borispol a Kiev, Savchenko è stata accolta celebrativamente da una folla di giornalisti e politici, “come abbiamo riportato Nadiya – ha sostenuto un felice Poroshenko, dopo averla accolta nella sua casa – dovremo ora riportare alla sovranità ucraina il Donbass e la Crimea
Questo potrebbe essere letto come una sorta di proposta di scambio dei territori occupati dai russi, ma probabilmente si tratta solo di un sincero giubilo di un leader che soffre la mancanza di buone notizie da molti mesi.
Al contrario, all’aeroporto di Vnukovo a Mosca, ad aspettare Alexandrov e Yerofeev c’erano solo le mogli. L’addetto stampa di Putin, Dmitri Peskov, ha reso noto che il presidente non aveva alcuna intenzione d’incontrarli. Come Savchenko mieterà allori e farà il suo debutto come politico nazionalista e, probabilmente, sarà una calamita delle forze radicali, i due agenti del GRU spariranno nell’oblio: l’intelligence russa con loro ha fatto il suo tradizionale dovere, ma, allo stesso modo, e in linea con la sua tradizione, la loro cattura ne impedisce l’elevazione al rango di eroi._88878370_88877324

 

Né la Russia né l’Ucraina sono irreprensibili nel conflitto. Il nazionalista battaglione Aidar di Savchenko, probabilmente sarebbe fuori legge in ogni paese europeo; eppure la storia di Savchenko e dei due uomini GRU mostra perché è più facile simpatizzare con l’Ucraina: la sfida colorata di Savchenko e la grintosa difesa del suo paese sono atteggiamenti puri, più umani e veri, al contrario di un qualsiasi aiuto ufficiale russo a Alexandrov e Yerofeev; inoltre, Savchenko ha una motivazione che giustifica la sua cattività rispetto ai militari russi: lei stava difendendo il suo paese; gli uomini del GRU eseguivano gli ordini di un paese che ha occupato un suo vicino. In questo senso, l’Ucraina ha ottenuto una grande vittoria morale.

Ci sono infine alcuni sviluppi politici positivi tra Russia e Ucraina. Questo è la prima e unica vera buona notizia di quest’anno per quanto riguarda la situazione di stallo politico, ma, nonostante tutti gli sforzi di mediazione internazionali che la Germania e la Francia, in particolare, hanno cercato di avanzare, la guerra nel Donbass è ancora lontana da una soluzione politica. E di nuovo questa settimana, ancora persone sono morte nella guerra non dichiarata della Russia sull’Ucraina.
La guerra è costata circa 10.000 vite finora, per lo più civili. Centinaia di persone sono tuttora detenute come prigionieri di guerra. Da mesi, i negoziati in seno al gruppo di contatto trilaterale non hanno rotto l’impasse sul loro rilascio. Il rilascio di Savchenko e dei due russi non può distogliere dal grande numero di persone che sono ancora tenute in ostaggio nel conflitto russo-ucraino. Il più famoso prigioniero ucraino è il regista ucraino Oleg Sentsov, che, come Savchenko, è stato condannato in un processo farsa da un tribunale russo. Quando lui e gli altri prigionieri saranno finalmente rilasciati?

Savchenko e i due russi mostrano come la vita umana sia schiacciata e sconvolta da interessi nazionali. Il loro rilascio non segna un punto di svolta; come è chiaro che il rilascio non è stato fatto per motivi umanitari: la portata dei gettoni dell’accordo politico non è ancora nota.

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