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19 novembre 2017

GRANDI DONNE NELLA STORIA: WISLAWA SZYMBORSKA


Wislawa SzymborskaWisława Szymborska è oggi considerata la più importante poetessa polacca degli ultimi anni, una tra le più amate grazie alla freschezza dei temi, sempre attuali, e all’ironia che la contraddistingue. Premiata per questo con l’Oscar nel 1996; solo da qualche anno purtroppo è venuta a mancare.

Nata nel 1923, Szymborska ha vissuto sulla sua pelle gli orrori della seconda guerra mondiale che non gli hanno impedito però di conseguire i suoi studi (clandestinamente) e di trovare un lavoro a Cracovia, evitando così la deportazione in Germania. Sempre a Cracovia, dopo la guerra, cercò di proseguire gli studi, interrotti questa volta per questioni economiche; cominciò a farsi un nome partendo dal basso, entrando nell’ambiente letterario del luogo, lavorando come segretaria per una rivista bisettimanale e come illustratrice.

Da quando fu pubblicato il suo primo lavoro nel 1945 “cerco una parola”, le sue poesie furono poi continuativamente pubblicate in diverse riviste e periodici, conferendole fin da subito una certa posizione nella cerchia culturale. Scrittrice alle prime armi, la sua prima raccolta di poesie venne censurata perché non possedeva i necessari requisiti socialisti, motivo che la spinse a commettere quello che poi avrebbe considerato un errore di gioventù: scrivere poesie di lode per Stalin, Lenin e in generale per il regime socialista.
Si distaccò a poco a poco dalle idee del regime socialista, instaurando contatti con i dissidenti, e distaccandosi definitivamente dalle sue due prime pubblicazioni.

Redattrice prima di un settimanale poi di un mensile a Cracovia,  Szymborska ha raggiunto il  successo letterario in Polonia con il terzo volume delle sue poesie e nel mondo con l’Oscar del ’96. Le sue poesie hanno avuto la fortuna di diffondersi globalmente grazie alle diverse traduzioni in italiano, tedesco e inglese; permettendole così di essere conosciuta da un pubblico sempre più vasto.  Un brutto male, il 1 febbraio 2012, ha posto fine alla sua grande creatività poetica, portandola via dalla sua casa a Cracovia.

Il successo di Wislawa Szymborska sta nella capacità di comunicare direttamente con la gente, con tutta la gente, senza fare distinzioni di età, ceto sociale e istruzione. Le sue poesie sono alla portata di tutti, parlano di tutto: dal classico tema “amoroso” a cose più semplici e dozzinali come al momento in cui scegliamo cosa metterci o quando dobbiamo trovare lavoro e scrivere un curriculum. Il suo linguaggio è fresco, leggero ma soprattutto ironico, arriva subito al punto senza girarci intorno. Prende in giro tutto e tutti, alleggerendo temi che altrimenti risulterebbero pesanti come macigni.
Il suo è un nuovo genere di poesia, per tutti e di tutti.

Dalla sua raccolta di poesia “Vista con granello di sabbia”, la sua poesia “Scrivere un curriculum”:

“Che cos’e’ necessario?
E’ necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si e’ vissuto
e’ bene che il curriculum sia breve.
E’ d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di piu’ chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perche’.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio in vista.
E’ la sua forma che conta, non cio’ che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.”

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