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22 settembre 2017

L’impatto del DCFTA sull’economia ucraina


L’Ucraina, per fare pieno uso del globale e approfondita zona di libero scambio con l’UE (DCFTA), non sarà sufficiente che attui le norme tecniche e comunitarie, il governo a latere, oltre che semplificare il contesto imprenditoriale, deve creare delle regole trasparenti e stabili.
Uno degli obiettivi dell’accordo d’associazione UE-Ucraina (AA) è quello di creare uno spazio globale e approfondito di libero scambio (DCFTA). Esso prevede la liberalizzazione degli scambi tra le due parti, nonché l’armonizzazione delle norme e delle regolamentazioni tecniche nei settori legati al commercio. Il DCFTA, che è stato firmato nel giugno 2014, è stato applicato a titolo provvisorio dal 1 ° gennaio 2016 e resterà in vigore fino a quando non entrerà in vigore l’accordo d’associazione UE-Ucraina; tuttavia, in parte perché gli elettori dei Paesi Bassi in un referendum hanno respinto l’AA, in modo che sia ormai difficile da prevedere la data della sua entrata in vigore, l’operazione potrebbe richiedere diversi anni.

Il ravvicinamento delle legge ucraina a quella dell’UE è l’essenza del DCFTA. Si è stimato che implementando il DCFTA, l’Ucraina avrebbe adottato fino al 60% dell’acquis comunitario. Come risultato, il paese avrebbe la possibilità di far parte di una zona con principi economici comuni. L’adozione e l’efficace applicazione del DCFTA consente di ridurre il rischio d’investimento e di attrarre investimenti diretti esteri, che a sua volta portano alla modernizzazione dei particolari settori dell’economia ucraina. Gli effetti della realizzazione del DCFTA diventeranno visibili in particolari settori, quali il bancario, le telecomunicazioni, i servizi postali e di corriere, e da un ravvicinamento legislativo che condurrà all’integrazione con i servizi di mercato dell’UE. Inoltre, la vicinanza geografica dell’Ucraina con l’UE significa che Kiev potrebbe diventare un polo d’attrazione per la produzione di merci destinate al mercato interno del blocco: le regioni occidentali del paese (oblast) beneficeranno al meglio dei cambiamenti, per esempio, si può vedere il recente sviluppo di fabbricazione di parti di veicoli. Nel mese di aprile 2016, la società giapponese Fujikura ha aperto una fabbrica nella regione di Lviv; i produttori tedeschi come Leoni, e Kromberg & Shubert hanno in programma d’aumentare gli investimenti nel paese: queste aziende prevedono di spendere milioni di euro in Ucraina nei prossimi cinque anni e creeranno più di 15.000 nuovi posti di lavoro.

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A lungo termine l’attuazione del DCFTA porterà beneficio a tutti gli esportatori dall’UE e dall’Ucraina. Secondo l’accordo, oggi, l’UE e l’Ucraina hanno rispettivamente eliminato il 98,1% e il 99,1% delle loro tariffe commerciali. A breve verranno eliminati anche gli ostacoli non tariffari, ad esempio, le quote d’importazione – anche se rimarranno alcune eccezioni nel settore agricolo. Di conseguenza, alcune stime mostrano che questi cambiamenti si tradurranno in un risparmio commerciale di 700 milioni di € all’anno.
Inoltre, l’Ucraina deve ora adottare una serie di norme e di regolamentazioni tecniche dell’Unione europea, che sono una condizione per fornirle l’accesso al mercato interno del blocco. Queste regole sono riconosciute da Stati Uniti, Canada, Giappone, Corea del Sud e altri; così che la loro adozione, permetterà agli esportatori ucraini l’accesso anche a quasi tutti i mercati extra-europei.

Tuttavia, anche con questi cambiamenti, è improbabile che nel breve termine il DCFTA porti ad un significativo aumento del commercio bilaterale: le tariffe commerciali delle merci esportate dall’UE all’Ucraina erano già piuttosto basse e avevano una media del 5%. D’altra parte, da aprile 2014 alla fine del 2015, gli esportatori ucraini hanno beneficiato di preferenze commerciali autonome dell’UE, che ha eliminato i dazi all’importazione sulla maggior parte dei beni industriali e agricoli, nonché l’applicazione dei contingenti tariffari per un certo numero di prodotti agricoli. Il volume degli scambi, verrà ora limitato dalle restrizioni temporanee di movimenti di capitale e di cambio, messi in atto in Ucraina per proteggere la sua bilancia dei pagamenti.
Se l’Ucraina farà pieno uso del DCFTA creerà un ambiente di business stabile, trasparente ed efficace, pertanto, il ravvicinamento legislativo dei settori coperti dal DCFTA dovrebbe essere la priorità. Anche se l’AA non è ancora entrato in vigore, è nell’interesse ucraino adottare le norme UE nel più breve tempo possibile, e, siccome la capacità amministrativa istituzionale ucraina è relativamente bassa, l’armonizzazione dovrebbe procedere gradualmente, settore per settore.

Per l’Ucraina è essenziale anche attuare i principi della concorrenza dell’Unione europea, il diritto di proprietà intellettuale e le normative doganali. I principi della concorrenza prevedono la completa eliminazione dei sussidi di bilancio diretti alle imprese statali [fondi che costituiscono fino al 10% del PIL ucraino e arricchiscono gli oligarchi]; ulteriori fondi saranno poi disponibili per sostenere le imprese pubbliche e private per l’adeguamento alle norme e alle regolamentazioni tecniche dell’UE; il diritto di proprietà intellettuale consente i trasferimenti di sviluppo e di tecnologia innovativa, che costituiscono la base per la modernizzazione economica; è di particolare massima importanza l’effettiva tutela della proprietà intellettuale nel settore IT ucraino, in quanto questo rappresenta fino al 3% del PIL; risultati positivi dovrebbero arrivare anche dal flusso di nuove norme doganali, perché con quelle attuali ci sono grosse difficoltà alle movimentazioni di merci sia in entrata in Ucraina, che in uscita. Ad esempio, un rapporto della Banca Mondiale ha dimostrato che la compilazione del documento richiesto per esportare le merci dall’Ucraina a mercati terzi, richiede venti volte più tempo rispetto agli altri paesi OCSE più sviluppati.

Parallelamente a questi cambiamenti, sarà necessario la semplificazione di tutti i contesti legati al business, in particolar modo con la riduzione dell’eccessivo costo e del tempo necessario per ottenere un’autorizzazione edilizia o per il servizio elettrico. Le modifiche devono essere introdotte con la semplificazione fiscale del business, in particolare con l’eliminazione della forza della polizia fiscale, che de facto estorce tangenti. Inoltre, all’interno della più ampia riforma del sistema giudiziario sarà importante migliorare i tribunali del paese che si occupano delle controversie commerciali. L’Ucraina è all’83 ° posto della classifica “Doing Business”, nei paesi europei solo l’Albania occupa una posizione più bassa.
Nella prospettiva a lungo termine, aumentare il numero dei posti di frontiera diventerà una chiave, infatti, ciò consentirebbe un minor spreco di tempo per attraversare il confine, il che significa anche costi d’esportazione più bassi – il confine dell’Ucraina con i paesi dell’UE si estende per 1390 km [Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania], ma ci sono solo 20 posti di frontiera. In confronto, la Polonia, prima della sua adesione all’Unione europea, aveva ben 30 passaggi di frontiera solo con la Germania [lungo un confine di 467 km).

L’attuazione delle disposizioni della AA richiederà l’erogazione di significativi fondi all’Ucraina, sia nel breve che nel medio termine. Anche se i benefici devono essere attesi nel lungo termine, l’uso efficace dei fondi comunitari sarà essenziale per minimizzare l’elevato costo della modernizzazione. Per evitare che i fondi siano inefficaci, la priorità deve essere data a un numero limitato di azioni. In primo luogo, dovranno essere aiutati i programmi speciali dedicati al supporto tecnico, legislativo e al “gemellaggio” tra l’UE e le istituzioni pubbliche ucraine – a questo proposito, l’Ucraina può attingere dall’esperienza dei paesi dell’Europa centrale che hanno subito un processo di armonizzazione simile sulla loro strada verso l’Unione europea – in secondo luogo, saranno da sostenere i programmi a lungo termine del settore privato, per lo più per le piccole e medie imprese, che permetterà loro d’adeguarsi alle norme e agli standard tecnici dell’UE; in terzo luogo, fare pieno uso della vicinanza geografica al mercato interno dell’UE, quindi sviluppare progetti infrastrutturali, come lo sviluppo delle reti di trasporto e la preparazione delle aree di investimento.

I fondi per la modernizzazione, proverranno prima di tutto dalla Banca europea per gli investimenti [l’allocazione preliminare per l’Ucraina è di 3 miliardi tra il 2017-2020], così come dallo Strumento europeo del vicinato [tra 2016-2020, l’Ucraina potrà ricevere fino a 170- 180 milioni in borse di studio ogni anno]. Inoltre, il governo ucraino ha a sua disposizione una linea di credito di 100 milioni da parte del governo polacco da utilizzare per esigenze, come lo sviluppo e la modernizzazione delle infrastrutture sul suo confine con la Polonia. Inoltre, l’Ucraina per sviluppare reti di trasporto e di comunicazione transfrontalieri, potrà beneficiare dei programmi comunitari di cooperazione per il periodo 2014-2020, come ad esempio il “CBC Polonia-Bielorussia-Ucraina”, il “CBC Ungheria-Slovacchia-Romania-Ucraina”, così come il “CBC Romania-Ucraina”.

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Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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