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19 novembre 2017

L’ONU sospende l’indagine sulle torture in Ucraina


Questa settimana, citando la mancanza di collaborazione da parte dei servizi di sicurezza ucraini, un gruppo d’ispettori delle Nazioni Unite ha interrotto il suo lavoro di controllo e indagini relative ad accuse di tortura nel Paese.

Sir Malcolm Evans, il leader del team di quattro membri della sottocommissione delle Nazioni Unite sulla prevenzione della tortura, in una dichiarazione alla stampa ha riferito che al suo gruppo era stato negato l’accesso ai siti sotto il controllo dell’agenzia di intelligence interna dell’Ucraina, conosciuta come SBU.
La fine del viaggio di una settimana della squadra dell’ONU è finito un giorno prima del previsto, in un momento in cui il governo ucraino, proprio mentre è impegnato in un sanguinoso conflitto in Ucraina orientale con i separatisti filo russi, sta cercando di dimostrare d’essere un baluardo di valori europei.

Prisoners from the self-proclaimed "People's Republic of Donetsk" (C) go during a prisoner exchange with Ukraine and pro-Russian rebels on February 21, 2015 in the eastern Ukrainian city of Frunze near Lugansk. During the exchange sides of conflict freed 52 separatist gunmen and 140 Ukrainian troops. AFP PHOTO / VASILY MAXIMOV

 

La maggior parte delle accuse di violazioni dei diritti dei prigionieri e dei civili nella guerra a est dell’Ucraina coinvolgono i separatisti; ma la squadra delle Nazioni Unite era impegnata in Ucraina dal 19 maggio, per indagare su ciò che i gruppi dei diritti hanno definito “abusi sui detenuti da parte dell’SBU”.
Dopo lo scambio di prigionieri tra le forze governative e i separatisti filo russi, alcuni detenuti sono usciti dalle carceri ucraine zoppicando e sostenendo d’essere stati picchiati dalla guardie carcerarie.

In un rapporto pubblicato a marzo sulla “detenzione extragiudiziale e la tortura in Ucraina”, l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha citato il caso di una donna di 74 anni, che è stata arrestata e picchiata perché suo figlio era accusato di terrorismo. Un altro detenuto ha riferito d’essere stato incappucciato con un sacchetto di plastica e poi colpito in faccia, testa e corpo.
Natalya I. Sevostyanova, il vice ministro della giustizia ucraina, ha spiegato che alla squadra investigativa delle Nazioni Unite era stato negato l’accesso ai centri SBU in Mariupol e Kramatorsk, ma che in tutti gli altri luoghi avevano avuto libero accesso, senza nessun impedimento. Entrambe le due cittadine sono in prima linea e sono sotto regolari bombardamenti dell’artiglieria dei ribelli che ha ucciso decine di civili.

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Vasyl S. Grytsak, il direttore dell’SBU, ha chiarito che ai funzionari investigativi delle Nazione Unite fosse stato sconsigliato l’accesso per un semplice motivo: in quelle carceri non ci sono prigionieri, in quanto la loro presenza sarebbe stata a rischio per i continui bombardamenti, inoltre, non posso permettere al team delle Nazioni Unite di visitare dei luoghi ove sono tenute delle armi e ci sono dei nostri specialisti che si occupano di sicurezza, non devo “condividere con l’agenzia delle Nazioni Unite i miei documenti e miei lavori”- ha soggiunto Grytsak.
– Se dovesse venire la Germania o l’FBI e mi chiedesse di visitare gli uffici dei miei collaboratori cosa faccio? Pensate che io dica si prego, aprite i computer e i vari faldoni, accomodatevi? – ha insistito Grytsak.

L’Ucraina è parte della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e ha firmato il Protocollo opzionale, che è un addendum alla Convenzione, che permette agli ispettori delle Nazioni Unite d’effettuare visite senza preavviso in qualsiasi centro di detenzione. Il leader del team investigativo, Sir Malcolm, risentito ha sottolineato: “m’aspetto che l’Ucraina rispetti i suoi obblighi internazionali”.
Alle organizzazioni internazionali è stato raramente concesso d’entrare nei centri di detenzione dei separatisti, come ad esempio nell’ex galleria d’arte a Donetsk o nell’Università di Lugansk, trasformate in prigioni; ma per di più, l’unica volta in cui sono entrate, le autorità di Donetsk hanno arrestato un dipendente delle Nazioni Unite, il quale è tuttora detenuto in carcere.

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