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23 settembre 2017

L’UE sta facendo retromarcia


Sembra che le élite tedesche stiano sempre più riscaldando l’idea d’alleggerire le sanzioni imposte contro la Russia per l’annessione della Crimea e per aiutare, fornire e fomentare i separatisti filo russi in Ucraina orientale; ma dobbiamo ricordare che è stata proprio la Germania, come il più potente e influente paese dell’UE, che ha modellato la posizione dell’Europa sulle sanzioni contro la Russia.

Ovviamente, questa tendenza è in contrasto con le tutte la precedenti dichiarazioni secondo cui le sanzioni sarebbero state revocate solo dopo che i termini di Minsk 2 sarebbero stati soddisfatti: “100 per cento di attuazione”.
La dichiarazione conclusiva al vertice giapponese del G7 ha confermato l’approccio di una linea dura con Mosca; il 26 maggio, la Merkel ha anche lamentato il fatto che non ci fosse alcun cessate il fuoco stabile nella parte orientale dell’Ucraina, e che la legge sulle elezioni nei territori occupati non fosse ancora stata attuata, come previsto dal protocollo di Minsk, e, a causa di questo, ha aggiunto, l’Occidente non può pretendere di cambiare il suo approccio con la Russia.
Eppure, le dichiarazioni esternate da altri politici tedeschi suggeriscono cose molto diverse.vedi

L’Ucraina chiaramente, ha preso molto sul serio le recenti dichiarazioni tedesche riguardanti l’alleggerimento delle sanzioni contro la Russia.
– Purtroppo, è apparso questo rischio. Stiamo valutando il modo di contrastarlo, tra due giorni il ministro degli esteri Kilmkin arriverà a Berlino – ha sostenuto il capo della missione diplomatica ucraina a Berlino, Andrii Melnyk.
Abbiamo chiesto ad alcuni ucraini ed esperti internazionali di commentare la preoccupante torsione politica tedesca e suggerire ciò che il governo ucraino dovrebbe fare per prevenire l’allentamento delle sanzioni.

The Ukrainian Foreign Minister visits NATO

Volodymyr Ogryzko, l’ex ministro degli esteri ucraino.
– Dobbiamo distinguere l’approccio di Steinmeier e del suo partito socialdemocratico da quello della Merkel. Il cancelliere federale, nonostante i tentativi del suo partner chiave socialdemocratico di fare concessioni a Putin, ha chiaramente sostenuto (e anche avviato dialoghi) affinché le sanzioni non solo rimangano, ma forse anche che vengano riviste e aumentate. E, questo è un messaggio importante. Inoltre, dopo le dichiarazioni di Gabriel, effettuate in quella sede, le tensioni in seno al governo tedesco sono solo che aumentate.
Per quanto riguarda le tendenze che vogliono allentare o togliere le sanzioni, non credo che possano essere allentate, perché Steinmeier, nel suo discorso ha spiegato che le sanzioni sono legate ad una determinata categoria di azioni russe.
Però, vediamo anche che Francia e Germania insistono che vengano indette elezioni finte al più presto, e che questa regione pericolosa ucraina venga al più preso integrata con Kiev; certo che tutti questi passaggi dipendono dalla volontà politica della dirigenza ucraina, che deve decidere se sia meglio e più utile soddisfare i propri interessi nazionali o cedere alle pressioni internazionali.

– Se l’Unione europea, in tali circostanze, dovesse recedere e sollevare anche in parte le sanzioni, si darebbe la zappa sui piedi. Putin vedrà l’allentamento delle sanzioni, come un’incapacità dell’UE a contrastare la sua aggressività. Se i leader politici sono miopi, pagheranno un prezzo molto elevato per questa scelta, anche se succederà in un secondo momento.
“Per quanto riguarda la visita di Jean-Claude Juncker, il presidente della Commissione europea, al Forum di San Pietroburgo, è una decisione politica inopportuna che non porterà nulla di positivo all’UE: la reazione dei colleghi di Juncker in Europa e negli Stati Uniti è stata corrispondente. Allo stesso tempo, non credo che lui lì, sosterrà l’approccio generale dell’UE; tuttavia, dati certi sentimenti nell’UE, lui deve dimostrare di mantenere il canale di comunicazione aperto con Mosca e può discutere tutte le questioni importanti con i russi. Credo che questo sia l’unico senso di questo viaggio, anche se non è ancora certo che avrà luogo.

D – Pensa che la Gran Bretagna, la Polonia e gli Stati baltici – che vogliono il proseguimento delle sanzioni – possano cedere e sostenere il piano d’alleggerimento delle misure restrittive nei confronti della Federazione russa in cambio di un aumento della presenza militare sul loro territorio ?

– Abbiamo sempre pensato che la Polonia, gli Stati baltici e il Regno Unito sono i paesi che realizzano perfettamente cosa significa la politica russa. È un dato di fatto però, che fare uno scambio del genere si mescolano due cose diverse. Dobbiamo ancora vedere cosa ci dirà il vertice della Nato a Varsavia, se riuscirà a far passare decisioni molto chiare per quanto riguarda la Russia. E, tenendo conto di questo scenario, il sollevamento o l’alleggerimento delle sanzioni appare abbastanza comico: se i paesi della NATO (la maggior parte dei quali sono, di fatto, nella UE) adottano misure restrittive in un certo ambito, come può questa limitazione essere implementata con l’allentamento delle sanzioni economiche? Vedo una grossa discrepanza. Pertanto, dobbiamo probabilmente presumere che in quella fase, dopo dibattiti e discussioni, le sanzioni verranno prolungate, ma purtroppo non incrementate; mentre la NATO s’adeguerà alle recenti azioni reali del Cremlino sulla scena internazionale”.

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Roland Freudenstein, il vice direttore del Centro Martens, a Bruxelles.
“La pressione per togliere le sanzioni è in crescita. Di per sé, la domanda non è nuova, ci siamo già trovati altre due volte davanti ad una situazione simile e la Merkel è sempre riuscita a sostenere le sanzioni invocando l’unità. Ora c’è una coalizione dei soliti sospetti – Italia, Ungheria, Austria, Francia, Grecia e socialdemocratici tedeschi – che hanno adottato nuove tattiche, e chiedono una revoca parziale, in cambio di una parziale attuazione di Minsk 2. Almeno l’alleggerimento dovrebbe riguardare la parte meno importante: i singoli divieti di viaggio imposti nell’estate 2014. Questo è meno drammatico di quello che temevo; ma è ancora la cosa più sbagliata da fare, e non apre la strada ad una maggiore pacificazione perché il Cremlino la interpreterà in un solo modo: debolezza. L’Ucraina dovrebbe fare due cose: una lobbying mirata ai fautori dell’UE, ricordando loro l’aggressione russa contro l’Ucraina, e accelerare le riforme, tra cui la lotta alla corruzione e far passare la legislazione sulle elezioni locali nel Donbas, a condizione che siano libere e giuste.

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About Bedris,

Lituano di nascita, culturalmente cresciuto in Lituania, Italia e America. Dopo un lungo periodo di professione forense, ho deciso di dedicarmi al giornalismo. La nuova professione la intendo libera da paletti idelogici, essenziale e aperta a condividere le conoscenze con chi legge. Collaboro con alcune testate e scrivo su un mio blog.

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