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22 settembre 2017

L’Ucraina s’adira con la Germania


Il vice cancelliere tedesco, Sigmar Gabriel (SPD), ha esortato l’eliminazione graduale delle sanzioni contro la Russia, provocando le ire ucraine.
Abbiamo chiesto al ministero degli esteri tedesco di confermare se questa posizione è condivisa dal governo tedesco – ha spiegato l’ambasciatore ucraino in Germania, Andriy Melnyka Kiev, l’incidente è stato accolto con “delusione e amarezza”.

L’esperienza ha dimostrato che le sanzioni possono essere efficaci e di successo quando sono soddisfatte tutte le condizioni – ha avvertito MelnykCon la Russia abbiamo bisogno di pazienza strategica, unità e fermezza della comunità internazionale.
Mercoledì scorso, il 26 maggio sera, durante l’evento “Russlandtag” (il giorno per la Russia), Gabriel s’è espresso contro le sanzioni UE che sono state imposte per l’annessione russa della penisola di Crimea e dei suoi interventi in Ucraina orientale; e, secondo lui, l’isolamento russo non porta alcun beneficio all’Europa, perché “alla fine, è il dialogo che aiuta”.

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Il ministro ha anche sottolineato che il protocollo di Minsk deve essere rispettato, ma che le sanzioni, mano a mano che si risolvono i vari punti dell’armistizio, dovrebbero essere gradualmente sollevate. Il cancelliere tedesco Angela Merkel, invece, ha collegato la revoca delle sanzioni solo alla piena realizzazione del protocollo.
L’anno scorso, i leader dell’UE sono stati abbastanza uniti nell’imporre le sanzioni contro Mosca, ma alla fine del mese di giugno 2016, in mezzo a mormorii e malcontenti dovranno decidere se confermale o revocarle. Il governo ucraino spera che Berlino continui a mantenere la sua linea corretta, indipendentemente dai commenti di Gabriel.
L’ambasciatore ucraino è stato molto critico anche con l’uso dei termini di Gabriel, che ha descritto il conflitto come una “guerra civile”; “gli ucraini sentono questa dichiarazione dolorosa e ingiusta – ha sostenuto Melnyk.

Da febbraio 2015, data nella quale è stato firmato il protocollo, ad oggi, nessun punto dell’accordo è stato rispettato, la tregua è stata frantumata più e più volte, il processo di pace è in stallo e la questione delle elezioni locali in Ucraina orientale rimane uno punto fastidioso, per cui la Russia dovrà aspettare ancora molto prima di vedere una loro revoca, sempre se l’EU vuole mantener fede ai suoi impegni.
Intanto la Francia, a dispetto delle sanzioni e degli intendimenti, ha concesso al ministro dell’agricoltura russo, Alexander Tkachev, un visto d’ingresso, anche se il deputato fa parte dell’elenco dei russi ai quali l’Unione europea ha vietato l’ingresso negli stati Schengen.

A Minsk, le due parti hanno anche concordato di rilasciare tutti gli ostaggi “detenuti illegalmente”; ma ad oggi anche questo dettaglio umanitario è completamente dimenticato: il numero degli ucraini che ancora languono dietro le sbarre russe è sempre fermo sui 7 mila individui – ha reso noto Vadym Prystaiko, il ministro degli affari esteri ucraino.

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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